Supermarket da effetti speciali

da Anzolanotizie 182

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In queste ultime settimane il dibattito politico locale è stato catalizzato dall’annuncio fatto dal Sindaco sulla sua pagina facebook sulla prossima realizzazione di un supermercato nella frazione di Lavino di Mezzo. In particolare l’impresa edile “SILE Costruzioni Srl” con sede in Barzana (BG), ha presentato una manifestazione di interesse per la realizzazione di un intervento urbanistico che prevede la costruzione di un supermercato da 8.700 mq completo di un parcheggio per 800 posti e di alcuni negozi di vicinato; sono altresì previste 6 palazzine di quattro piani per un totale di 89 appartamenti. Il tutto viene collocato in un parco naturale attrezzato di 6 ettari completo di piste ciclabili per ulteriori 2 ettari.
Ferma restando la necessità di fornire agli abitanti di questa frazione la possibilità di poter acquistare beni di necessità senza doversi recare ai supermercati di Anzola o di Borgo Panigale, siamo convinti che l’intervento proposto non verrà realizzato per i motivi di seguito esposti.
Il primo motivo è la sproporzione dell’intervento rispetto alle esigenze della frazione e del territorio. Se ora consideriamo che il centro commerciale “Porta Marcolfa” (San Giovanni) ed il Centro Borgo misurano rispettivamente circa 9.000 e 12.000 mq, mentre la Coop di Anzola e la Conad sono sui 2.000 mq., siamo proprio sicuri che quanto previsto dal Sindaco sia ciò che serve agli abitanti di Lavino? Inoltre ad Anzola ci sono già due supermercati ed un discount, mentre l’Ipercoop è ad un tiro di schioppo; possiamo legittimamente credere che un centro commerciale di 8.700 mq a Lavino sarà una cattedrale nel deserto e farà la fine di quello di Calcara (3.500 mq)?
Il secondo motivo è che il titolare dell’impresa “SILE Costruzioni srl” pare sia stato condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione per aver ottenuto provvedimenti favorevoli su alcuni progetti urbanistici concludendo accordi corruttivi con politici e funzionari pubblici per il cambio di destinazione delle aree secondo i loro interessi privati. Poi è vero che la prescrizione ha vanificato gli effetti della condanna penale, ma riteniamo che il coinvolgimento di questa azienda nel territorio anzolese sia quantomeno inopportuno e ci dispiace che il nostro Sindaco non dimostri alcuna titubanza nell’accostare l’immagine del nostro comune a chi quell’immagine l’ha compromessa.
Non possiamo poi ignorare le legittime lamentele dei commercianti che, tra l’incudine della crisi economica ed il martello della grande distribuzione e delle vendite on line, hanno sempre maggiori difficoltà a far quadrare i conti delle loro attività ed a garantirsi quegli spazi necessari alla loro sopravvivenza.
E nemmeno possiamo esimerci dallo stigmatizzare l’uso irresponsabile che il nostro Sindaco intende fare del nostro territorio promuovendo un insensato intervento di cementificazione e di consumo di suolo agricolo. Prima di aprire nuovi comparti e realizzare nuovi interventi urbanistici suggeriamo di completare quelli esistenti, che ad esempio creano parecchi disagi ai cittadini di via Costa.
Ci sarebbe da essere seriamente preoccupati per questa iniziativa .… se fosse una iniziativa seria. Ci rifiutiamo di considerare seriamente la realizzazione di un centro commerciale per il quale lo stesso Sindaco scrive: << Ammesso che quei negozi di prossimità si facciano […] non potranno certamente gestire attività che siano in diretta concorrenza con i piccoli commercianti già presenti sul nostro territorio. Spero che questo ora sia chiaro a TUTTI >>.
Chiunque si occupi un minimo di commercio può rendersi conto di quanto questa affermazione sia priva di ogni fondamento.
Dulcis in fundo non riusciamo proprio a comprendere come in una superficie inferiore ai 2 ettari (tanto misura l’area incolta da lui indicata) sia possibile farci entrare un intervento urbanistico da 10
ettari come quello descritto.
Pertanto riteniamo che il Sindaco abbia semplicemente voluto stupirci con una boutade da campagna elettorale meramente propagandistica (<<Abbiamo ottenuto tutto? Sì.>>) con la logica alla
quale da sempre il PD ci ha ormai abituati a ridosso delle elezioni amministrative: proporre interventi “ad effetti speciali” volti ad ottenere l’applauso e le simpatie (quindi il voto) della cittadinanza,
ai quali però non farà seguito alcuna azione concreta. L’abbiamo già visto troppe volte nel passato in riferimento alla ciclabile Anzola-Samoggia, al recupero dell’edifico ex-Coop, alla sistemazione del cantiere di fronte all’hotel Alan, al recupero della ex polveriera, alla sistemazione della rotonda Cà d’oro. Tutte promesse reiterate ad ogni elezione e regolarmente finite in chiacchiere da bar che oggi stuzzicano solo l’umorismo dei cittadini. Ci auguriamo che gli elettori la smettano di credere, e soprattutto di dare fiducia, a chi ha ripetutamente dimostrato di abusare della loro credulità; la ciclabile Anzola-Samoggia è un progetto messo in campo nell’ultimo mandato della Cocchi, riproposto due volte da Ropa e dallo stesso Veronesi alle elezioni del 2014; sono ormai passati vent’anni e non un ciuffo d’erba è stato ancora tagliato.
Confortati da questi precedenti nutriamo un vigoroso scetticismo sul progetto del supermercato a Lavino e facciamo ai nostri concittadini i migliori auguri di Buon Natale e di un 2019 rivoluzionario.

