Varie ed eventuali

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Abbiamo letto con meraviglia le dimissioni dei sindaci Bassi e Priolo dai vertici dell’Unione Terre d’Acqua. Che sta succedendo dunque?
Molti potrebbero pensare a contrasti innescati dalla presenza di amministratori non appartenenti al Pd all’interno dell’ente, ma crediamo che siano piuttosto i dissidi più o meno conosciuti tra i primi cittadini del Partito Democratico ad aver generato un disagio, sfociato poi nell’abbandono di entrambi. Certo, è un compito ingrato avere incarichi all’Unione: si lavora gratis perché per legge non è prevista alcuna indennità e si è lontani dalle luci della ribalta: meglio per esempio avere deleghe alla Città Metropolitana,
anche se in questo caso non ci stiamo riferendo al sindaco Bassi o un Assessorato al Comune di Bologna e questa volta il riferimento a Irene Priolo è voluto e urlato, dal momento che si tratta di una assegnazione senza precedenti che ha fatto discutere in molti. E si hanno soprattutto grane… lo sa bene il sindaco di Sala Bolognese, che persa la causa con un agente della PM, dovrà sborsare migliaia di euro e non disponendo di quella cifra chi dovrà pagare secondo voi? Probabilmente “Pantalone”, nelle
vesti, possiamo proprio dirlo, dell’Unione di cui fa parte anche il nostro comune.
Rincuoriamoci dell’avanzo di bilancio denunciato dalla nostra consigliera Silvia Piccinini, che di solito non è certo indice di buona amministrazione, visto che si è chiesto ai cittadini più di
quello che si è preventivato di spendere. Saranno state le multe? Chissà… Detto questo dobbiamo sforzarci di riflettere sull’efficacia di questo ente locale, che forse non è in grado di reggere a un eccesso di personalismi tra i sindaci membri, per non parlare dell’inedito proliferare di democrazia che, (grazie a Dio!), ha reso un po’ più variegato il panorama politico locale.
Invitiamo la nostra amministrazione a porre maggiore attenzione alla manutenzione delle strade. Certo le nostre potranno essere interpretate come accuse faziose, visto che di solito non denunciamo cespugli sfrondati o punture di ape, su quello che ormai è diventato il nuovo Urp telematico, il Gruppo Facebook
di Anzola, ma vorremmo provarci, anche se non possiamo allegare alcun corredo fotografico. Alcuni nomi: via Alvisi, via Magenta, via Guido Rossa, via Lunga, in alcuni tratti hanno il manto stradale assai rovinato, sembrano un po’ le strade di Roma, le cui buche sono così gradite ai media nostrani, ma lì c’è la Raggi, fonte di ogni malvagità.
Non ne facciamo una colpa al Vice Sindaco Loris Marchesini, che oltre a doversi sbracciare per rispondere alle occorrenze ridicole di cui sopra, rappresenta ormai il vero frontman dell’amministrazione anzolese e di questo bisogna dargliene onestamente atto, ma la realtà impietosa è questa.
Rileviamo con tristezza l’abbandono della nostra proposta per un semaforo a chiamata in via Terramare, mentre alla luce dell’istallazione di nuove telecamere dopo il fallimento del progetto Ztl, che sono peraltro da circa quattro mesi ancora inattive per verifiche tecniche delle forze dell’ordine, rimangono inutilizzate e temiamo, per lo più superate e non funzionanti quelle messe in opera dal precedente sindaco Loris Ropa. Forse intese come una sorta di monumento dell’era industriale più belle a vedersi
della famigerata “Porta del Cuore”, hanno almeno il pregio di essere presenti anche al di fuori di Anzola. Perché in fondo la sicurezza è un diritto di tutti, anche degli abitanti delle frazioni, che erano già destinate a trasformarsi in un ghetto per prostitute, trovandosi fuori dal tracciato della Ztl.
Di questi tempi, non ci sono buone notizie per i risparmiatori: le banche traballano, trasmissioni molto note mettono in dubbio il Credito Postale, su cui peraltro si fonda il finanziamento dei nostri enti locali. Nessuno o ben pochi parlano, però, del prestito sociale offerto dalle Coop. Lo faremo noi, non direttamente, ma consigliandovi un buon libro di Antonio Amorosi “Coop Connection” che alcuni del nostro gruppo di attivi hanno letto e molto gradito. Sarà presente in Biblioteca? Speriamo di sì. Antonio Amorosi è un ex assessore della Giunta Cofferati, noto anche come giornalista per una serie di inchieste, tra cui la straordinaria impresa di aver indovinato diversi vincitori di concorso presso il Comune di Bologna prima che l’esito fosse pubblicato.
Buon profeta delle fortune altrui allora, speriamo che questa volta Amorosi si stia sbagliando. Buona lettura.
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LA POLITICA NEGLI AFFARI

