Archivio dell'autore: Anzola-Emilia

Aria di elezioni o nuovo Governo?

da Anzolanotizie 180

logo movimentoL’atmosfera elettorale si è fatta pesante, anche ad Anzola: ci piacerebbe accennare all’interpellanza sui parcheggi regolamentati con disco orario in Via dei Carpini, opera dei nostri consiglieri comunali, ma sono volate querele su altri argomenti e non vorremmo inavvertitamente arricchire una categoria già sufficientemente danarosa come quella degli avvocati, colpendo al contempo i cittadini che presumiamo, PRESUMIAMO saranno chiamati a sostenere le spese legali di simili iniziative.
Vorremmo ricordare soprattutto a Loris Marchesini, vicesindaco del Comune di Anzola, che il nostro gruppo ha saputo prendere le distanze da chi usava nei suoi confronti epiteti offensivi e oltraggiosi.
Ci piacerebbe continuare a esprimere un legittimo diritto di critica nei confronti dei nostri amministratori, su internet e in altre sedi, senza dover sottostare a questa spada di Damocle.
Alla luce dei risultati elettorali, siamo tutti in attesa del nuovo governo, l’unica preclusione è ovviamente nei confronti di Berlusconi, emblema del degrado politico e morale di questo paese.
Nonostante le rampogne di una certa stampa faziosa che vede un accordo tra TUTTO il Centrodestra e il Movimento 5 Stelle possibile, o addirittura probabile, chi ha fatto dell’onestà una bandiera, non può certamente tollerare alcuna convivenza con il pregiudicato di Arcore.
Nessun veto nei confronti di altri, nel rispetto dei punti del nostro programma, neppure nei confronti del PD, ma i “democratici” sono ancora sotto la briglia stretta di un ex segretario, che doveva già darsi
a vita privata alla fine del 2016.
Non comprendiamo la scelta del Partito Democratico, non capiamo l’arroganza di chi ritiene di non avere sbagliato nulla nei precedenti governi, di chi pensa che siano gli elettori a essere in errore, come
se la maggior parte delle leggi approvate dai passati esecutivi non pesasse in primis su quegli stessi cittadini, arrivando pure ad auspicare sventure per il paese, con i pop corn in mano. Molti esponenti
del PD, peraltro, preferirebbero Berlusconi a noi, hanno già fatto questa scelta, l’hanno detto chiaramente, hanno creato una legge elettorale che rendesse questa convivenza inevitabile. Ma sono stati gli elettori ad aver fatto naufragare un piano che avrebbe donato al nostro paese, ancora una volta, una sorta di governissimo, costituito da forze politiche screditate anche nell’azione di governo.
In campagna elettorale e per cinque anni abbiamo spesso alzato i toni, ma le parole rimangono tali, nei fatti altri si sono dimostrati una piaga per questo paese, per chi paga correttamente le tasse,
per coloro che vogliono davvero una giustizia uguale per tutti. Scegliere Berlusconi significa voltare le spalle a questi cittadini onesti, che magari con mille dubbi e senza esserne pienamente convinti,
hanno votato Movimento 5 Stelle, non ritenendo affidabili le altre forze politiche.
Noi non crediamo all’ideologia, il fascismo per noi è morto, anche se è stato riesumato in periodo elettorale nella speranza che tutti si stringessero attorno al PD: ancora una volta le elezioni hanno dimostrato quanto fossero menzogneri certi interessati profeti di sventura.
La Lega, però, indubbiamente ha cavalcato il timore degli Italiani nei confronti dell’abnorme ondata migratoria a cui siamo stati sottoposti. Molti leghisti sono razzisti, anche se il superamento dell’antimeridionalismo è certamente un passo avanti. C’è, tuttavia, chi ha mercanteggiato
alcuni sconti in Europa per trasformare il nostro paese in un porto sicuro e soprattutto unico per tutti questi disperati. E non lo diciamo noi, sono parole di Emma Bonino. C’è chi, accordandosi con
un fantomatico governo libico, ha favorito la creazione di veri e propri lager dove esseri umani sono incatenati e venduti. Siamo sempre lì, alla differenza tra le parole e i fatti. Macron, fulgido esempio della causa europeista, ha in un recente discorso attaccato il nazionalismo dilagante, cosa legittima e pure condivisibile, se non avessimo avuto concreti esempi di comportamenti opposti della polizia francese alle nostre frontiere e non solo, pure all’interno dei confini italiani. Il Movimento
5 Stelle non esprime alcuna esigenza sovranista, nasce piuttosto per venire incontro alle istanze della gente comune in Italia e in Europa, ma sentiamo sempre il solito motivetto che parla di populismo
e pure di giustizialismo. Un motivetto che ci riporta, neanche a dirlo, a una decina di anni fa e alle parole dell’eterno “statista” di Arcore, quando una timidissima opposizione di sinistra faceva girotondi e veniva tacciata di stalinismo. Gli opposti, ormai, sono scomparsi, del
resto anche i comunisti, quelli duri e puri, non ci sono più.
Tornando a occuparci di questioni di casa nostra, osserviamo con sempre maggiore preoccupazione il traccheggiare senza costrutto dell’Unione Terre d’Acqua, dove la litigiosità degli stessi primi cittadini
rende difficile un’azione di governo comune. Chissà se è per questo motivo che il comandante della Polizia Municipale Giorgio Benvenuti, dopo una permanenza piuttosto breve nei nostri lidi, ha
deciso di trasferirsi scegliendo la più prestigiosa sede di Piacenza. Gli auguriamo, comunque, buon lavoro e lo ringraziamo per il servizio reso nel nostro territorio.

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola
https://www.facebook.com/groups/anzola5stelle/
https://anzola5stelle.wordpress.com/

Annunci

Un giudizio sulle elezioni

da Anzolanotizie 179

logo movimentoIl Pd con noi può puntare al 40 per cento, con altri è un Pd da 25 per cento
No, non è una profezia di Fassino, lo diceva Matteo Renzi nel 2012 e bisogna ammettere che questo risultato lo “statista” di Rignano l’ha effettivamente raggiunto alle Europee, poi… si è superato nella caduta.

