Archivio mensile:aprile 2017

NO AL SOCIALE PRIVATIZZATO

Prima di riportare l’articolo, in risposta a un invito di un utente del gruppo facebook  di Anzola, vogliamo pubblicare una precisazione: le ASP seppur operanti nell’ambito del diritto pubblico, devono adottare una forma di gestione basata sulla contabilità e sul controllo di gestione tipici delle società di capitale. Ciò le costringe, per l’obbligo di parità di bilancio, a mantenersi con le tariffe dei servizi offerti. Possiamo definire un simile modello privatistico? PER NOI SI TRATTA DI UN MODELLO PRIVATISTICO.

da Anzolanotizie 173

logo movimentoAll’incontro della Quarta Commissione del 22/02/2017 c’è stata prospettata la possibilità del trasferimento dei servizi sociali all’Unione Terre d’Acqua o all’ASP Seneca. Che dire… un altro passo per trasformare i singoli comuni in case vuote e allontanare i servizi dai cittadini. Perché non siamo d’accordo in linea di massima con questa soluzione, è presto detto. Accentrare a livello di Unione i servizi sociali, in un momento peraltro assai difficile per molte famiglie, non solo rischia di danneggiare il servizio nei singoli enti (e non basta il contentino di un ufficetto per ogni comune, per tener buoni i cittadini, come proposto da qualcuno!) ma nemmeno i risparmi preventivati sarebbero garantiti. Del resto tutti noi ricordiamo le difficoltà di una PM unificata che ha dovuto, di fronte a svariate problematiche di controllo del territorio, fare un parziale passo indietro tornando ai presidi territoriali. Il momento è difficile e chi si occupa di questioni sociali deve affrontare in prima linea tutta una serie di difficoltà sempre nuove, non ultime le impegnative sfide provenienti da una immigrazione crescente. Non abbiamo capito, e forse è colpa nostra, in che modo l’accentramento possa comportare un miglioramento qualitativo del servizio: siamo stati messi di fronte a slides di stile renziano, belle a vedersi, ma che davano ben poche risposte concrete. Questa soluzione, che permetterebbe comunque di conservare il servizio in ambito pubblico, potrebbe anche al limite andarci bene: rimarrebbe sempre l’Unione come referente istituzionale sia per chi garantisce il servizio, che conserverebbe lo status di dipendente pubblico, sia per la cittadinanza bisognosa. L’idea di una parziale privatizzazione, delegando il servizio ad ASP Seneca ci trova, invece, del tutto dissenzienti. L’esternalizzazione, in qualsiasi forma venga attuata, serve in primis a deresponsabilizzare l’ente pubblico. Ci sono problemi con i cimiteri? Rivolgetevi a Virgilio. E per i rifiuti? Dovete lamentarvi con Geovest… I nostri amministratori ci parlano dell’impossibilità di assumere a causa del blocco delle assunzioni,ma questo blocco chi l’ha preparato,di grazia? Chi ha bloccato le assunzioni negli enti locali nella speranza, risultata in gran parte vana, che i dipendenti provinciali in esubero si accasassero nei singoli comuni rinunciando a qualche privilegio economico? O i nostri amici del Pd sono entrati a far parte degli esuli del DP quasi senza accorgersene, o stanno disconoscendo i (de)meriti del loro ex segretario e attuale premier ombra. Asp Seneca potrebbe assumere liberamente e non soggiacere al blocco delle assunzioni, a quali condizioni per chi presta il servizio e lo riceve non è dato sapersi, né è dato sapersi quale sarà il ruolo di certe cooperative ben note, a cui temiamo verranno delegate con ancor più facilità mansioni di base. Nel frattempo in Italia gli scandali legati alle cooperative sono all’ordine del giorno, ma pur in un contesto di correttezza, bisogna pur chiedersi come e dove esse traggano un guadagno dall’esercizio di un servizio pubblico. Vogliamo tralasciare, in questa sede, considerazioni già fatte in passato sui politici che svernano nelle partecipate, ma ricordiamoci delle parole chiavi che dovrebbero guidare questa rivoluzione, “efficienza” e “competenza” e riflettiamo… Finalmente, dopo anni e svariate amministrazioni, verrà realizzata la tanto agognata ciclabile “Anzola-P.Samoggia”: il gruppo del M5S di Anzola, coerentemente agli obiettivi del suo programma, ha votato a favore dell’accordo fra le parti, ma abbiamo espresso le nostre perplessità sul tracciato, che ora sarebbe previsto lungo la Ferrovia Milano-Bologna, mentre l’originale percorso prevedeva, in continuità con l’analoga direttrice Lavino-Anzola, che la ciclabile costeggiasse la via Emilia. L’amministrazione, a tal proposito, ha evidenziato da un lato la contrarietà del Comune di Valsamoggia a ospitare nel proprio territorio una simile opera con relativi oneri di manutenzione, e qui ci chiediamo come mai il sindaco Veronesi sia stato così arrendevole nei confronti di un impegno mancato da parte di un collega; dall’altro ha messo l’accento sull’inquinamento provocato dal transito dei camion, che renderebbe insalubre il tracciato. L’amministrazione, del resto, ritiene questa direttrice più un’attrazione per i cicloturisti, che uno strumento di collegamento per utilizzatori comuni come semplici cittadini, lavoratori e pensionati. Lo ammettiamo, quello dell’inquinamento è un’obiezione sensata, ma riteniamo sia un problema analogo ad altre realtà: la famosa, “Tangenziale delle Biciclette”, per intenderci quella all’interno dei viali di Bologna, sconta i medesimi problemi di smog, mentre riteniamo che soprattutto di sera sia più fattibile una pedalata lungo la via Emilia, piuttosto che costeggiare il buio, desolato e frondoso margine della ferrovia. A questo proposito noi del Movimento 5 Stelle vogliamo fare un appello ai cittadini: noi non ci rivolgeremo ad anonimi e forse inesistenti cicloturisti, ma tramite i nostri canali, la nostra Pagina Facebook e il nostro Blog, vogliamo che esprimiate le vostre preferenze così da poterle portare poi in discussione in consiglio. L’opinione di tutti è gradita, quindi approfittatene!

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

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LASCEREMO I COMMENTI APERTI PER PERMETTERE A TUTTI DI ESPRIMERE UN’OPINIONE, QUALE CHE SIA, SUL TRACCIATO DELLA CICLABILE. VI INVITIAMO A RISPETTARE L’ARGOMENTO DEL NOSTRO PICCOLO SONDAGGIO.

GRAZIE

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