da Anzolanotizie 173

logo movimentoCome probabilmente ormai tutti voi sapete, Hera ambiente è in procinto di realizzare un impianto per la produzione di biometano presso la ex discarica “Nuova Geovis” in località Crocetta di Sant’Agata Bolognese. La funzione di tale impianto è quella di produrre biogas attraverso un processo di fermentazione di sottoprodotti e matrici organiche da raccolta differenziata (es. umido da cucina, verde sfalciato, potature, ecc…); tale biogas, opportunamente trattato, sarà immesso direttamente nella rete di distribuzione SNAM come biometano. Il digestato sarà invece utilizzato come compost agricolo.

In questo articolo non vogliamo entrare nelle questioni tecniche connesse alla realizzazione dell’impianto, ma ci preme evidenziare le dinamiche politiche che ne circondano la realizzazione.

Il primo punto è il totale silenzio degli amministratori PD dei comuni di Terre d’Acqua (Anzola inclusa) su una questione così impattante per il nostro territorio, nonchè la loro sottomissione alle richieste di Hera. Eppure di questioni tecnico/finanziare da porre sul tavolo ce n’erano. Ad esempio quando Hera ha presentato questo progetto in quanti se ne sono interessati partecipando regolarmente alla CdS? Possiamo sperare di avere una risposta dai nostri amministratori se chiediamo loro quale sarà l’impatto di questo progetto sul nostro territorio, ad esempio in termini di aumento di traffico veicolare da camion (l’impianto è dimensionato per 140 mila tonn. di rifiuti/anno da conferire più il relativo digestato da smaltire) o peggioramento della qualità dell’aria, visto che la pianura Padana è tra le aree europee ad avere le più alte concentrazioni di polveri fini nell’aria (PM10 e PM2,5) dovute anche ai mezzi di trasporto? Considerato che il bacino di raccolta dei rifiuti non sarà più solo Terre d’Acqua (Hera potrà convogliare sull’impianto rifiuti provenienti da ogni dove) una delle strade maggiormente interessate è la persicetana che passa da San Giacomo .. ma forse i cittadini di San Giacomo non interessano molto a questa amministrazione.

Giova ricordare anche che la discarica “Nuova Geovis” ritirava i rifiuti organici di Terre d’Acqua – quindi anche di Anzola – in virtù di un contratto valido fino al 2027, poi ridotto d’imperio dalla Regione al 2018 (guarda caso proprio quando Hera presentava il nuovo impianto) ed infine chiusa nel 2015; non è ben chiaro da chi e perchè. Con quali motivazioni l’amministrazione anzolese ha accettato che la discarica Nuova Geovis fosse chiusa anticipatamente rispetto alla data stabilita ed i nostri rifiuti dirottati altrove senza denunciare i maggiori costi a carico della cittadinanza? Basta leggere i documenti ufficiali per vedere che Anzola, pur essendo tra i comuni ad aver goduto dei più alti incentivi (82.915 €) ha comunque un costo di 241 €/ton. previsto per il 2017 in aumento del 6,79%. Ma capiamo anche che invece di affrontare questi temi e coinvolgere la cittadinanza è molto più semplice polemizzare con Gallerani sullo stipendio del sindaco.

Come secondo punto di riflessione vogliamo soffermarci sul fatto che, nonostante la cosa sia nota da diverso tempo alle amministrazioni locali (che hanno sempre gestito la cosa nella massima discrezione al solo fine di evitare tensioni con la cittadinanza che potessero in qualche modo essere d’ostacolo alla realizzazione del progetto ed ai loro stessi interessi elettorali – ricordiamoci sempre che nel 2014 si votava), il fatto si è pubblicamente palesato solo a cose fatte (cioè quando ormai gli accordi sono sottoscritti e le autorizzazioni amministrative concesse ed in pratica non c’è più niente da fare) grazie alle rimostranze del Sindaco-Senatore di Crevalcore, Claudio Broglia, che ha rampognato il Sindaco di Sant’Agata per essersi tenuto l’intero importo di 750.000 euro che Herambiente ha elargito a Sant’Agata quale indennizzo per l’impatto ambientale. Come a dire che l’aspetto importante non è il diritto dei cittadini vedere tutelata la loro salute o sapere come sarà condizionato il loro futuro, ma il solito “fare cassa”.