Il Gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

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CHIEDIAMO LA VOSTRA PARTECIPAZIONE

Fanin

da Anzolanotizie 181

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Erano da poco passate le 21,30 del 4 novembre del 1948 quando Fanin venne aggredito. Non morì subito. Un passante che inizialmente lo aveva preso per un ubriaco, diede l’allarme alla stazione dei carabinieri di Persiceto, i quali lo portarono all’ospedale. Il 5 novembre alle 1,45 il terribile rantolo che giungeva anche nel corridoio dove la fidanzata attendeva tremante, si affievolì e tacque.
Il giorno 6 novembre <<il Giornale dell’Emilia>> [l’odierno Resto del Carlino] informò che i carabinieri di Persiceto (ai quali si erano uniti funzionari ed agenti dell’Ufficio politico della questura) avevano proceduto al fermo di tredici persone; tra queste il segretario della Camera del lavoro Eutimio Gasperini, il capo lega braccianti di S. G. in Persiceto, Natale Scagliarini, Adelmo Merighi componente del comitato direttivo della lega braccianti e Gino Bonfiglioli, canapino e segretario della sezione del PCI “Antonio Marzocchi” di S.G. in Persiceto.
A condurre i primi interrogatori fu il dott. Brayda, che però non riuscì a trovare nulla a carico dei fermati; pertanto il 17 novembre il giudice istruttore dott. Mengoli, <<su conforme parere del P.M.>>, ordinò la scarcerazione di 11 persone tra cui Gino Bonfiglioli. Solo martedì 23 <<il Giornale dell’Emilia>> riportò di ulteriori fermati tra i quali figurava nuovamente Gino Bonfiglioli. Fu il comandante dei carabinieri Dario Fedi, che con la collaborazione del brigadiere Bregoli e del carabiniere Poletti, raccolse importanti elementi che portarono al secondo fermo di Bonfiglioli.
E’ interessante sapere che la reazione del Bonfiglioli in occasione del primo fermo fu di determinata protesta per l’ingiustificata detenzione, essendo lui assolutamente estraneo ad un così <<bestiale delitto>>.
Ma la sua condizione psicologica mutò profondamente quando lunedì 22 fu fermato per la seconda volta. A seguito degli interrogatori <<a più riprese>> affidati <<all’abilissimo>> sottufficiale Masala,
di <<schianto crollava>> il giorno 24, e finiva col fare i nomi dei complici Gian Enrico Lanzarini, Indrio Morisi e Renato Evangelisti.
La sera dello stesso giorno, il 24, l’on. Pajetta tenne un comizio nel teatro di Persiceto sul tema “perché nel mondo ci sia la pace” dove con riferimenti indiretti al caso Fanin, ribadì l’estraneità del PCI al delitto e diede una “risposta alle menzogne ed alla diffamazione”. Renato Evangelisti e Gian Enrico Lanzarini erano presenti al comizio ed erano davanti all’ingresso del teatro quando giunse l’on. Pajetta che <<applaudirono convinti>>. Indrio Morisi quella sera aveva scelto di andare al cinema e <<se la spassava allegramente>> alla proiezione di Fatalità.
Verso le 2,30 tre gruppi di carabinieri circondarono le case dei ricercati.
Il Lanzarini, restio ad aprire la porta, cedette solo un attimo prima che le forze dell’ordine irrompessero a viva forza. Gli altri, sorpresi nel sonno, non fecero alcuna resistenza e tutti e tre furono condotti alla stazione dei carabinieri di San Pietro in Casale.
Il 25 novembre <<il Pomeriggio>>, giornale serale, giunse a Persiceto con un titolo di piombo in prima pagina a caratteri cubitali: Arrestati e confessi gli assassini di Fanin – Mandante il segretario del PCI di Persiceto – Esecutori tre braccianti comunisti – La brillante operazione dei carabinieri. Nell’articolo si afferma che << il mandante è il segretario della sezione del PCI di quel paese e i tre assassini, che hanno confessato, sono tutti iscritti al PCI>>. Quando Morisi, Evangelisti, e Lanzarini furono condotti alla caserma di San Pietro in Casale non persero la calma, finché non appresero della confessione di Bonfiglioli; il quale messo di fronte a loro in un inevitabile confronto <<si mise a piangere>> disperato e abbracciò Lanzarini dicendogli: <<dì tutto, come ho fatto io. E’ inutile negare>>. Lanzarini diede in una bestemmia, poi si quietò.
Abbiamo riportato il racconto della morte di Giuseppe Fanin e dell’arresto dei suoi assassini per confutare quanto pubblicamente affermato dal vicesindaco secondo il quale << gli assassini di Fanin si costituirono 20 giorni dopo l‘uccisione >>. Condividiamo il fatto che L’Amministrazione Comunale abbia intitolato un giardino alla memoria di Fanin per lo spessore etico e l’impegno politico che ne decretò la tragica fine. Ma che Fanin sia celebrato dai discendenti di quello stesso PCI (peraltro mai rinnegato) che ne decretò la morte travisandone pure la verità storica dei fatti è un’intollerabile offesa al suo sacrificio, oltre ad essere il sintomo di una inqualificabile faziosità politica. Affermare che gli assassini di Fanin si costituirono significa trasformare un omicidio politico in una bravata preterintenzionale compiuta da “bravi compagni” che subito si pentirono del loro gesto (cosa non vera). E significa anche oscurare quel clima di terrore e violenza (fomentato dal PCI ed al quale Fanin si opponeva) che
portò a troppe altre morti impunite nel nostro territorio quali ad esempio quella di Luigi Zavattaro, Don Enrico Donati, Don Alfonso Reggiani. Non dimentichiamo che nonostante il <<chi sa parli>>
qua nessuno ha mai detto nulla.
Sono passati settant’anni da quegli eventi, ma fino a quando la propaganda politica continuerà ad abbeverarsi alla fonte della faziosità strumentale non potremo considerarli superati. E certe ferite non potranno rimarginarsi.