Ma facciamo un hashtag “Enrico stai sereno”, vai avanti.
Era il 17 gennaio 2014, a febbraio dello stesso anno il nuovo governo Renzi giurava al Quirinale. Questo, se vogliamo, è stato il primo dei voltafaccia di un segretario che, però, appariva a un elettorato disabituato a vincere, l’uomo del destino. O meglio, è stato il primo voltafaccia noto, nessuno dirà mai chi ha votato contro Prodi per l’elezione a Presidente della Repubblica.
Oggi, dopo la catastrofe elettorale, qualcuno ancora difende la validità dei due governi passati. Renzi, addirittura, sostiene di aver condotto una campagna elettorale troppo tecnica. Insomma gli elettori ignoranti non sono stati in grado di cogliere gli aspetti positivi del suo governo e di quello del suo clone, a guida Gentiloni.

Leggendo simili giudizi, chissà cosa sarà passato per la mente alle tante vittime del Jobs Act per cui l’assunzione a tempo indeterminato si è tramutata in una chimera. Chissà cosa avranno pensato le decine di operatori del mondo della scuola, che considerano “La buona scuola” una specie di ossimoro, per non parlare delle decine di famiglie cadute in povertà a causa della crisi. Gli elettori, però, si sono espressi chiaramente e le dichiarazioni assolutorie dei vari Calenda, Renzi e Gentiloni non valgono nulla.
Entriamo nello specifico, che il Jobs Act calpestasse i diritti dei lavoratori era chiaro: ci avevano detto che era a fin di bene, ma se calcoli come occupato anche un poveraccio che lavora poche settimane, l’occupazione senz’altro cresce, ma non i contratti a tempo indeterminato. Poi ci si meraviglia dei figli mammoni e dell’incapacità dei giovani a mettere su famiglia.
La così detta “buona scuola”, oltre a tangibili effetti per studenti, genitori e insegnanti nel caos dell’assegnazione delle cattedre, ha lasciato diversi dubbi sulla figura del così detto “preside sceriffo”, sulla valutazione del merito, e sulla gestione dell’alternanza scuola lavoro. Mentre rimane il perenne insoluto dei bassi stipendi del personale e delle condizioni vergognose di molti edifici scolastici.
La riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia, dopo il primo incidente della bocciatura da parte della Corte Costituzionale (gli esperti!), ci ha donato 5 decreti attuativi, con obiettivi ambiziosi, come la valutazione della performance di dipendenti e dirigenti e il superamento del precariato. Obiettivi tutti da verificare nel corso del tempo.
Mentre dopo quasi un decennio di attesa arriva, finalmente, il rinnovo dei contratti del pubblico impegno: una mancia a fronte delle enormi economie del passato e con la beffa degli aumenti a tempo, che sfumeranno dopo il 2018.
La mannaia della Corte Costituzionale incombe intanto sull’abolizione dei Forestali e la loro militarizzazione (e non si tratta di quelli, tanto vituperati, di Sicilia e di Calabria, dipendenti regionali). Privarsi dell’unico corpo specializzato per la difesa dell’ambiente, è stato, per molti, un atto
insensato, vedremo come la penserà la suprema corte. Nel campo dei diritti Renzi ha introdotto le Unioni Civili, ce le chiedevano soprattutto l’Europa, ma chiamarle “matrimoni” ai cattolici oscurantisti sembrava brutto. Il così detto “Divorzio breve”, che nell’immaginario di molti doveva
diminuire la litigiosità dei coniugi e liberare i tribunali, dati alla mano, si è dimostrato un’illusione. La nuova legge sul Caporalato in agricoltura, invece, è senz’altro qualcosa di positivo, ma una buona legge non può sostituire la capacità dello Stato nel farla applicare.
Poi ci sono le banche… il così detto decreto “Salvabanche” ha letteralmente rovinato migliaia di risparmiatori e a detta anche dei suoi estimatori è stata una misura tardiva per salvaguardare i risultati del referendum.
Chi doveva vigilare sul comportamento della banche? E se la ministra Boschi non ha responsabilità dirette nel caso, non ha comunque una responsabilità politica per le indebite pressioni e sollecitazioni
in una materia che non le competeva direttamente? Nell’acropoli della rete di contatti dell’Italia che conta, dobbiamo considerare un caso il ruolo di Boschi padre e del fratello? I ministri Idem e Guidi hanno avuto certamente meno tutele rispetto all’intoccabile fedelissima renziana, beneficata oltretutto di un seggio di ferro in Trentino, come l’integerrimo presidente della Commissione sulle banche Casini, votato senza se e senza ma da decine di vecchi comunisti a Bologna, in spregio al passato
e ci verrebbe da dire alla coerenza.
Lungi da noi innescare guerre tra generazioni, ma i giovani, i disoccupati, coloro che sono stati  finanziariamente rovinati da questo governo non possono essere tacciati di stupidità da chi a tutt’oggi ha uno stipendio o una pensione sicura. A maggior ragione non possono essere offesi da politici viziati e fallimentari, perché l’Italia di oggi l’hanno costruita loro. Noi ovviamente auspichiamo adesso un governo a 5 stelle con chiunque abbia la volontà di accettare i nostri valori, consapevoli dell’enormità dei problemi che dovremo ereditare.