Resta da capire perchè, davanti ad un progetto così impattante e delicato, le amministrazioni PD si siano sfilate dalla CdS (Anzola inclusa visto che ha partecipato solo alle prime due riunioni disertando le tre successive) rinunciando di fatto al loro dovere di rappresentanza e tutela dei propri cittadini. Più di tante disquisizioni vale l’esempio del deputato PD Daniele Montroni. <<Dopo le elezioni del 2008, il nuovo sindaco [di Imola ndr.] Daniele Manca lo nomina Assessore a Pianificazione Territoriale, Mobilità, Affari Istituzionali, Autodromo, Rapporti con Hera e società partecipate. Il 25 giugno 2009 rassegna le dimissioni da Assessore per diventare presidente del Con.Ami e consigliere in Hera S.p.A, Acantho S.p.A e Hera Comm Marche. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia Romagna>>.

Capiamo perfettamente che un Sindaco con alte ambizioni politiche non abbia alcuna voglia di contrastare la volontà di Hera ed anzi si adoperi per favorirla; ma allora chiediamoci se il rispetto per i cittadini debba finire dove iniziano i suoi impegni in Città Metropolitana o alla corte del PD.

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NO AL SOCIALE PRIVATIZZATO

Prima di riportare l’articolo, in risposta a un invito di un utente del gruppo facebook  di Anzola, vogliamo pubblicare una precisazione: le ASP seppur operanti nell’ambito del diritto pubblico, devono adottare una forma di gestione basata sulla contabilità e sul controllo di gestione tipici delle società di capitale. Ciò le costringe, per l’obbligo di parità di bilancio, a mantenersi con le tariffe dei servizi offerti. Possiamo definire un simile modello privatistico? PER NOI SI TRATTA DI UN MODELLO PRIVATISTICO.

da Anzolanotizie 173

logo movimentoAll’incontro della Quarta Commissione del 22/02/2017 c’è stata prospettata la possibilità del trasferimento dei servizi sociali all’Unione Terre d’Acqua o all’ASP Seneca. Che dire… un altro passo per trasformare i singoli comuni in case vuote e allontanare i servizi dai cittadini. Perché non siamo d’accordo in linea di massima con questa soluzione, è presto detto. Accentrare a livello di Unione i servizi sociali, in un momento peraltro assai difficile per molte famiglie, non solo rischia di danneggiare il servizio nei singoli enti (e non basta il contentino di un ufficetto per ogni comune, per tener buoni i cittadini, come proposto da qualcuno!) ma nemmeno i risparmi preventivati sarebbero garantiti. Del resto tutti noi ricordiamo le difficoltà di una PM unificata che ha dovuto, di fronte a svariate problematiche di controllo del territorio, fare un parziale passo indietro tornando ai presidi territoriali. Il momento è difficile e chi si occupa di questioni sociali deve affrontare in prima linea tutta una serie di difficoltà sempre nuove, non ultime le impegnative sfide provenienti da una immigrazione crescente. Non abbiamo capito, e forse è colpa nostra, in che modo l’accentramento possa comportare un miglioramento qualitativo del servizio: siamo stati messi di fronte a slides di stile renziano, belle a vedersi, ma che davano ben poche risposte concrete. Questa soluzione, che permetterebbe comunque di conservare il servizio in ambito pubblico, potrebbe anche al limite andarci bene: rimarrebbe sempre l’Unione come referente istituzionale sia per chi garantisce il servizio, che conserverebbe lo status di dipendente pubblico, sia per la cittadinanza bisognosa. L’idea di una parziale privatizzazione, delegando il servizio ad ASP Seneca