Il Gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

INCONTRO PUBBLICO

logo movimentoDOMANI 12 SETTEMBRE ORE 20:30, TUTTI GLI AMICI, GLI ISCRITTI E I SIMPATIZZANTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE DI ANZOLA SONO INVITATI ALL’INCONTRO PER PARLARE DEL NOSTRO FUTURO, IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE. L’INCONTRO SI SVOLGERA’ PRESSO LA SEDE COMUNALE, INGRESSO PIAZZA GRIMANDI

PARTECIPATE NUMEROSI!!!!

 

Aria di elezioni o nuovo Governo?

da Anzolanotizie 180

logo movimentoL’atmosfera elettorale si è fatta pesante, anche ad Anzola: ci piacerebbe accennare all’interpellanza sui parcheggi regolamentati con disco orario in Via dei Carpini, opera dei nostri consiglieri comunali, ma sono volate querele su altri argomenti e non vorremmo inavvertitamente arricchire una categoria già sufficientemente danarosa come quella degli avvocati, colpendo al contempo i cittadini che presumiamo, PRESUMIAMO saranno chiamati a sostenere le spese legali di simili iniziative.
Vorremmo ricordare soprattutto a Loris Marchesini, vicesindaco del Comune di Anzola, che il nostro gruppo ha saputo prendere le distanze da chi usava nei suoi confronti epiteti offensivi e oltraggiosi.
Ci piacerebbe continuare a esprimere un legittimo diritto di critica nei confronti dei nostri amministratori, su internet e in altre sedi, senza dover sottostare a questa spada di Damocle.
Alla luce dei risultati elettorali, siamo tutti in attesa del nuovo governo, l’unica preclusione è ovviamente nei confronti di Berlusconi, emblema del degrado politico e morale di questo paese.
Nonostante le rampogne di una certa stampa faziosa che vede un accordo tra TUTTO il Centrodestra e il Movimento 5 Stelle possibile, o addirittura probabile, chi ha fatto dell’onestà una bandiera, non può certamente tollerare alcuna convivenza con il pregiudicato di Arcore.
Nessun veto nei confronti di altri, nel rispetto dei punti del nostro programma, neppure nei confronti del PD, ma i “democratici” sono ancora sotto la briglia stretta di un ex segretario, che doveva già darsi
a vita privata alla fine del 2016.
Non comprendiamo la scelta del Partito Democratico, non capiamo l’arroganza di chi ritiene di non avere sbagliato nulla nei precedenti governi, di chi pensa che siano gli elettori a essere in errore, come
se la maggior parte delle leggi approvate dai passati esecutivi non pesasse in primis su quegli stessi cittadini, arrivando pure ad auspicare sventure per il paese, con i pop corn in mano. Molti esponenti
del PD, peraltro, preferirebbero Berlusconi a noi, hanno già fatto questa scelta, l’hanno detto chiaramente, hanno creato una legge elettorale che rendesse questa convivenza inevitabile. Ma sono stati gli elettori ad aver fatto naufragare un piano che avrebbe donato al nostro paese, ancora una volta, una sorta di governissimo, costituito da forze politiche screditate anche nell’azione di governo.
In campagna elettorale e per cinque anni abbiamo spesso alzato i toni, ma le parole rimangono tali, nei fatti altri si sono dimostrati una piaga per questo paese, per chi paga correttamente le tasse,
per coloro che vogliono davvero una giustizia uguale per tutti. Scegliere Berlusconi significa voltare le spalle a questi cittadini onesti, che magari con mille dubbi e senza esserne pienamente convinti,
hanno votato Movimento 5 Stelle, non ritenendo affidabili le altre forze politiche.
Noi non crediamo all’ideologia, il fascismo per noi è morto, anche se è stato riesumato in periodo elettorale nella speranza che tutti si stringessero attorno al PD: ancora una volta le elezioni hanno dimostrato quanto fossero menzogneri certi interessati profeti di sventura.
La Lega, però, indubbiamente ha cavalcato il timore degli Italiani nei confronti dell’abnorme ondata migratoria a cui siamo stati sottoposti. Molti leghisti sono razzisti, anche se il superamento dell’antimeridionalismo è certamente un passo avanti. C’è, tuttavia, chi ha mercanteggiato
alcuni sconti in Europa per trasformare il nostro paese in un porto sicuro e soprattutto unico per tutti questi disperati. E non lo diciamo noi, sono parole di Emma Bonino. C’è chi, accordandosi con
un fantomatico governo libico, ha favorito la creazione di veri e propri lager dove esseri umani sono incatenati e venduti. Siamo sempre lì, alla differenza tra le parole e i fatti. Macron, fulgido esempio della causa europeista, ha in un recente discorso attaccato il nazionalismo dilagante, cosa legittima e pure condivisibile, se non avessimo avuto concreti esempi di comportamenti opposti della polizia francese alle nostre frontiere e non solo, pure all’interno dei confini italiani. Il Movimento
5 Stelle non esprime alcuna esigenza sovranista, nasce piuttosto per venire incontro alle istanze della gente comune in Italia e in Europa, ma sentiamo sempre il solito motivetto che parla di populismo
e pure di giustizialismo. Un motivetto che ci riporta, neanche a dirlo, a una decina di anni fa e alle parole dell’eterno “statista” di Arcore, quando una timidissima opposizione di sinistra faceva girotondi e veniva tacciata di stalinismo. Gli opposti, ormai, sono scomparsi, del
resto anche i comunisti, quelli duri e puri, non ci sono più.
Tornando a occuparci di questioni di casa nostra, osserviamo con sempre maggiore preoccupazione il traccheggiare senza costrutto dell’Unione Terre d’Acqua, dove la litigiosità degli stessi primi cittadini
rende difficile un’azione di governo comune. Chissà se è per questo motivo che il comandante della Polizia Municipale Giorgio Benvenuti, dopo una permanenza piuttosto breve nei nostri lidi, ha
deciso di trasferirsi scegliendo la più prestigiosa sede di Piacenza. Gli auguriamo, comunque, buon lavoro e lo ringraziamo per il servizio reso nel nostro territorio.