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola
https://www.facebook.com/groups/anzola5stelle/
https://anzola5stelle.wordpress.com/

Prima delle lamentele… un po’ di senso civico

da Anzolanotizie 177

logo movimento

Cari Anzolesi, leggiamo e sentiamo spesso lamentele (alcune assai feroci) sul degrado del nostro comune. L’argomento forse più in voga riguarda i rifiuti e a farne le spese sono i lavoratori di Geovest a cui si chiedono prestazioni da primato nella raccolta porta a porta e un’attenzione sovrumana ai cumuli disordinati di sacchetti, spesso dal contenuto del tutto incongruente, riposti alla rinfusa e ben lontani dagli spazi dedicati. Il passo seguente è la prima pagina su facebook, con foto di questi cumuli a corredare il tutto.
Noi non abbiamo la bacchetta magica, del resto leggiamo altrettante polemiche anche altrove, dove si utilizzano diverse strategie di raccolta dei rifiuti, tramite i tradizionali cassonetti. Qualcuno nutre speranze nei confronti delle telecamere o in droni spia, che aggiungono, secondo noi, qualcosa di morboso alla cosa. In realtà parte del problema si trova proprio nei nostri comportamenti quotidiani: nella scarsa attenzione a selezionare i rifiuti, ad esempio; nella sciatteria in cui vengono riposti; nella pigrizia a ricorrere ai vari centri di raccolta predisposti da Geovest. Quello di Anzola, lo ricordiamo, si trova in via Rocca Novella 2.
I politici consumati, nostri antagonisti, penseranno che simili argomentazioni siano un po’ tafazziane, ma del resto questa amministrazione, tanto per fare un esempio, si guarda bene dal multare i genitori che parcheggiano in modo selvaggio davanti alle scuole, sai mai che l’elettore con figli possa offendersi, e se la logica è questa chissà come si comporterà nella riscossione delle tariffe previste per alcuni servizi delicati.
La domanda è retorica, lo sappiamo già.
E’ un triste motivetto quello che riproponiamo sempre: le municipalizzate e le partecipate non funzionano, fanno lievitare i costi e non si può pensare di voler guadagnare sui servizi offerti alla comunità, ma questo non deve essere un alibi. Possiamo, da cittadini, essere orgogliosi dell’ampia percentuale di riciclaggio dei rifiuti e abbiamo tutto il diritto di chiedere alla nostra amministrazione le ragioni di un conseguente non abbassamento delle tariffe, ma si deve contribuire al risparmio anche con i propri comportamenti virtuosi. Poi volendo, possiamo aggiungere una maggiore consapevolezza in cabina elettorale: perché in fondo, sbracciarsi su un Social Network nel criticare un’amministrazione che nel corso dei decenni si presenta sempre uguale a sé stessa ha ben poco senso.
Noi non ci siamo mai illusi, con tutto il rispetto parlando, per la primavera di Veronesi, vediamo solo un lungo autunno e temiamo i rigori dell’inverno, anche se ci dicono che la crisi è finita.
Il Sole intanto sorge in Sicilia, con un risultato assai lusinghiero del Movimento 5 Stelle nell’isola: rimane il rammarico per la sconfitta e soprattutto per non essere riusciti ad attrarre più voti da chi, disilluso, ha preferito rimanere a casa. Visto lo stato del governo siciliano, peggio di così non si potrebbe fare e, infatti, il vincente Musumeci vorrebbe accollare l’enorme debito dell’isola allo stato. Un programma davvero rivoluzionario… Sulla condotta degli eletti del centrodestra parla da solo l’arresto di Cateno De Luca per reati fiscali: come si dice, i migliori conoscitori del male sono quelli che lo perpetrano, e anche Berlusconi ha voluto dire la sua, lanciandoci il guanto di sfida per le elezioni nazionali e definendoci con spregio “giustizialisti”.
Questo immarcescibile soggetto, che ritiene la giustizia un disvalore, ben peggiore di un qualsiasi Weistein in fatto di machismo, che ha legiferato negli ultimi anni per sé stesso al punto da collezionare
una lunga serie di prescrizioni e che vorrebbe limitare la prigione ai reati di sangue, che sono forse gli unici che non ha commesso, vorrebbe riproporsi come leader di questo paese dopo i pessimi risultati del passato. Purtroppo saranno in tanti a rivotarlo e ci sarà qualcuno, anche a sinistra, che lo riterrà pure un
alleato credibile. E’ questo genere di politica che noi aborriamo, sia in ambito nazionale che locale, perché chi rappresenta una comunità, sia piccola che grande, per noi deve essere ineccepibile…
E dopo questa affermazione, siamo sicuri che qualcuno cercherà rughe e smagliature nel corpo della Raggi e dell’Appendino.
La questione non ci riguarda direttamente, ma abbiamo seguito con un filo di tristezza la scelta di alcuni esponenti Pd delle Terre d’Acqua di appoggiare Luca Rizzo Nervo a segretario del partito felsineo. Ex Assessore di quello che riteniamo il peggior sindaco del dopoguerra a Bologna, Virginio Merola, con una sequela di incarichi politici al proprio attivo, quindi per chiamata diretta e non per merito, è nel suo piccolo un altro aspetto della politica che noi contestiamo, perché i problemi che la nostra società sta affrontando, come lavoro, precarietà, povertà, delinquenza vanno al di là del ristretto panorama che offre la finestra di una sezione di partito. Avendo perso il confronto con il suo opponente Critelli,
secondo noi, i nostri amici del Pd non lo rimpiangeranno, anche se non possiamo escludere che torni di nuovo in auge per qualche nuovo incarico. Ovviamente calato dall’alto.
Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola
https://www.facebook.com/groups/anzola5stelle/
https://anzola5stelle.wordpress.com/