ci trova, invece, del tutto dissenzienti. L’esternalizzazione, in qualsiasi forma venga attuata, serve in primis a deresponsabilizzare l’ente pubblico. Ci sono problemi con i cimiteri? Rivolgetevi a Virgilio. E per i rifiuti? Dovete lamentarvi con Geovest… I nostri amministratori ci parlano dell’impossibilità di assumere a causa del blocco delle assunzioni,ma questo blocco chi l’ha preparato,di grazia? Chi ha bloccato le assunzioni negli enti locali nella speranza, risultata in gran parte vana, che i dipendenti provinciali in esubero si accasassero nei singoli comuni rinunciando a qualche privilegio economico? O i nostri amici del Pd sono entrati a far parte degli esuli del DP quasi senza accorgersene, o stanno disconoscendo i (de)meriti del loro ex segretario e attuale premier ombra. Asp Seneca potrebbe assumere liberamente e non soggiacere al blocco delle assunzioni, a quali condizioni per chi presta il servizio e lo riceve non è dato sapersi, né è dato sapersi quale sarà il ruolo di certe cooperative ben note, a cui temiamo verranno delegate con ancor più facilità mansioni di base. Nel frattempo in Italia gli scandali legati alle cooperative sono all’ordine del giorno, ma pur in un contesto di correttezza, bisogna pur chiedersi come e dove esse traggano un guadagno dall’esercizio di un servizio pubblico. Vogliamo tralasciare, in questa sede, considerazioni già fatte in passato sui politici che svernano nelle partecipate, ma ricordiamoci delle parole chiavi che dovrebbero guidare questa rivoluzione, “efficienza” e “competenza” e riflettiamo… Finalmente, dopo anni e svariate amministrazioni, verrà realizzata la tanto agognata ciclabile “Anzola-P.Samoggia”: il gruppo del M5S di Anzola, coerentemente agli obiettivi del suo programma, ha votato a favore dell’accordo fra le parti, ma abbiamo espresso le nostre perplessità sul tracciato, che ora sarebbe previsto lungo la Ferrovia Milano-Bologna, mentre l’originale percorso prevedeva, in continuità con l’analoga direttrice Lavino-Anzola, che la ciclabile costeggiasse la via Emilia. L’amministrazione, a tal proposito, ha evidenziato da un lato la contrarietà del Comune di Valsamoggia a ospitare nel proprio territorio una simile opera con relativi oneri di manutenzione, e qui ci chiediamo come mai il sindaco Veronesi sia stato così arrendevole nei confronti di un impegno mancato da parte di un collega; dall’altro ha messo l’accento sull’inquinamento provocato dal transito dei camion, che renderebbe insalubre il tracciato. L’amministrazione, del resto, ritiene questa direttrice più un’attrazione per i cicloturisti, che uno strumento di collegamento per utilizzatori comuni come semplici cittadini, lavoratori e pensionati. Lo ammettiamo, quello dell’inquinamento è un’obiezione sensata, ma riteniamo sia un problema analogo ad altre realtà: la famosa, “Tangenziale delle Biciclette”, per intenderci quella all’interno dei viali di Bologna, sconta i medesimi problemi di smog, mentre riteniamo che soprattutto di sera sia più fattibile una pedalata lungo la via Emilia, piuttosto che costeggiare il buio, desolato e frondoso margine della ferrovia. A questo proposito noi del Movimento 5 Stelle vogliamo fare un appello ai cittadini: noi non ci rivolgeremo ad anonimi e forse inesistenti cicloturisti, ma tramite i nostri canali, la nostra Pagina Facebook e il nostro Blog, vogliamo che esprimiate le vostre preferenze così da poterle portare poi in discussione in consiglio. L’opinione di tutti è gradita, quindi approfittatene!