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Un giudizio sulle elezioni

da Anzolanotizie 179

logo movimentoIl Pd con noi può puntare al 40 per cento, con altri è un Pd da 25 per cento
No, non è una profezia di Fassino, lo diceva Matteo Renzi nel 2012 e bisogna ammettere che questo risultato lo “statista” di Rignano l’ha effettivamente raggiunto alle Europee, poi… si è superato nella caduta.

Ma facciamo un hashtag “Enrico stai sereno”, vai avanti.
Era il 17 gennaio 2014, a febbraio dello stesso anno il nuovo governo Renzi giurava al Quirinale. Questo, se vogliamo, è stato il primo dei voltafaccia di un segretario che, però, appariva a un elettorato disabituato a vincere, l’uomo del destino. O meglio, è stato il primo voltafaccia noto, nessuno dirà mai chi ha votato contro Prodi per l’elezione a Presidente della Repubblica.
Oggi, dopo la catastrofe elettorale, qualcuno ancora difende la validità dei due governi passati. Renzi, addirittura, sostiene di aver condotto una campagna elettorale troppo tecnica. Insomma gli elettori ignoranti non sono stati in grado di cogliere gli aspetti positivi del suo governo e di quello del suo clone, a guida Gentiloni.

Leggendo simili giudizi, chissà cosa sarà passato per la mente alle tante vittime del Jobs Act per cui l’assunzione a tempo indeterminato si è tramutata in una chimera. Chissà cosa avranno pensato le decine di operatori del mondo della scuola, che considerano “La buona scuola” una specie di ossimoro, per non parlare delle decine di famiglie cadute in povertà a causa della crisi. Gli elettori, però, si sono espressi chiaramente e le dichiarazioni assolutorie dei vari Calenda, Renzi e Gentiloni non valgono nulla.
Entriamo nello specifico, che il Jobs Act calpestasse i diritti dei lavoratori era chiaro: ci avevano detto che era a fin di bene, ma se calcoli come occupato anche un poveraccio che lavora poche settimane, l’occupazione senz’altro cresce, ma non i contratti a tempo indeterminato. Poi ci si meraviglia dei figli mammoni e dell’incapacità dei giovani a mettere su famiglia.
La così detta “buona scuola”, oltre a tangibili effetti per studenti, genitori e insegnanti nel caos dell’assegnazione delle cattedre, ha lasciato diversi dubbi sulla figura del così detto “preside sceriffo”, sulla valutazione del merito, e sulla gestione dell’alternanza scuola lavoro. Mentre rimane il perenne insoluto dei bassi stipendi del personale e delle condizioni vergognose di molti edifici scolastici.
La riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia, dopo il primo incidente della bocciatura da parte della Corte Costituzionale (gli esperti!), ci ha donato 5 decreti attuativi, con obiettivi ambiziosi, come la valutazione della performance di dipendenti e dirigenti e il superamento del precariato. Obiettivi tutti da verificare nel corso del tempo.
Mentre dopo quasi un decennio di attesa arriva, finalmente, il rinnovo dei contratti del pubblico impegno: una mancia a fronte delle enormi economie del passato e con la beffa degli aumenti a tempo, che sfumeranno dopo il 2018.
La mannaia della Corte Costituzionale incombe intanto sull’abolizione dei Forestali e la loro militarizzazione (e non si tratta di quelli, tanto vituperati, di Sicilia e di Calabria, dipendenti regionali). Privarsi dell’unico corpo specializzato per la difesa dell’ambiente, è stato, per molti, un atto
insensato, vedremo come la penserà la suprema corte. Nel campo dei diritti Renzi ha introdotto le Unioni Civili, ce le chiedevano soprattutto l’Europa, ma chiamarle “matrimoni” ai cattolici oscurantisti sembrava brutto. Il così detto “Divorzio breve”, che nell’immaginario di molti doveva
diminuire la litigiosità dei coniugi e liberare i tribunali, dati alla mano, si è dimostrato un’illusione. La nuova legge sul Caporalato in agricoltura, invece, è senz’altro qualcosa di positivo, ma una buona legge non può sostituire la capacità dello Stato nel farla applicare.
Poi ci sono le banche… il così detto decreto “Salvabanche” ha letteralmente rovinato migliaia di risparmiatori e a detta anche dei suoi estimatori è stata una misura tardiva per salvaguardare i risultati del referendum.
Chi doveva vigilare sul comportamento della banche? E se la ministra Boschi non ha responsabilità dirette nel caso, non ha comunque una responsabilità politica per le indebite pressioni e sollecitazioni
in una materia che non le competeva direttamente? Nell’acropoli della rete di contatti dell’Italia che conta, dobbiamo considerare un caso il ruolo di Boschi padre e del fratello? I ministri Idem e Guidi hanno avuto certamente meno tutele rispetto all’intoccabile fedelissima renziana, beneficata oltretutto di un seggio di ferro in Trentino, come l’integerrimo presidente della Commissione sulle banche Casini, votato senza se e senza ma da decine di vecchi comunisti a Bologna, in spregio al passato
e ci verrebbe da dire alla coerenza.
Lungi da noi innescare guerre tra generazioni, ma i giovani, i disoccupati, coloro che sono stati  finanziariamente rovinati da questo governo non possono essere tacciati di stupidità da chi a tutt’oggi ha uno stipendio o una pensione sicura. A maggior ragione non possono essere offesi da politici viziati e fallimentari, perché l’Italia di oggi l’hanno costruita loro. Noi ovviamente auspichiamo adesso un governo a 5 stelle con chiunque abbia la volontà di accettare i nostri valori, consapevoli dell’enormità dei problemi che dovremo ereditare.