Servizi educativi offresi

da Anzolanotizie 176

logo movimento

La Giunta Comunale con delibera n.104 del 25.07.17 ha definito le modalità per la concessione gratuita di locali presso il plesso scolastico G. Pascoli (scuole medie) per l’istituzione di un doposcuola in orario pomeridiano.
Quale è il vero scopo che ha portato l’Amministrazione Comunale a predisporre in tutta fretta e nel periodo estivo questa delibera? Sembrerebbe evidente: favorire l’associazionismo locale, come peraltro lascerebbe intendere il coinvolgimento della Consulta del Volontariato che con specifica mail ne rendeva edotte le Associazioni locali. Ma allora perché in questi modi e tempi? Per quel che ne sappiamo in sede di Consulta del Volontariato questo argomento non è mai stato affrontato, né ci risulta alcuna azione volta a cogliere anticipatamente una generica manifestazione di interesse presso le Associazioni locali potenzialmente in grado di attuare un doposcuola; così come non ci risulta alcun sondaggio effettuato dall’Amministrazione Comunale (né da altri) presso le famiglie potenzialmente interessate ad un servizio di doposcuola per le medie. Le due delibere sono quindi apparse come un fulmine a ciel sereno … dovuto probabilmente alla calura estiva. E’ opportuno premettere che tutti i locali scolastici statali sono di proprietà dell’Amministrazione Comunale che li assegna all’Istituzione scolastica mantenendone gli oneri di gestione (es. manutenzione) e chiedendo poi al Consiglio di Istituto la concessione d’uso per eventuali attività svolte ad di fuori dall’orario scolastico (es. prepost infanzia ed elementari – campo estivo); concessione che nel nostro caso è regolata da specifici accordi approvati in C.C. nell’aprile 2017. Rileviamo anche che il regolamento dell’Istituto scolastico prevede già la possibilità di concedere gratuitamente l’uso di locali (per es. ad associazioni che svolgono attività connesse al POF – Piano dell’offerta Formativa – dell’Istituto), ma a quanto ci consta non è mai stata avanzata alcuna richiesta per attività di doposcuola. Non può infine sfuggire la presenza sul territorio anzolese di ben due realtà rivolte ai ragazzi delle scuole secondarie: “La Saletta” e il dopo scuola presso la scuola “Vaccari”.
Così il testo dell’avviso pubblico: «al fine di facilitare la realizzazione sul territorio di una attività di “doposcuola”, garantendo contestualmente il calmieramento dei costi a carico delle famiglie, l’amministrazione comunale […], mette a disposizione di realtà associative del territorio, che manifestino il proprio interesse alla gestione della stessa, gli spazi necessari allo svolgimento dell’attività per gli anni scolastici 2017/18 e 2018/19, individuati presso la Scuola Secondaria di primo grado “G. Pascoli”….L’attività consiste nell’organizzazione e gestione, presso i locali messi a disposizione nel plesso scolastico individuato, dopo l’orario scolastico, tramite personale educativo e materiale idoneo, di:
1) Accompagnamento allo svolgimento dei compiti pomeridiani assegnati dalla scuola; 2) Acquisizione e miglioramento dei metodi di studio; […] 3) Attività motorie e ludico-ricreative; 4) Laboratori motori
– manuali – espressivi ». Tornando alla domanda iniziale, perché l’Amministrazione Comunale promuove un servizio di doposcuola PRIVATO E A PAGAMENTO calmierato a 120 €/mese quando sul territorio è già presente un identico servizio dell’Istituzione “Vaccari” (con la quale il Comune ha peraltro una convenzione in essere) che costa 90 €/mese e dà anche la possibilità ai ragazzi di pranzare? Non può inoltre sfuggire il fatto che la “Vaccari” riesce ad accogliere tutte le domande di adesione. Se l’Amministrazione Comunale ritiene che le famiglie anzolesi abbiano bisogno (?) di un servizio di doposcuola diverso o ulteriore rispetto a quello che il Comune ha già predisposto attraverso il centro
aggregativo giovanile “La Saletta” (che di fatto fa esattamente ciò che prevede la delibera) perché non ha provveduto esso stesso a realizzarlo inserendolo nel bando triennale per i servizi educativi che ha predisposto a giugno?
E se un’Associazione locale di volontariato voleva organizzare un servizio PRIVATO di doposcuola, perché non ha richiesto gli spazi al Consiglio d’Istituto invocando un regolamento che già prevede
questa possibilità? Che bisogno c’era di una delibera di Giunta? Troppe volte siamo stati tacciati di interpretare maliziosamente gli intenti del Sindaco e della sua Amministrazione. Oggi ci limitiamo a porre alcune domande senza dare risposte; vogliamo che sia la cittadinanza ad interrogarsi e ad interrogare cercando risposte vere e concrete. Apprezziamo anche il fatto che il Sindaco, rispetto alle modalità recentemente seguite per l’assegnazione del servizio di gestione della ludoteca, ha fatto un piccolo passo avanti cercando almeno di salvare le apparenze. Ma ci aspettiamo ben altro perché la forma non è certamente più importante della sostanza; se intende (meritevolmente) coinvolgere il volontariato in progetti dell’Amministrazione, che lo faccia nei modi e nei tempi opportuni e non con una mail inviata a luglio e tempi di risposta impossibili.
In questa mancanza di chiarezza ci inquieta solo il timore di trovarci, davanti ad un semplice diversivo. E se lo scopo finale dell’Amministrazione fosse liberarsi pian piano, senza che la cittadinanza se ne accorga, dei servizi educativi privatizzandoli? La storia insegna: Mitridate si assuefò al veleno.

https://anzola5stelle.wordpress.com/
Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Anzola