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LASCEREMO I COMMENTI APERTI PER PERMETTERE A TUTTI DI ESPRIMERE UN’OPINIONE, QUALE CHE SIA, SUL TRACCIATO DELLA CICLABILE. VI INVITIAMO A RISPETTARE L’ARGOMENTO DEL NOSTRO PICCOLO SONDAGGIO.

GRAZIE

Chi può far parte della Polisportiva?

da Anzolanotizie 172

logo movimentoIn quest’ultimo periodo dobbiamo senz’altro ringraziare il Sindaco per la quantità mai vista prima di spunti di riflessione offerti. Siamo al punto che per trattare tutti gli argomenti meritevoli avremmo bisogno di un giornalino a settimana. Ma tant’è. In questa occasione vogliamo soffermarci sul modo con il quale viene gestito l’associazionismo sportivo anzolese stigmatizzando l’esclusione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica EDUBIKE dalla Polisportiva Anzolese. Riassumendo velocemente la vicenda, Edubike è una A.S.D. che attraverso lo studio e la ricerca tecnologica promuove progetti di educazione ambientale volti a favorire la cultura del ciclismo (sia come fattore salutistico che come stile di vita sostenibile), lo sviluppo umano ed il patrimonio culturale nel territorio che ci circonda (ognuno può farsi una propria idea dell’Associazione consultando il sito internet http://www.edubike.it). Quindi la sua attività non è tanto rivolta alla disciplina agonistico-sportiva con atleti impegnati in competizioni sportive, ma è indirizzata all’aspetto socio-culturale del ciclismo avendo come riferimento e beneficiari la popolazione in senso lato, cioè i bambini, gli adulti e gli anziani.
Nei mesi scorsi Edubike ha presentato domanda di affiliazione alla Polisportiva Anzolese, sia per essere considerata nell’alveo proprio delle associazioni sportive locali, sia per poter accedere agli impianti di via lunga ritenuti funzionali alla sua attività, con particolare riferimento alla pista d’atletica utilizzabile per i corsi di educazione al ciclismo rivolti ai bambini. Tale domanda è stata respinta dal Consiglio Direttivo della Polisportiva <<a causa della particolare conformazione della pista, sia per il particolare stato di usura del manto, che tende a sfaldarsi e che, già in passato, come confermato dalla società ciclistica, ha mietuto parecchie vittime>>.
Motivazione talmente pretestuosa (probabilmente volta a celare le vere ragioni a noi ignote) da costringerci ad interpellare il Sindaco in merito. Ed è proprio la risposta che, lasciandoci perplessi, si presta ad alcune considerazioni. Innanzi tutto riteniamo la motivazione pretestuosa perché, smentendo quanto affermato dal Presidente, non esiste alcuna documentazione statistica e tantomeno medica attestante alcun infortunio accaduto durante l’uso della pista, sia in generale che in riferimento all’usura del manto che tende a sfaldarsi. Inoltre il manto della pista, essendo stato rifatto nel 2012, risulta oggi in eccellenti condizioni come ciascun frequentatore dell’impianto può constatare direttamente. D’altra parte se un manto rifatto solo quattro anni fa fosse già in cattivo stato e dovesse tendere a sfaldarsi bisognerebbe senz’altro arrestare qualcuno. Possiamo inoltre ritenere che fare attività di educazione al ciclismo a bambini e ragazzini non configuri livelli di sollecitazione del manto tali da renderlo inutilizzabile, e comunque se ci fossero aspetti amministrativi (ad esempio la copertura assicurativa) o tecnici che ponessero vincoli all’uso dell’anello, ci saremmo aspettati dalla Polisportiva sia una motivazione di merito sia la disponibilità alla ricerca di una soluzione anziché la pregiudizievole chiusura totale.
Dobbiamo poi considerare che una associazione sportiva del territorio che faccia richiesta di ammissione alla Polisportiva DEVE esserne ammessa. Escludere un’associazione significa precludere ad essa la possibilità di utilizzare gli impianti sportivi che, duole ricordarlo, sono della collettività tutta e non della Polisportiva che li ha in mera gestione in virtù di una convenzione con il comune (affermare poi che non è necessario appartenere alla Polisportiva per accedere agli impianti da essa gestiti è una presa in giro quasi offensiva). Escludere una associazione significa precludere ad essa la possibilità di svolgere la sua missione decretandone la “morte” (infatti Edubike ha cessato l’attività) con un innegabile impoverimento dell’offerta sul territorio a danno della collettività tutta; ma al contempo significa anche agevolare le organizzazioni che svolgono attività dello stesso tipo dando adito a dubbi e sospetti (chi  sono le organizzazioni che operano nello stesso settore della Edubike? Da chi sono promosse le iniziative che potrebbero subire l’attività di Edubike? Perché chi pratica ciclismo è invitato ad andare a Calcara?). Dubbi di certo inopportuni per chi gestisce la cosa pubblica.
In definitiva impedire che un’associazione possa far parte della Polisportiva è un atto autoritario di libero arbitrio che lede pesantemente quei principi di libertà e democrazia che tutti condividiamo ed a cui i nostri amministratori dichiarano di ispirarsi; principi che ricorrono in tutti gli atti pubblici inerenti, primo fra tutti la convenzione in essere tra Comune e Polisportiva. E che il Sindaco ritenga non opportuno un suo intervento in merito lascia intendere una precisa volontà politica di gestire l’associazionismo sportivo nel modo personalistico (è sintomatico che documenti ufficiali dell’Amministrazione Comunale siano firmati dall’ “Avv. Giampiero Veronesi” anziché da “Il Sindaco”), clientelare e propagandistico che abbiamo appena palesato, con una ambiguità inaccettabile per chi crede che i principi di libertà e democrazia debbano trovare riscontro soprattutto nei fatti prima ancora che nei documenti.