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Prima delle lamentele… un po’ di senso civico

da Anzolanotizie 177

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Cari Anzolesi, leggiamo e sentiamo spesso lamentele (alcune assai feroci) sul degrado del nostro comune. L’argomento forse più in voga riguarda i rifiuti e a farne le spese sono i lavoratori di Geovest a cui si chiedono prestazioni da primato nella raccolta porta a porta e un’attenzione sovrumana ai cumuli disordinati di sacchetti, spesso dal contenuto del tutto incongruente, riposti alla rinfusa e ben lontani dagli spazi dedicati. Il passo seguente è la prima pagina su facebook, con foto di questi cumuli a corredare il tutto.
Noi non abbiamo la bacchetta magica, del resto leggiamo altrettante polemiche anche altrove, dove si utilizzano diverse strategie di raccolta dei rifiuti, tramite i tradizionali cassonetti. Qualcuno nutre speranze nei confronti delle telecamere o in droni spia, che aggiungono, secondo noi, qualcosa di morboso alla cosa. In realtà parte del problema si trova proprio nei nostri comportamenti quotidiani: nella scarsa attenzione a selezionare i rifiuti, ad esempio; nella sciatteria in cui vengono riposti; nella pigrizia a ricorrere ai vari centri di raccolta predisposti da Geovest. Quello di Anzola, lo ricordiamo, si trova in via Rocca Novella 2.
I politici consumati, nostri antagonisti, penseranno che simili argomentazioni siano un po’ tafazziane, ma del resto questa amministrazione, tanto per fare un esempio, si guarda bene dal multare i genitori che parcheggiano in modo selvaggio davanti alle scuole, sai mai che l’elettore con figli possa offendersi, e se la logica è questa chissà come si comporterà nella riscossione delle tariffe previste per alcuni servizi delicati.
La domanda è retorica, lo sappiamo già.
E’ un triste motivetto quello che riproponiamo sempre: le municipalizzate e le partecipate non funzionano, fanno lievitare i costi e non si può pensare di voler guadagnare sui servizi offerti alla comunità, ma questo non deve essere un alibi. Possiamo, da cittadini, essere orgogliosi dell’ampia percentuale di riciclaggio dei rifiuti e abbiamo tutto il diritto di chiedere alla nostra amministrazione le ragioni di un conseguente non abbassamento delle tariffe, ma si deve contribuire al risparmio anche con i propri comportamenti virtuosi. Poi volendo, possiamo aggiungere una maggiore consapevolezza in cabina elettorale: perché in fondo, sbracciarsi su un Social Network nel criticare un’amministrazione che nel corso dei decenni si presenta sempre uguale a sé stessa ha ben poco senso.
Noi non ci siamo mai illusi, con tutto il rispetto parlando, per la primavera di Veronesi, vediamo solo un lungo autunno e temiamo i rigori dell’inverno, anche se ci dicono che la crisi è finita.
Il Sole intanto sorge in Sicilia, con un risultato assai lusinghiero del Movimento 5 Stelle nell’isola: rimane il rammarico per la sconfitta e soprattutto per non essere riusciti ad attrarre più voti da chi, disilluso, ha preferito rimanere a casa. Visto lo stato del governo siciliano, peggio di così non si potrebbe fare e, infatti, il vincente Musumeci vorrebbe accollare l’enorme debito dell’isola allo stato. Un programma davvero rivoluzionario… Sulla condotta degli eletti del centrodestra parla da solo l’arresto di Cateno De Luca per reati fiscali: come si dice, i migliori conoscitori del male sono quelli che lo perpetrano, e anche Berlusconi ha voluto dire la sua, lanciandoci il guanto di sfida per le elezioni nazionali e definendoci con spregio “giustizialisti”.
Questo immarcescibile soggetto, che ritiene la giustizia un disvalore, ben peggiore di un qualsiasi Weistein in fatto di machismo, che ha legiferato negli ultimi anni per sé stesso al punto da collezionare
una lunga serie di prescrizioni e che vorrebbe limitare la prigione ai reati di sangue, che sono forse gli unici che non ha commesso, vorrebbe riproporsi come leader di questo paese dopo i pessimi risultati del passato. Purtroppo saranno in tanti a rivotarlo e ci sarà qualcuno, anche a sinistra, che lo riterrà pure un
alleato credibile. E’ questo genere di politica che noi aborriamo, sia in ambito nazionale che locale, perché chi rappresenta una comunità, sia piccola che grande, per noi deve essere ineccepibile…
E dopo questa affermazione, siamo sicuri che qualcuno cercherà rughe e smagliature nel corpo della Raggi e dell’Appendino.
La questione non ci riguarda direttamente, ma abbiamo seguito con un filo di tristezza la scelta di alcuni esponenti Pd delle Terre d’Acqua di appoggiare Luca Rizzo Nervo a segretario del partito felsineo. Ex Assessore di quello che riteniamo il peggior sindaco del dopoguerra a Bologna, Virginio Merola, con una sequela di incarichi politici al proprio attivo, quindi per chiamata diretta e non per merito, è nel suo piccolo un altro aspetto della politica che noi contestiamo, perché i problemi che la nostra società sta affrontando, come lavoro, precarietà, povertà, delinquenza vanno al di là del ristretto panorama che offre la finestra di una sezione di partito. Avendo perso il confronto con il suo opponente Critelli,
secondo noi, i nostri amici del Pd non lo rimpiangeranno, anche se non possiamo escludere che torni di nuovo in auge per qualche nuovo incarico. Ovviamente calato dall’alto.
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Servizi educativi offresi