Varie ed eventuali

da Anzolanotizie 175

logo movimento

Abbiamo letto con meraviglia le dimissioni dei sindaci Bassi e Priolo dai vertici dell’Unione Terre d’Acqua. Che sta succedendo dunque?
Molti potrebbero pensare a contrasti innescati dalla presenza di amministratori non appartenenti al Pd all’interno dell’ente, ma crediamo che siano piuttosto i dissidi più o meno conosciuti tra i primi cittadini del Partito Democratico ad aver generato un disagio, sfociato poi nell’abbandono di entrambi. Certo, è un compito ingrato avere incarichi all’Unione: si lavora gratis perché per legge non è prevista alcuna indennità e si è lontani dalle luci della ribalta: meglio per esempio avere deleghe alla Città Metropolitana,
anche se in questo caso non ci stiamo riferendo al sindaco Bassi o un Assessorato al Comune di Bologna e questa volta il riferimento a Irene Priolo è voluto e urlato, dal momento che si tratta di una assegnazione senza precedenti che ha fatto discutere in molti. E si hanno soprattutto grane… lo sa bene il sindaco di Sala Bolognese, che persa la causa con un agente della PM, dovrà sborsare migliaia di euro e non disponendo di quella cifra chi dovrà pagare secondo voi? Probabilmente “Pantalone”, nelle
vesti, possiamo proprio dirlo, dell’Unione di cui fa parte anche il nostro comune.
Rincuoriamoci dell’avanzo di bilancio denunciato dalla nostra consigliera Silvia Piccinini, che di solito non è certo indice di buona amministrazione, visto che si è chiesto ai cittadini più di
quello che si è preventivato di spendere. Saranno state le multe? Chissà… Detto questo dobbiamo sforzarci di riflettere sull’efficacia di questo ente locale, che forse non è in grado di reggere a un eccesso di personalismi tra i sindaci membri, per non parlare dell’inedito proliferare di democrazia che, (grazie a Dio!), ha reso un po’ più variegato il panorama politico locale.
Invitiamo la nostra amministrazione a porre maggiore attenzione alla manutenzione delle strade. Certo le nostre potranno essere interpretate come accuse faziose, visto che di solito non denunciamo cespugli sfrondati o punture di ape, su quello che ormai è diventato il nuovo Urp telematico, il Gruppo Facebook
di Anzola, ma vorremmo provarci, anche se non possiamo allegare alcun corredo fotografico. Alcuni nomi: via Alvisi, via Magenta, via Guido Rossa, via Lunga, in alcuni tratti hanno il manto stradale assai rovinato, sembrano un po’ le strade di Roma, le cui buche sono così gradite ai media nostrani, ma lì c’è la Raggi, fonte di ogni malvagità.
Non ne facciamo una colpa al Vice Sindaco Loris Marchesini, che oltre a doversi sbracciare per rispondere alle occorrenze ridicole di cui sopra, rappresenta ormai il vero frontman dell’amministrazione anzolese e di questo bisogna dargliene onestamente atto, ma la realtà impietosa è questa.
Rileviamo con tristezza l’abbandono della nostra proposta per un semaforo a chiamata in via Terramare, mentre alla luce dell’istallazione di nuove telecamere dopo il fallimento del progetto Ztl, che sono peraltro da circa quattro mesi ancora inattive per verifiche tecniche delle forze dell’ordine, rimangono inutilizzate e temiamo, per lo più superate e non funzionanti quelle messe in opera dal precedente sindaco Loris Ropa. Forse intese come una sorta di monumento dell’era industriale più belle a vedersi
della famigerata “Porta del Cuore”, hanno almeno il pregio di essere presenti anche al di fuori di Anzola. Perché in fondo la sicurezza è un diritto di tutti, anche degli abitanti delle frazioni, che erano già destinate a trasformarsi in un ghetto per prostitute, trovandosi fuori dal tracciato della Ztl.
Di questi tempi, non ci sono buone notizie per i risparmiatori: le banche traballano, trasmissioni molto note mettono in dubbio il Credito Postale, su cui peraltro si fonda il finanziamento dei nostri enti locali. Nessuno o ben pochi parlano, però, del prestito sociale offerto dalle Coop. Lo faremo noi, non direttamente, ma consigliandovi un buon libro di Antonio Amorosi “Coop Connection” che alcuni del nostro gruppo di attivi hanno letto e molto gradito. Sarà presente in Biblioteca? Speriamo di sì. Antonio Amorosi è un ex assessore della Giunta Cofferati, noto anche come giornalista per una serie di inchieste, tra cui la straordinaria impresa di aver indovinato diversi vincitori di concorso presso il Comune di Bologna prima che l’esito fosse pubblicato.
Buon profeta delle fortune altrui allora, speriamo che questa volta Amorosi si stia sbagliando. Buona lettura.
https://anzola5stelle.wordpress.com/
Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Anzola

LA POLITICA NEGLI AFFARI

da Anzolanotizie 173

logo movimentoCome probabilmente ormai tutti voi sapete, Hera ambiente è in procinto di realizzare un impianto per la produzione di biometano presso la ex discarica “Nuova Geovis” in località Crocetta di Sant’Agata Bolognese. La funzione di tale impianto è quella di produrre biogas attraverso un processo di fermentazione di sottoprodotti e matrici organiche da raccolta differenziata (es. umido da cucina, verde sfalciato, potature, ecc…); tale biogas, opportunamente trattato, sarà immesso direttamente nella rete di distribuzione SNAM come biometano. Il digestato sarà invece utilizzato come compost agricolo.

In questo articolo non vogliamo entrare nelle questioni tecniche connesse alla realizzazione dell’impianto, ma ci preme evidenziare le dinamiche politiche che ne circondano la realizzazione.

Il primo punto è il totale silenzio degli amministratori PD dei comuni di Terre d’Acqua (Anzola inclusa) su una questione così impattante per il nostro territorio, nonchè la loro sottomissione alle richieste di Hera. Eppure di questioni tecnico/finanziare da porre sul tavolo ce n’erano. Ad esempio quando Hera ha presentato questo progetto in quanti se ne sono interessati partecipando regolarmente alla CdS? Possiamo sperare di avere una risposta dai nostri amministratori se chiediamo loro quale sarà l’impatto di questo progetto sul nostro territorio, ad esempio in termini di aumento di traffico veicolare da camion (l’impianto è dimensionato per 140 mila tonn. di rifiuti/anno da conferire più il relativo digestato da smaltire) o peggioramento della qualità dell’aria, visto che la pianura Padana è tra le aree europee ad avere le più alte concentrazioni di polveri fini nell’aria (PM10 e PM2,5) dovute anche ai mezzi di trasporto? Considerato che il bacino di raccolta dei rifiuti non sarà più solo Terre d’Acqua (Hera potrà convogliare sull’impianto rifiuti provenienti da ogni dove) una delle strade maggiormente interessate è la persicetana che passa da San Giacomo .. ma forse i cittadini di San Giacomo non interessano molto a questa amministrazione.

