Prostituzione: polemiche o collaborazione?

da Anzolanotizie n. 164

Logo M5SAlcune settimane fa siamo stati coinvolti in una vivace polemica con il Sindaco riguardante la prostituzione locale e sulla quale è utile ritornare.
Tutti i cittadini anzolesi conoscono la situazione che dopo il tramonto si palesa lungo la via Emilia, centro del paese incluso. Tale situazione è francamente inaccettabile sia per motivi etico-sociali (le persone che intendono fare una passeggiata di sera sulla ciclabile Anzola-Lavino non devono sentirsi condizionati sulla strada da scegliere, o i genitori imbarazzati sulle risposte da dare alle domande poste dai figli circa la presenza e l’attività delle signorine),  sia per motivi di prevenzione e presidio del territorio, perchè dove c’è prostituzione c’è frequentemente anche malaffare.
Siamo pertanto d’accordo con il sindaco quando afferma la necessità di contrastare questo fenomeno, ma siamo anche consapevoli del fatto che, non essendo l’esercizio della prostituzione un reato, non sono disponibili strumenti di contrasto propri ed efficaci. Infatti il sindaco è dovuto ricorrere ad un escamotage quando nel febbraio scorso emanò un’ordinanza che istituiva il divieto di fermata lungo tutta la via Emilia, sfruttando così il codice stradale quale strumento “improprio” di dissuasione per la potenziale clientela. Come M5S, pur con molte perplessità sull’efficacia di tale iniziativa (qual’è l’effetto deterrente della sanzione per divieto di fermata? E poi tale divieto è inutile se non c’è chi lo fa rispettare), abbiamo comunque convenuto sul fatto che un segnale andasse dato.
E allora perchè la polemica? Ricordando che il tema del contrasto alla prostituzione è stato un argomento forte della campagna elettorale del sindaco, dove è facile eccedere in ottimismo, capiamo
perfettamente il suo imbarazzo e l’esigenza politica di scaricare su altri (in particolare sui Carabinieri) le responsabilità di risultati al momento non proprio esaltanti. Ma a tutto c’è un limite.
Quello che proprio non possiamo accettare è la pretesa del sindaco di invocare furbescamente questioni di pubblica sicurezza sul rispetto di un divieto di fermata per poi invocare la non competenza della Polizia Municipale chiamandosi fuori (<<ma se CARABINIERI E POLIZIA, che sono deputati al controllo del territorio, […] non sanzionano i clienti in modo adeguato, io ci posso fare ben poco>>; <<La PM è sempre e solo ausiliaria di pubblica sicurezza>>), salvo però concedere poi benignamente l’uso della PM per tre giorni alla settimana. Vogliamo ricordare al sindaco che fare rispettare il codice stradale (nello specifico il divieto di fermata) è compito tipico della PM, e che lui ne detiene la delega per l’Unione di Terre d’Acqua; i Carabinieri sono invece deputati ad altri compiti quali prevenire i furti in
appartamenti e non,truffe,vandalismi etc etc.
Vogliamo ricordare al sindaco che la carenza degli organici della PM era ben nota anche in campagna elettorale e ciò avrebbe dovuto indurlo alla prudenza nel lanciare proclami propagandistici che ora si rivelano per quello che erano. In ogni caso prima di emettere ordinanze che comportano un presidio costante del territorio è necessario assicurarsi che ci siano le risorse necessarie, senza scaricare poi la patata bollente su altri. E se la PM può coprire solo tre giorni su sette non può venirci a raccontare, dopo una settimana di polemiche e non sapendo più a che santo votarsi, che per gli altri quattro c’è un accordo con i Carabinieri da loro non rispettato. Ma quale accordo!
Ma l’apice dell’indecenza è stato toccato quando il sindaco ha velatamente accusato il Comandante della locale stazione dei Carabinieri, prima di scarsa professionalità e poi di non voler sostenere la sua iniziativa per sabotarla politicamente. Purtroppo le parole << …..Se una prostituta può lavorare indisturbata a 20 metri da una caserma….la colpa….non è mica del sindaco… Meditate gente… meditate…>>.
E ancora: <<…qualcuno malizioso potrebbe pensare che in quel mancato sostegno….ci sia volontà…. E qui mi fermo>> lasciano ben pochi dubbi. Auguri!!
Invitiamo quindi il sindaco ad un atteggiamento più rispettoso e consono al proprio ruolo, evitando affermazioni tanto infondate quanto strampalate, sia nei nostri confronti (ci si accusa di avere <<come unico obiettivo quello di buttare fango addosso al sindaco ed all’amministrazione>>), sia nei confronti delle altre istituzioni locali che nonostante gli insulti ricevuti hanno dimostrato comunque di collaborare lealmente.
Convinti che la strada maestra per contrastare la prostituzione sia quella parlamentare con l’emanazione di leggi che prevedano adeguati strumenti di intervento, prendiamo atto del fatto che il sindaco ha ripetutamente dichiarato di avere un programma articolato e di lungo respiro nei quattro anni di mandato che ancora gli restano (dove il divieto di fermata è solo una delle azioni previste) e lo invitiamo ad aprire un confronto con le forze di opposizione sulle possibili strategie da adottare. Se accoglierà il nostro invito saremo pronti a dare la nostra collaborazione per il bene di Anzola; se invece vorrà procedere unilateralmente non dovrà sorprendersi e tantomeno scomporsi se, a fronte di eventuali risultati deludenti, manifesteremo ancora le nostre critiche e perplessità.

Gruppo Movimento 5 Stelle

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Pubblicato il ottobre 7, 2015, in Giornalino con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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