da Anzolanotizie 176

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La Giunta Comunale con delibera n.104 del 25.07.17 ha definito le modalità per la concessione gratuita di locali presso il plesso scolastico G. Pascoli (scuole medie) per l’istituzione di un doposcuola in orario pomeridiano.
Quale è il vero scopo che ha portato l’Amministrazione Comunale a predisporre in tutta fretta e nel periodo estivo questa delibera? Sembrerebbe evidente: favorire l’associazionismo locale, come peraltro lascerebbe intendere il coinvolgimento della Consulta del Volontariato che con specifica mail ne rendeva edotte le Associazioni locali. Ma allora perché in questi modi e tempi? Per quel che ne sappiamo in sede di Consulta del Volontariato questo argomento non è mai stato affrontato, né ci risulta alcuna azione volta a cogliere anticipatamente una generica manifestazione di interesse presso le Associazioni locali potenzialmente in grado di attuare un doposcuola; così come non ci risulta alcun sondaggio effettuato dall’Amministrazione Comunale (né da altri) presso le famiglie potenzialmente interessate ad un servizio di doposcuola per le medie. Le due delibere sono quindi apparse come un fulmine a ciel sereno … dovuto probabilmente alla calura estiva. E’ opportuno premettere che tutti i locali scolastici statali sono di proprietà dell’Amministrazione Comunale che li assegna all’Istituzione scolastica mantenendone gli oneri di gestione (es. manutenzione) e chiedendo poi al Consiglio di Istituto la concessione d’uso per eventuali attività svolte ad di fuori dall’orario scolastico (es. prepost infanzia ed elementari – campo estivo); concessione che nel nostro caso è regolata da specifici accordi approvati in C.C. nell’aprile 2017. Rileviamo anche che il regolamento dell’Istituto scolastico prevede già la possibilità di concedere gratuitamente l’uso di locali (per es. ad associazioni che svolgono attività connesse al POF – Piano dell’offerta Formativa – dell’Istituto), ma a quanto ci consta non è mai stata avanzata alcuna richiesta per attività di doposcuola. Non può infine sfuggire la presenza sul territorio anzolese di ben due realtà rivolte ai ragazzi delle scuole secondarie: “La Saletta” e il dopo scuola presso la scuola “Vaccari”.
Così il testo dell’avviso pubblico: «al fine di facilitare la realizzazione sul territorio di una attività di “doposcuola”, garantendo contestualmente il calmieramento dei costi a carico delle famiglie, l’amministrazione comunale […], mette a disposizione di realtà associative del territorio, che manifestino il proprio interesse alla gestione della stessa, gli spazi necessari allo svolgimento dell’attività per gli anni scolastici 2017/18 e 2018/19, individuati presso la Scuola Secondaria di primo grado “G. Pascoli”….L’attività consiste nell’organizzazione e gestione, presso i locali messi a disposizione nel plesso scolastico individuato, dopo l’orario scolastico, tramite personale educativo e materiale idoneo, di:
1) Accompagnamento allo svolgimento dei compiti pomeridiani assegnati dalla scuola; 2) Acquisizione e miglioramento dei metodi di studio; […] 3) Attività motorie e ludico-ricreative; 4) Laboratori motori
– manuali – espressivi ». Tornando alla domanda iniziale, perché l’Amministrazione Comunale promuove un servizio di doposcuola PRIVATO E A PAGAMENTO calmierato a 120 €/mese quando sul territorio è già presente un identico servizio dell’Istituzione “Vaccari” (con la quale il Comune ha peraltro una convenzione in essere) che costa 90 €/mese e dà anche la possibilità ai ragazzi di pranzare? Non può inoltre sfuggire il fatto che la “Vaccari” riesce ad accogliere tutte le domande di adesione. Se l’Amministrazione Comunale ritiene che le famiglie anzolesi abbiano bisogno (?) di un servizio di doposcuola diverso o ulteriore rispetto a quello che il Comune ha già predisposto attraverso il centro
aggregativo giovanile “La Saletta” (che di fatto fa esattamente ciò che prevede la delibera) perché non ha provveduto esso stesso a realizzarlo inserendolo nel bando triennale per i servizi educativi che ha predisposto a giugno?
E se un’Associazione locale di volontariato voleva organizzare un servizio PRIVATO di doposcuola, perché non ha richiesto gli spazi al Consiglio d’Istituto invocando un regolamento che già prevede
questa possibilità? Che bisogno c’era di una delibera di Giunta? Troppe volte siamo stati tacciati di interpretare maliziosamente gli intenti del Sindaco e della sua Amministrazione. Oggi ci limitiamo a porre alcune domande senza dare risposte; vogliamo che sia la cittadinanza ad interrogarsi e ad interrogare cercando risposte vere e concrete. Apprezziamo anche il fatto che il Sindaco, rispetto alle modalità recentemente seguite per l’assegnazione del servizio di gestione della ludoteca, ha fatto un piccolo passo avanti cercando almeno di salvare le apparenze. Ma ci aspettiamo ben altro perché la forma non è certamente più importante della sostanza; se intende (meritevolmente) coinvolgere il volontariato in progetti dell’Amministrazione, che lo faccia nei modi e nei tempi opportuni e non con una mail inviata a luglio e tempi di risposta impossibili.
In questa mancanza di chiarezza ci inquieta solo il timore di trovarci, davanti ad un semplice diversivo. E se lo scopo finale dell’Amministrazione fosse liberarsi pian piano, senza che la cittadinanza se ne accorga, dei servizi educativi privatizzandoli? La storia insegna: Mitridate si assuefò al veleno.