Giova ricordare anche che la discarica “Nuova Geovis” ritirava i rifiuti organici di Terre d’Acqua – quindi anche di Anzola – in virtù di un contratto valido fino al 2027, poi ridotto d’imperio dalla Regione al 2018 (guarda caso proprio quando Hera presentava il nuovo impianto) ed infine chiusa nel 2015; non è ben chiaro da chi e perchè. Con quali motivazioni l’amministrazione anzolese ha accettato che la discarica Nuova Geovis fosse chiusa anticipatamente rispetto alla data stabilita ed i nostri rifiuti dirottati altrove senza denunciare i maggiori costi a carico della cittadinanza? Basta leggere i documenti ufficiali per vedere che Anzola, pur essendo tra i comuni ad aver goduto dei più alti incentivi (82.915 €) ha comunque un costo di 241 €/ton. previsto per il 2017 in aumento del 6,79%. Ma capiamo anche che invece di affrontare questi temi e coinvolgere la cittadinanza è molto più semplice polemizzare con Gallerani sullo stipendio del sindaco.

Come secondo punto di riflessione vogliamo soffermarci sul fatto che, nonostante la cosa sia nota da diverso tempo alle amministrazioni locali (che hanno sempre gestito la cosa nella massima discrezione al solo fine di evitare tensioni con la cittadinanza che potessero in qualche modo essere d’ostacolo alla realizzazione del progetto ed ai loro stessi interessi elettorali – ricordiamoci sempre che nel 2014 si votava), il fatto si è pubblicamente palesato solo a cose fatte (cioè quando ormai gli accordi sono sottoscritti e le autorizzazioni amministrative concesse ed in pratica non c’è più niente da fare) grazie alle rimostranze del Sindaco-Senatore di Crevalcore, Claudio Broglia, che ha rampognato il Sindaco di Sant’Agata per essersi tenuto l’intero importo di 750.000 euro che Herambiente ha elargito a Sant’Agata quale indennizzo per l’impatto ambientale. Come a dire che l’aspetto importante non è il diritto dei cittadini vedere tutelata la loro salute o sapere come sarà condizionato il loro futuro, ma il solito “fare cassa”.

Resta da capire perchè, davanti ad un progetto così impattante e delicato, le amministrazioni PD si siano sfilate dalla CdS (Anzola inclusa visto che ha partecipato solo alle prime due riunioni disertando le tre successive) rinunciando di fatto al loro dovere di rappresentanza e tutela dei propri cittadini. Più di tante disquisizioni vale l’esempio del deputato PD Daniele Montroni. <<Dopo le elezioni del 2008, il nuovo sindaco [di Imola ndr.] Daniele Manca lo nomina Assessore a Pianificazione Territoriale, Mobilità, Affari Istituzionali, Autodromo, Rapporti con Hera e società partecipate. Il 25 giugno 2009 rassegna le dimissioni da Assessore per diventare presidente del Con.Ami e consigliere in Hera S.p.A, Acantho S.p.A e Hera Comm Marche. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia Romagna>>.

Capiamo perfettamente che un Sindaco con alte ambizioni politiche non abbia alcuna voglia di contrastare la volontà di Hera ed anzi si adoperi per favorirla; ma allora chiediamoci se il rispetto per i cittadini debba finire dove iniziano i suoi impegni in Città Metropolitana o alla corte del PD.

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

https://www.facebook.com/groups/anzola5stelle/

https://anzola5stelle.wordpress.com

NO AL SOCIALE PRIVATIZZATO

Prima di riportare l’articolo, in risposta a un invito di un utente del gruppo facebook  di Anzola, vogliamo pubblicare una precisazione: le ASP seppur operanti nell’ambito del diritto pubblico, devono adottare una forma di gestione basata sulla contabilità e sul controllo di gestione tipici delle società di capitale. Ciò le costringe, per l’obbligo di parità di bilancio, a mantenersi con le tariffe dei servizi offerti. Possiamo definire un simile modello privatistico? PER NOI SI TRATTA DI UN MODELLO PRIVATISTICO.