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Ps: Speriamo di non trovarci anche noi in prima pagina, chissà se il consigliere Gallerani potrà rispondere… in prima pagina

Consiglio Comunale: presentazione del bilancio di previsione

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MARTEDI’ 31 GENNAIO alle 19:00 presso la Sala Consiliare seduta di approvazione del Bilancio : VI ASPETTIAMO NUMEROSI

PER UN DIFETTO DI COMUNICAZIONE SI E’ ERRONEAMENTE INDICATO IL 24 GENNAIO, CI SCUSIAMO PER L’ERRORE

Un volontariato libero dalla politica

Questo articolo ci è stato sollecitato da un giornalista: non essendo stato pubblicato provvediamo noi…

logo movimentoMolti ci definiscono ideologizzati e ignoranti, ma nel Movimento non c’è ideologia e come cittadini ci occupiamo d’altro. Noi non abbiamo la spudoratezza di fare il terzo grado al prossimo, mentre questo è successo al presidente di Edubike, da poco ad Anzola e con la sola colpa di voler donare al nostro paese un’associazione ciclistica, senza i “necessari” contatti personali.

Non sappiamo quali siano le sue simpatie politiche, ma vistosi escludere dalla Polisportiva, si è rivolto al Movimento 5 Stelle con fiducia e vorremmo davvero conoscere, da parte della nostra amministrazione, le motivazioni reali di questo ostracismo e non quelle enunciate pubblicamente. Anzi, rincareremo la dose, l’associazione è stata oggetto di continui controlli da parte della PM e dell’Ufficio Tecnico senza che venisse riscontrato nulla. Nella risposta alla nostra interpellanza si invita addirittura Edubike a trasferirsi a Calcara, ma perché allora non invitare i genitori anzolesi a frequentare la ludoteca di quel paese?

Non capiamo, del resto, perché l’amministrazione, nella gestione del servizio ludoteca, abbia favorito un’associazione sconosciuta senza invitare altri soggetti. Trattandosi di bambini ci saremmo aspettati un altro comportamento: le motivazioni addotte in risposta alla nostra interpellanza, infatti, non ci hanno convinto e alcuni interrogativi sono rimasti inevasi.

Che l’associazionismo sia spesso inteso come strumento di consenso è noto e crediamo che nessuno abbia la disonestà intellettuale di negarlo, ma riteniamo che si possa ancora fare volontariato senza doppi fini. Siamo convinti, anzi, che su questo atteggiamento si debba cambiare registro e chiamiamo alle loro responsabilità chi opera nel mondo delle associazioni.  “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo” diceva un famoso tragediografo antico: permetteteci, dunque, di fare del bene senza che il tempo e le opere donate liberamente vadano a maggior gloria del PD, che qualcuno continua a confondere con l’istituzione Comune.

Nel frattempo noi ideologizzati e ignoranti continueremo, con i nostri pochi voti, a fare opposizione: un “male” indispensabile della democrazia.

Demagogia…

da Anzolanotizie 171

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Demagogia e antipolitica sono concetti che ricorrono spesso tra i critici del Movimento, critici che però, per primi, hanno parlato di rottamazione, scagliandosi contro i privilegi della casta, che poi hanno completamente sposato buttando alle ortiche una possibilità concreta per ridurli. Nessuno ha mai sostenuto che una legge a favore del dimezzamento dell’indennità dei parlamentari non potesse essere migliorabile o emendabile, ma il nostro premier ha preferito fare controproposte davanti agli schermi televisivi piuttosto che in parlamento, dove appunto la questione è entrata nel dimenticatoio della commissione apposita. Siamo sinceri, davvero si può pensare che un politico che vive del suo incarico possa mettere in discussione i propri privilegi e con consapevolezza porne un argine? Il parlamento dovrebbe essere luogo di discussione senza pregiudizi, ma si è subito alzato un muro: si poteva senz’altro legare il compenso dei singoli senatori e deputati alla loro presenza in aula e nelle commissioni, si è preferito, invece, accennare questo tema in una sede informale con la sicurezza che non ne sarebbe scaturito nulla. Dunque alla presunta demagogia, che avrebbe comunque potuto sfociare in qualcosa di concreto, una legge reale sull’argomento, si è opposta la vera demagogia, fatta davanti alle telecamere. E se la discussione su questa legge si arenerà in commissione, come tutti credono, a chi darà la colpa il nostro premier? A maggior ragione se dovessero passare le riforme costituzionali? Renzi è dotato se non altro di fantasia e faccia tosta e sicuramente sarà in grado di stupirci.