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Varie ed eventuali

da Anzolanotizie 175

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Abbiamo letto con meraviglia le dimissioni dei sindaci Bassi e Priolo dai vertici dell’Unione Terre d’Acqua. Che sta succedendo dunque?
Molti potrebbero pensare a contrasti innescati dalla presenza di amministratori non appartenenti al Pd all’interno dell’ente, ma crediamo che siano piuttosto i dissidi più o meno conosciuti tra i primi cittadini del Partito Democratico ad aver generato un disagio, sfociato poi nell’abbandono di entrambi. Certo, è un compito ingrato avere incarichi all’Unione: si lavora gratis perché per legge non è prevista alcuna indennità e si è lontani dalle luci della ribalta: meglio per esempio avere deleghe alla Città Metropolitana,
anche se in questo caso non ci stiamo riferendo al sindaco Bassi o un Assessorato al Comune di Bologna e questa volta il riferimento a Irene Priolo è voluto e urlato, dal momento che si tratta di una assegnazione senza precedenti che ha fatto discutere in molti. E si hanno soprattutto grane… lo sa bene il sindaco di Sala Bolognese, che persa la causa con un agente della PM, dovrà sborsare migliaia di euro e non disponendo di quella cifra chi dovrà pagare secondo voi? Probabilmente “Pantalone”, nelle
vesti, possiamo proprio dirlo, dell’Unione di cui fa parte anche il nostro comune.
Rincuoriamoci dell’avanzo di bilancio denunciato dalla nostra consigliera Silvia Piccinini, che di solito non è certo indice di buona amministrazione, visto che si è chiesto ai cittadini più di
quello che si è preventivato di spendere. Saranno state le multe? Chissà… Detto questo dobbiamo sforzarci di riflettere sull’efficacia di questo ente locale, che forse non è in grado di reggere a un eccesso di personalismi tra i sindaci membri, per non parlare dell’inedito proliferare di democrazia che, (grazie a Dio!), ha reso un po’ più variegato il panorama politico locale.
Invitiamo la nostra amministrazione a porre maggiore attenzione alla manutenzione delle strade. Certo le nostre potranno essere interpretate come accuse faziose, visto che di solito non denunciamo cespugli sfrondati o punture di ape, su quello che ormai è diventato il nuovo Urp telematico, il Gruppo Facebook
di Anzola, ma vorremmo provarci, anche se non possiamo allegare alcun corredo fotografico. Alcuni nomi: via Alvisi, via Magenta, via Guido Rossa, via Lunga, in alcuni tratti hanno il manto stradale assai rovinato, sembrano un po’ le strade di Roma, le cui buche sono così gradite ai media nostrani, ma lì c’è la Raggi, fonte di ogni malvagità.
Non ne facciamo una colpa al Vice Sindaco Loris Marchesini, che oltre a doversi sbracciare per rispondere alle occorrenze ridicole di cui sopra, rappresenta ormai il vero frontman dell’amministrazione anzolese e di questo bisogna dargliene onestamente atto, ma la realtà impietosa è questa.
Rileviamo con tristezza l’abbandono della nostra proposta per un semaforo a chiamata in via Terramare, mentre alla luce dell’istallazione di nuove telecamere dopo il fallimento del progetto Ztl, che sono peraltro da circa quattro mesi ancora inattive per verifiche tecniche delle forze dell’ordine, rimangono inutilizzate e temiamo, per lo più superate e non funzionanti quelle messe in opera dal precedente sindaco Loris Ropa. Forse intese come una sorta di monumento dell’era industriale più belle a vedersi
della famigerata “Porta del Cuore”, hanno almeno il pregio di essere presenti anche al di fuori di Anzola. Perché in fondo la sicurezza è un diritto di tutti, anche degli abitanti delle frazioni, che erano già destinate a trasformarsi in un ghetto per prostitute, trovandosi fuori dal tracciato della Ztl.
Di questi tempi, non ci sono buone notizie per i risparmiatori: le banche traballano, trasmissioni molto note mettono in dubbio il Credito Postale, su cui peraltro si fonda il finanziamento dei nostri enti locali. Nessuno o ben pochi parlano, però, del prestito sociale offerto dalle Coop. Lo faremo noi, non direttamente, ma consigliandovi un buon libro di Antonio Amorosi “Coop Connection” che alcuni del nostro gruppo di attivi hanno letto e molto gradito. Sarà presente in Biblioteca? Speriamo di sì. Antonio Amorosi è un ex assessore della Giunta Cofferati, noto anche come giornalista per una serie di inchieste, tra cui la straordinaria impresa di aver indovinato diversi vincitori di concorso presso il Comune di Bologna prima che l’esito fosse pubblicato.
Buon profeta delle fortune altrui allora, speriamo che questa volta Amorosi si stia sbagliando. Buona lettura.
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LA POLITICA NEGLI AFFARI

da Anzolanotizie 173

logo movimentoCome probabilmente ormai tutti voi sapete, Hera ambiente è in procinto di realizzare un impianto per la produzione di biometano presso la ex discarica “Nuova Geovis” in località Crocetta di Sant’Agata Bolognese. La funzione di tale impianto è quella di produrre biogas attraverso un processo di fermentazione di sottoprodotti e matrici organiche da raccolta differenziata (es. umido da cucina, verde sfalciato, potature, ecc…); tale biogas, opportunamente trattato, sarà immesso direttamente nella rete di distribuzione SNAM come biometano. Il digestato sarà invece utilizzato come compost agricolo.