da Anzolanotizie 173

logo movimentoAll’incontro della Quarta Commissione del 22/02/2017 c’è stata prospettata la possibilità del trasferimento dei servizi sociali all’Unione Terre d’Acqua o all’ASP Seneca. Che dire… un altro passo per trasformare i singoli comuni in case vuote e allontanare i servizi dai cittadini. Perché non siamo d’accordo in linea di massima con questa soluzione, è presto detto. Accentrare a livello di Unione i servizi sociali, in un momento peraltro assai difficile per molte famiglie, non solo rischia di danneggiare il servizio nei singoli enti (e non basta il contentino di un ufficetto per ogni comune, per tener buoni i cittadini, come proposto da qualcuno!) ma nemmeno i risparmi preventivati sarebbero garantiti. Del resto tutti noi ricordiamo le difficoltà di una PM unificata che ha dovuto, di fronte a svariate problematiche di controllo del territorio, fare un parziale passo indietro tornando ai presidi territoriali. Il momento è difficile e chi si occupa di questioni sociali deve affrontare in prima linea tutta una serie di difficoltà sempre nuove, non ultime le impegnative sfide provenienti da una immigrazione crescente. Non abbiamo capito, e forse è colpa nostra, in che modo l’accentramento possa comportare un miglioramento qualitativo del servizio: siamo stati messi di fronte a slides di stile renziano, belle a vedersi, ma che davano ben poche risposte concrete. Questa soluzione, che permetterebbe comunque di conservare il servizio in ambito pubblico, potrebbe anche al limite andarci bene: rimarrebbe sempre l’Unione come referente istituzionale sia per chi garantisce il servizio, che conserverebbe lo status di dipendente pubblico, sia per la cittadinanza bisognosa. L’idea di una parziale privatizzazione, delegando il servizio ad ASP Seneca ci trova, invece, del tutto dissenzienti. L’esternalizzazione, in qualsiasi forma venga attuata, serve in primis a deresponsabilizzare l’ente pubblico. Ci sono problemi con i cimiteri? Rivolgetevi a Virgilio. E per i rifiuti? Dovete lamentarvi con Geovest… I nostri amministratori ci parlano dell’impossibilità di assumere a causa del blocco delle assunzioni,ma questo blocco chi l’ha preparato,di grazia? Chi ha bloccato le assunzioni negli enti locali nella speranza, risultata in gran parte vana, che i dipendenti provinciali in esubero si accasassero nei singoli comuni rinunciando a qualche privilegio economico? O i nostri amici del Pd sono entrati a far parte degli esuli del DP quasi senza accorgersene, o stanno disconoscendo i (de)meriti del loro ex segretario e attuale premier ombra. Asp Seneca potrebbe assumere liberamente e non soggiacere al blocco delle assunzioni, a quali condizioni per chi presta il servizio e lo riceve non è dato sapersi, né è dato sapersi quale sarà il ruolo di certe cooperative ben note, a cui temiamo verranno delegate con ancor più facilità mansioni di base. Nel frattempo in Italia gli scandali legati alle cooperative sono all’ordine del giorno, ma pur in un contesto di correttezza, bisogna pur chiedersi come e dove esse traggano un guadagno dall’esercizio di un servizio pubblico. Vogliamo tralasciare, in questa sede, considerazioni già fatte in passato sui politici che svernano nelle partecipate, ma ricordiamoci delle parole chiavi che dovrebbero guidare questa rivoluzione, “efficienza” e “competenza” e riflettiamo… Finalmente, dopo anni e svariate amministrazioni, verrà realizzata la tanto agognata ciclabile “Anzola-P.Samoggia”: il gruppo del M5S di Anzola, coerentemente agli obiettivi del suo programma, ha votato a favore dell’accordo fra le parti, ma abbiamo espresso le nostre perplessità sul tracciato, che ora sarebbe previsto lungo la Ferrovia Milano-Bologna, mentre l’originale percorso prevedeva, in continuità con l’analoga direttrice Lavino-Anzola, che la ciclabile costeggiasse la via Emilia. L’amministrazione, a tal proposito, ha evidenziato da un lato la contrarietà del Comune di Valsamoggia a ospitare nel proprio territorio una simile opera con relativi oneri di manutenzione, e qui ci chiediamo come mai il sindaco Veronesi sia stato così arrendevole nei confronti di un impegno mancato da parte di un collega; dall’altro ha messo l’accento sull’inquinamento provocato dal transito dei camion, che renderebbe insalubre il tracciato. L’amministrazione, del resto, ritiene questa direttrice più un’attrazione per i cicloturisti, che uno strumento di collegamento per utilizzatori comuni come semplici cittadini, lavoratori e pensionati. Lo ammettiamo, quello dell’inquinamento è un’obiezione sensata, ma riteniamo sia un problema analogo ad altre realtà: la famosa, “Tangenziale delle Biciclette”, per intenderci quella all’interno dei viali di Bologna, sconta i medesimi problemi di smog, mentre riteniamo che soprattutto di sera sia più fattibile una pedalata lungo la via Emilia, piuttosto che costeggiare il buio, desolato e frondoso margine della ferrovia. A questo proposito noi del Movimento 5 Stelle vogliamo fare un appello ai cittadini: noi non ci rivolgeremo ad anonimi e forse inesistenti cicloturisti, ma tramite i nostri canali, la nostra Pagina Facebook e il nostro Blog, vogliamo che esprimiate le vostre preferenze così da poterle portare poi in discussione in consiglio. L’opinione di tutti è gradita, quindi approfittatene!

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

https://www.facebook.com/groups/anzola5stelle/

https://anzola5stelle.wordpress.com

LASCEREMO I COMMENTI APERTI PER PERMETTERE A TUTTI DI ESPRIMERE UN’OPINIONE, QUALE CHE SIA, SUL TRACCIATO DELLA CICLABILE. VI INVITIAMO A RISPETTARE L’ARGOMENTO DEL NOSTRO PICCOLO SONDAGGIO.

GRAZIE

Chi può far parte della Polisportiva?