Venendo ai temi locali, ci siamo occupati di recente del mondo dell’associazionismo, da un lato perché lo riteniamo importante per la crescita culturale e civile del nostro paese, dall’altro abbiamo il sospetto che il desiderio della nostra amministrazione di coprire con un velo onnicomprensivo tutto ciò che ne scaturisce, sia molto simile al panem et circenses degli antichi Romani, o per usare un esempio più accessibile “vi diamo una crescentina, ma ci aspettiamo una crocettina” ovviamente su un logo a caso della scheda elettorale. Abbiamo, quindi, presentato due interpellanze di argomento diverso, ma strettamente legate: la prima riguarda la Ludoteca, che è stata riaperta grazie all’associazione di promozione sociale “We4family”, associazione nata nel 2014 e di cui molti ignoravano pure l’esistenza. Nell’altra interpellanza abbiamo chiesto ragione all’amministrazione dell’esclusione, dalla Polisportiva di Anzola, dell’associazione Edubike, esclusione di cui ignoriamo la reale motivazione. Non avendo, al momento della redazione di questo intervento, conosciuto l’esito della seconda interpellanza, ci soffermeremo sulla prima. Premesso che anche il Movimento 5 stelle di Anzola era favorevole in linea di principio alla riapertura della Ludoteca, anche se crediamo che sarebbe stato più economicamente proponibile pensare a una gestione in comune con più enti, nell’ottica di privilegiare l’accesso a un servizio e non il possesso della struttura che lo offre; ci siamo domandati la ragione dell’affidamento della stessa a questa misteriosa associazione“We4family”, che non fa nemmeno parte della Consulta delle associazioni di Anzola. L’amministrazione si è in pratica nascosta dietro l’aspetto sperimentale del progetto, ammettendo che non erano stati interpellati altri soggetti per garantire il medesimo servizio. Non ci rassicura nemmeno il fatto che il personale che ci lavorerà sarà sottoposto al contratto nazionale del lavoro degli operatori sanitari: chi non conosce la realtà di certe cooperative dovrebbe informarsi, del resto anche i dipendenti dei call center, soggetti pure loro al proprio contratto nazionale, sono tutt’altro che soddisfatti. Chiudiamo con una affermazione molto antidemagogica: ci auguriamo che questo nuovo servizio sia interpretato dai genitori come uno strumento nuovo per interagire con i propri figli, come era in passato, e non come una specie di parcheggio dove posizionarli per fare altro.

Veniamo, dunque, a parlare di Virgilio, sempre Virgilio: ci vogliamo una buona volta mettere una pietra tombale sopra? Vorremmo al più presto abbinare questa parola solo all’ottimo poeta dell’Eneide e non a certe tariffe ingiustamente richieste e ai nostri trascurati cimiteri (le macchie di umidità nella facciata di quello di S. Maria in Strada sono un esempio evidente).

Caro sindaco, noi abbiamo apprezzato il tuo impegno di uscirne, ma ti aspettiamo al varco… o la tua era demagogia? Lo si vuole capire che questo tipo di gestione della cosa pubblica porta un sacco di problemi, senza che i cittadini ne abbiano alcun risparmio?

Vorremmo concludere, dedicando un pensiero alla gentile signora che urlando a un banchetto ci ha invitato a “imparare a stare al mondo” per le imperdonabili colpe della Raggi, come aver dato buca al Papa (falso) e aver fatto attendere quel gentiluomo di Malagò (quale ignominia!). Ecco, ci piacerebbe rassicurarla: nei prossimi anni dovremo certamente imparare a starci a questo mondo, con un lavoro sempre più precario, senza pensione, senza i diritti a cui siamo abituati e forse senza risparmi. Ebbene, speriamo possa vederci, non sarà un bello spettacolo, ma sicuramente sarà qualcosa di educativo, perché anche con il suo voto passato avrà contribuito a costruire il nostro futuro.

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Buon “NO” a tutti

Andate a votare ma ricordatevi di votare bene!

Referendum: perché NO!