In questo articolo non vogliamo entrare nelle questioni tecniche connesse alla realizzazione dell’impianto, ma ci preme evidenziare le dinamiche politiche che ne circondano la realizzazione.

Il primo punto è il totale silenzio degli amministratori PD dei comuni di Terre d’Acqua (Anzola inclusa) su una questione così impattante per il nostro territorio, nonchè la loro sottomissione alle richieste di Hera. Eppure di questioni tecnico/finanziare da porre sul tavolo ce n’erano. Ad esempio quando Hera ha presentato questo progetto in quanti se ne sono interessati partecipando regolarmente alla CdS? Possiamo sperare di avere una risposta dai nostri amministratori se chiediamo loro quale sarà l’impatto di questo progetto sul nostro territorio, ad esempio in termini di aumento di traffico veicolare da camion (l’impianto è dimensionato per 140 mila tonn. di rifiuti/anno da conferire più il relativo digestato da smaltire) o peggioramento della qualità dell’aria, visto che la pianura Padana è tra le aree europee ad avere le più alte concentrazioni di polveri fini nell’aria (PM10 e PM2,5) dovute anche ai mezzi di trasporto? Considerato che il bacino di raccolta dei rifiuti non sarà più solo Terre d’Acqua (Hera potrà convogliare sull’impianto rifiuti provenienti da ogni dove) una delle strade maggiormente interessate è la persicetana che passa da San Giacomo .. ma forse i cittadini di San Giacomo non interessano molto a questa amministrazione.

Giova ricordare anche che la discarica “Nuova Geovis” ritirava i rifiuti organici di Terre d’Acqua – quindi anche di Anzola – in virtù di un contratto valido fino al 2027, poi ridotto d’imperio dalla Regione al 2018 (guarda caso proprio quando Hera presentava il nuovo impianto) ed infine chiusa nel 2015; non è ben chiaro da chi e perchè. Con quali motivazioni l’amministrazione anzolese ha accettato che la discarica Nuova Geovis fosse chiusa anticipatamente rispetto alla data stabilita ed i nostri rifiuti dirottati altrove senza denunciare i maggiori costi a carico della cittadinanza? Basta leggere i documenti ufficiali per vedere che Anzola, pur essendo tra i comuni ad aver goduto dei più alti incentivi (82.915 €) ha comunque un costo di 241 €/ton. previsto per il 2017 in aumento del 6,79%. Ma capiamo anche che invece di affrontare questi temi e coinvolgere la cittadinanza è molto più semplice polemizzare con Gallerani sullo stipendio del sindaco.

Come secondo punto di riflessione vogliamo soffermarci sul fatto che, nonostante la cosa sia nota da diverso tempo alle amministrazioni locali (che hanno sempre gestito la cosa nella massima discrezione al solo fine di evitare tensioni con la cittadinanza che potessero in qualche modo essere d’ostacolo alla realizzazione del progetto ed ai loro stessi interessi elettorali – ricordiamoci sempre che nel 2014 si votava), il fatto si è pubblicamente palesato solo a cose fatte (cioè quando ormai gli accordi sono sottoscritti e le autorizzazioni amministrative concesse ed in pratica non c’è più niente da fare) grazie alle rimostranze del Sindaco-Senatore di Crevalcore, Claudio Broglia, che ha rampognato il Sindaco di Sant’Agata per essersi tenuto l’intero importo di 750.000 euro che Herambiente ha elargito a Sant’Agata quale indennizzo per l’impatto ambientale. Come a dire che l’aspetto importante non è il diritto dei cittadini vedere tutelata la loro salute o sapere come sarà condizionato il loro futuro, ma il solito “fare cassa”.

Resta da capire perchè, davanti ad un progetto così impattante e delicato, le amministrazioni PD si siano sfilate dalla CdS (Anzola inclusa visto che ha partecipato solo alle prime due riunioni disertando le tre successive) rinunciando di fatto al loro dovere di rappresentanza e tutela dei propri cittadini. Più di tante disquisizioni vale l’esempio del deputato PD Daniele Montroni. <<Dopo le elezioni del 2008, il nuovo sindaco [di Imola ndr.] Daniele Manca lo nomina Assessore a Pianificazione Territoriale, Mobilità, Affari Istituzionali, Autodromo, Rapporti con Hera e società partecipate. Il 25 giugno 2009 rassegna le dimissioni da Assessore per diventare presidente del Con.Ami e consigliere in Hera S.p.A, Acantho S.p.A e Hera Comm Marche. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia Romagna>>.

Capiamo perfettamente che un Sindaco con alte ambizioni politiche non abbia alcuna voglia di contrastare la volontà di Hera ed anzi si adoperi per favorirla; ma allora chiediamoci se il rispetto per i cittadini debba finire dove iniziano i suoi impegni in Città Metropolitana o alla corte del PD.

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