da Anzolanotizie 172

logo movimentoIn quest’ultimo periodo dobbiamo senz’altro ringraziare il Sindaco per la quantità mai vista prima di spunti di riflessione offerti. Siamo al punto che per trattare tutti gli argomenti meritevoli avremmo bisogno di un giornalino a settimana. Ma tant’è. In questa occasione vogliamo soffermarci sul modo con il quale viene gestito l’associazionismo sportivo anzolese stigmatizzando l’esclusione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica EDUBIKE dalla Polisportiva Anzolese. Riassumendo velocemente la vicenda, Edubike è una A.S.D. che attraverso lo studio e la ricerca tecnologica promuove progetti di educazione ambientale volti a favorire la cultura del ciclismo (sia come fattore salutistico che come stile di vita sostenibile), lo sviluppo umano ed il patrimonio culturale nel territorio che ci circonda (ognuno può farsi una propria idea dell’Associazione consultando il sito internet http://www.edubike.it). Quindi la sua attività non è tanto rivolta alla disciplina agonistico-sportiva con atleti impegnati in competizioni sportive, ma è indirizzata all’aspetto socio-culturale del ciclismo avendo come riferimento e beneficiari la popolazione in senso lato, cioè i bambini, gli adulti e gli anziani.
Nei mesi scorsi Edubike ha presentato domanda di affiliazione alla Polisportiva Anzolese, sia per essere considerata nell’alveo proprio delle associazioni sportive locali, sia per poter accedere agli impianti di via lunga ritenuti funzionali alla sua attività, con particolare riferimento alla pista d’atletica utilizzabile per i corsi di educazione al ciclismo rivolti ai bambini. Tale domanda è stata respinta dal Consiglio Direttivo della Polisportiva <<a causa della particolare conformazione della pista, sia per il particolare stato di usura del manto, che tende a sfaldarsi e che, già in passato, come confermato dalla società ciclistica, ha mietuto parecchie vittime>>.
Motivazione talmente pretestuosa (probabilmente volta a celare le vere ragioni a noi ignote) da costringerci ad interpellare il Sindaco in merito. Ed è proprio la risposta che, lasciandoci perplessi, si presta ad alcune considerazioni. Innanzi tutto riteniamo la motivazione pretestuosa perché, smentendo quanto affermato dal Presidente, non esiste alcuna documentazione statistica e tantomeno medica attestante alcun infortunio accaduto durante l’uso della pista, sia in generale che in riferimento all’usura del manto che tende a sfaldarsi. Inoltre il manto della pista, essendo stato rifatto nel 2012, risulta oggi in eccellenti condizioni come ciascun frequentatore dell’impianto può constatare direttamente. D’altra parte se un manto rifatto solo quattro anni fa fosse già in cattivo stato e dovesse tendere a sfaldarsi bisognerebbe senz’altro arrestare qualcuno. Possiamo inoltre ritenere che fare attività di educazione al ciclismo a bambini e ragazzini non configuri livelli di sollecitazione del manto tali da renderlo inutilizzabile, e comunque se ci fossero aspetti amministrativi (ad esempio la copertura assicurativa) o tecnici che ponessero vincoli all’uso dell’anello, ci saremmo aspettati dalla Polisportiva sia una motivazione di merito sia la disponibilità alla ricerca di una soluzione anziché la pregiudizievole chiusura totale.
Dobbiamo poi considerare che una associazione sportiva del territorio che faccia richiesta di ammissione alla Polisportiva DEVE esserne ammessa. Escludere un’associazione significa precludere ad essa la possibilità di utilizzare gli impianti sportivi che, duole ricordarlo, sono della collettività tutta e non della Polisportiva che li ha in mera gestione in virtù di una convenzione con il comune (affermare poi che non è necessario appartenere alla Polisportiva per accedere agli impianti da essa gestiti è una presa in giro quasi offensiva). Escludere una associazione significa precludere ad essa la possibilità di svolgere la sua missione decretandone la “morte” (infatti Edubike ha cessato l’attività) con un innegabile impoverimento dell’offerta sul territorio a danno della collettività tutta; ma al contempo significa anche agevolare le organizzazioni che svolgono attività dello stesso tipo dando adito a dubbi e sospetti (chi  sono le organizzazioni che operano nello stesso settore della Edubike? Da chi sono promosse le iniziative che potrebbero subire l’attività di Edubike? Perché chi pratica ciclismo è invitato ad andare a Calcara?). Dubbi di certo inopportuni per chi gestisce la cosa pubblica.
In definitiva impedire che un’associazione possa far parte della Polisportiva è un atto autoritario di libero arbitrio che lede pesantemente quei principi di libertà e democrazia che tutti condividiamo ed a cui i nostri amministratori dichiarano di ispirarsi; principi che ricorrono in tutti gli atti pubblici inerenti, primo fra tutti la convenzione in essere tra Comune e Polisportiva. E che il Sindaco ritenga non opportuno un suo intervento in merito lascia intendere una precisa volontà politica di gestire l’associazionismo sportivo nel modo personalistico (è sintomatico che documenti ufficiali dell’Amministrazione Comunale siano firmati dall’ “Avv. Giampiero Veronesi” anziché da “Il Sindaco”), clientelare e propagandistico che abbiamo appena palesato, con una ambiguità inaccettabile per chi crede che i principi di libertà e democrazia debbano trovare riscontro soprattutto nei fatti prima ancora che nei documenti.

https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

Ps: Speriamo di non trovarci anche noi in prima pagina, chissà se il consigliere Gallerani potrà rispondere… in prima pagina

Consiglio Comunale: presentazione del bilancio di previsione

consigliocomunale

MARTEDI’ 31 GENNAIO alle 19:00 presso la Sala Consiliare seduta di approvazione del Bilancio : VI ASPETTIAMO NUMEROSI

PER UN DIFETTO DI COMUNICAZIONE SI E’ ERRONEAMENTE INDICATO IL 24 GENNAIO, CI SCUSIAMO PER L’ERRORE

Un volontariato libero dalla politica

Questo articolo ci è stato sollecitato da un giornalista: non essendo stato pubblicato provvediamo noi…

logo movimentoMolti ci definiscono ideologizzati e ignoranti, ma nel Movimento non c’è ideologia e come cittadini ci occupiamo d’altro. Noi non abbiamo la spudoratezza di fare il terzo grado al prossimo, mentre questo è successo al presidente di Edubike, da poco ad Anzola e con la sola colpa di voler donare al nostro paese un’associazione ciclistica, senza i “necessari” contatti personali.

Non sappiamo quali siano le sue simpatie politiche, ma vistosi escludere dalla Polisportiva, si è rivolto al Movimento 5 Stelle con fiducia e vorremmo davvero conoscere, da parte della nostra amministrazione, le motivazioni reali di questo ostracismo e non quelle enunciate pubblicamente. Anzi, rincareremo la dose, l’associazione è stata oggetto di continui controlli da parte della PM e dell’Ufficio Tecnico senza che venisse riscontrato nulla. Nella risposta alla nostra interpellanza si invita addirittura Edubike a trasferirsi a Calcara, ma perché allora non invitare i genitori anzolesi a frequentare la ludoteca di quel paese?

Non capiamo, del resto, perché l’amministrazione, nella gestione del servizio ludoteca, abbia favorito un’associazione sconosciuta senza invitare altri soggetti. Trattandosi di bambini ci saremmo aspettati un altro comportamento: le motivazioni addotte in risposta alla nostra interpellanza, infatti, non ci hanno convinto e alcuni interrogativi sono rimasti inevasi.

Che l’associazionismo sia spesso inteso come strumento di consenso è noto e crediamo che nessuno abbia la disonestà intellettuale di negarlo, ma riteniamo che si possa ancora fare volontariato senza doppi fini. Siamo convinti, anzi, che su questo atteggiamento si debba cambiare registro e chiamiamo alle loro responsabilità chi opera nel mondo delle associazioni.  “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo” diceva un famoso tragediografo antico: permetteteci, dunque, di fare del bene senza che il tempo e le opere donate liberamente vadano a maggior gloria del PD, che qualcuno continua a confondere con l’istituzione Comune.

Nel frattempo noi ideologizzati e ignoranti continueremo, con i nostri pochi voti, a fare opposizione: un “male” indispensabile della democrazia.