da Anzolanotizie 170

logo movimentoA novembre, non sappiamo ancora con precisione quando, voteremo per un referendum che cambierà il modo di fare politica per i prossimi anni. Di fronte allo sfascio del paese un mutamento è certo necessario, ma la domanda che dobbiamo porci è: vogliamo un simile cambiamento? Prima di addentrarci nello specifico della riforma, che pur contiene qualche elemento apprezzabile, facciamo presente che ciascuno di noi dovrà misurare ogni provvedimento con la bilancia, perché non sarà possibile valutare le singole modifiche votando di conseguenza, ma dovremo accettare o rifiutare l’intero pacchetto. Entriamo dunque nel merito: chi dice che grazie alla riforma verrà superato il bicameralismo perfetto dice una bugia, il senato, infatti, non scomparirà, ma diverrà una camera minore, composta di amministratori locali privi di indennità economiche per questo ruolo, anche se detentori di tutti i privilegi di un parlamentare, come l’immunità. Vogliamo davvero dare l’immunità agli amministratori locali? La memoria storica dovrebbe esserci di aiuto: nel 2012 abbiamo lo scandalo dei rimborsi ai gruppi consiliari della regione Lazio, con milioni finiti nelle tasche del consigliere Fiorito. Di seguito tangenti in Provincia di Catania e al Comune di Milano, voto di scambio favorito dall’Ndrangheta in Lombardia e altri scandali culminati con le dimissioni di Formigoni. In breve la magistratura ha indagato a tappeto per valutare la congruità delle richieste di rimborso esercitate da numerosi consiglieri in vari enti locali e ne è emersa una realtà desolante: gente che firmava per partecipare a una commissione consiliare per poi andare altrove, cene e pranzi per non parlare di matrimoni a spese dei contribuenti, false residenze per intascare generosi rimborsi benzina ecc … Più di recente abbiamo poi assistito allo scandalo Mose a Venezia, a quello di Expo e infine all’immane intrigo di Roma Capitale che ha portato alla caduta del sindaco Marino. Un amministratore, esposto più di altri a un certo tipo di tentazioni, merita tutele ulteriori di natura parlamentare? E perché poi beneficarne solo alcuni? Lasciamo a voi la risposta. Chi, tra i fautori della riforma, mette l’accento sui risparmi prodotti dalla riduzione del numero dei senatori, dice una cosa corretta, ma dimentica che la gran parte degli sprechi prodotti dal Parlamento non provengono dalle indennità dei suoi componenti, ma dagli emolumenti dei funzionari, tra cui quegli assistenti parlamentari le cui misteriose funzioni – noi li vediamo spesso dirimere le risse tra i nostri rappresentanti – sembrano così meritevoli di alti compensi. Molti costituzionalisti, capeggiati da Valerio Onida, hanno poi osservato come la riforma sia ben lungi da semplificare il processo di costituzione delle leggi, introducendo ben sette procedimenti diversi, inoltre la persistenza di un Senato rischia di produrre conflitti di competenza tra le due camere. Il Movimento 5 Stelle vede con favore l’introduzione del referendum propositivo, ma giudica negativamente la non abolizione del quorum referendario, come l’innalzamento delle firme necessarie per presentare un disegno di legge a iniziativa popolare. Il contentino di un abbassamento del quorum, a fronte di 800.000 firme appare assai improbabile e quanto sia difficile raccogliere sottoscrizioni per chi non abbia dalla propria parte i grandi media si è visto chiaramente nel faticoso lavoro dei Comitati del No; del resto, lo stesso il Pd nega all’ANPI la possibilità di esprimersi sulla contrarietà alle riforme costituzionali all’interno delle proprie feste. Nulla, invece, è stato fatto per diminuire il numero dei deputati, che rimangono 630, una vera e propria folla, il cui numero continua a non avere paragoni in altre democrazie, come nulla è stato fatto per ridurne compensi e privilegi, mentre, grazie all’Italicum chi governerà avrà una maggioranza schiacciante alla Camera. Questi i punti salienti della Riforma Boschi che siamo in procinto di votare: ci chiediamo se non fosse più semplice abolire del tutto il senato, ridurre il numero dei deputati e abolire il quorum referendario, ma forse si sarebbero intaccate troppo le statistiche dei disoccupati o si sarebbe dato troppo spazio a quegli “operai” sbeffeggiati con disprezzo dall’Onorevole Sannicandro di Sel, che in quanto deputato, avrà probabilmente un’occupazione anche nella prossima legislatura e i suoi privilegi intatti, avendo votato contro la riduzione dell’indennità parlamentare.

Una finestra anzolese: abbiamo ricevuto risposta dal Difensore Civico a proposito del vagheggiato pre parere positivo del Ministero dei Trasporti sulla Ztl, che pilatescamente, non entra in merito sulla sua esistenza, ma invita l’amministrazione anzolese a farlo visionare, se ne esiste qualche traccia. Il sindaco insiste sulla forma “orale” del documento e a tale affermazione dobbiamo necessariamente fermarci. Nel frattempo, con nostra sorpresa, è arrivato pure il parere positivo, quello vero e per iscritto, del Ministero sulla Ztl: lo stiamo visionando con attenzione. Sul Postrino apprezziamo il fatto che il nostro sindaco abbia preso tempo, ma siamo un po’ delusi dall’arrendevolezza che sentiamo filtrare sul progetto da parte degli amministratori anzolesi e dei nostri vicini dell’Unione: con la collaborazione della Consigliera Regionale Silvia Piccinini stiamo esplorando tutte le possibilità per opporci.

 

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Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

Un occhio vigile sul territorio

Si cerca sempre di essere d’aiuto, per il rispetto delle regole… 

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