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LA POLITICA NEGLI AFFARI

da Anzolanotizie 173

logo movimentoCome probabilmente ormai tutti voi sapete, Hera ambiente è in procinto di realizzare un impianto per la produzione di biometano presso la ex discarica “Nuova Geovis” in località Crocetta di Sant’Agata Bolognese. La funzione di tale impianto è quella di produrre biogas attraverso un processo di fermentazione di sottoprodotti e matrici organiche da raccolta differenziata (es. umido da cucina, verde sfalciato, potature, ecc…); tale biogas, opportunamente trattato, sarà immesso direttamente nella rete di distribuzione SNAM come biometano. Il digestato sarà invece utilizzato come compost agricolo.

In questo articolo non vogliamo entrare nelle questioni tecniche connesse alla realizzazione dell’impianto, ma ci preme evidenziare le dinamiche politiche che ne circondano la realizzazione.

Il primo punto è il totale silenzio degli amministratori PD dei comuni di Terre d’Acqua (Anzola inclusa) su una questione così impattante per il nostro territorio, nonchè la loro sottomissione alle richieste di Hera. Eppure di questioni tecnico/finanziare da porre sul tavolo ce n’erano. Ad esempio quando Hera ha presentato questo progetto in quanti se ne sono interessati partecipando regolarmente alla CdS? Possiamo sperare di avere una risposta dai nostri amministratori se chiediamo loro quale sarà l’impatto di questo progetto sul nostro territorio, ad esempio in termini di aumento di traffico veicolare da camion (l’impianto è dimensionato per 140 mila tonn. di rifiuti/anno da conferire più il relativo digestato da smaltire) o peggioramento della qualità dell’aria, visto che la pianura Padana è tra le aree europee ad avere le più alte concentrazioni di polveri fini nell’aria (PM10 e PM2,5) dovute anche ai mezzi di trasporto? Considerato che il bacino di raccolta dei rifiuti non sarà più solo Terre d’Acqua (Hera potrà convogliare sull’impianto rifiuti provenienti da ogni dove) una delle strade maggiormente interessate è la persicetana che passa da San Giacomo .. ma forse i cittadini di San Giacomo non interessano molto a questa amministrazione.

Giova ricordare anche che la discarica “Nuova Geovis” ritirava i rifiuti organici di Terre d’Acqua – quindi anche di Anzola – in virtù di un contratto valido fino al 2027, poi ridotto d’imperio dalla Regione al 2018 (guarda caso proprio quando Hera presentava il nuovo impianto) ed infine chiusa nel 2015; non è ben chiaro da chi e perchè. Con quali motivazioni l’amministrazione anzolese ha accettato che la discarica Nuova Geovis fosse chiusa anticipatamente rispetto alla data stabilita ed i nostri rifiuti dirottati altrove senza denunciare i maggiori costi a carico della cittadinanza? Basta leggere i documenti ufficiali per vedere che Anzola, pur essendo tra i comuni ad aver goduto dei più alti incentivi (82.915 €) ha comunque un costo di 241 €/ton. previsto per il 2017 in aumento del 6,79%. Ma capiamo anche che invece di affrontare questi temi e coinvolgere la cittadinanza è molto più semplice polemizzare con Gallerani sullo stipendio del sindaco.

Come secondo punto di riflessione vogliamo soffermarci sul fatto che, nonostante la cosa sia nota da diverso tempo alle amministrazioni locali (che hanno sempre gestito la cosa nella massima discrezione al solo fine di evitare tensioni con la cittadinanza che potessero in qualche modo essere d’ostacolo alla realizzazione del progetto ed ai loro stessi interessi elettorali – ricordiamoci sempre che nel 2014 si votava), il fatto si è pubblicamente palesato solo a cose fatte (cioè quando ormai gli accordi sono sottoscritti e le autorizzazioni amministrative concesse ed in pratica non c’è più niente da fare) grazie alle rimostranze del Sindaco-Senatore di Crevalcore, Claudio Broglia, che ha rampognato il Sindaco di Sant’Agata per essersi tenuto l’intero importo di 750.000 euro che Herambiente ha elargito a Sant’Agata quale indennizzo per l’impatto ambientale. Come a dire che l’aspetto importante non è il diritto dei cittadini vedere tutelata la loro salute o sapere come sarà condizionato il loro futuro, ma il solito “fare cassa”.

Resta da capire perchè, davanti ad un progetto così impattante e delicato, le amministrazioni PD si siano sfilate dalla CdS (Anzola inclusa visto che ha partecipato solo alle prime due riunioni disertando le tre successive) rinunciando di fatto al loro dovere di rappresentanza e tutela dei propri cittadini. Più di tante disquisizioni vale l’esempio del deputato PD Daniele Montroni. <<Dopo le elezioni del 2008, il nuovo sindaco [di Imola ndr.] Daniele Manca lo nomina Assessore a Pianificazione Territoriale, Mobilità, Affari Istituzionali, Autodromo, Rapporti con Hera e società partecipate. Il 25 giugno 2009 rassegna le dimissioni da Assessore per diventare presidente del Con.Ami e consigliere in Hera S.p.A, Acantho S.p.A e Hera Comm Marche. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia Romagna>>.

Capiamo perfettamente che un Sindaco con alte ambizioni politiche non abbia alcuna voglia di contrastare la volontà di Hera ed anzi si adoperi per favorirla; ma allora chiediamoci se il rispetto per i cittadini debba finire dove iniziano i suoi impegni in Città Metropolitana o alla corte del PD.

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NO AL SOCIALE PRIVATIZZATO

Prima di riportare l’articolo, in risposta a un invito di un utente del gruppo facebook  di Anzola, vogliamo pubblicare una precisazione: le ASP seppur operanti nell’ambito del diritto pubblico, devono adottare una forma di gestione basata sulla contabilità e sul controllo di gestione tipici delle società di capitale. Ciò le costringe, per l’obbligo di parità di bilancio, a mantenersi con le tariffe dei servizi offerti. Possiamo definire un simile modello privatistico? PER NOI SI TRATTA DI UN MODELLO PRIVATISTICO.

da Anzolanotizie 173

logo movimentoAll’incontro della Quarta Commissione del 22/02/2017 c’è stata prospettata la possibilità del trasferimento dei servizi sociali all’Unione Terre d’Acqua o all’ASP Seneca. Che dire… un altro passo per trasformare i singoli comuni in case vuote e allontanare i servizi dai cittadini. Perché non siamo d’accordo in linea di massima con questa soluzione, è presto detto. Accentrare a livello di Unione i servizi sociali, in un momento peraltro assai difficile per molte famiglie, non solo rischia di danneggiare il servizio nei singoli enti (e non basta il contentino di un ufficetto per ogni comune, per tener buoni i cittadini, come proposto da qualcuno!) ma nemmeno i risparmi preventivati sarebbero garantiti. Del resto tutti noi ricordiamo le difficoltà di una PM unificata che ha dovuto, di fronte a svariate problematiche di controllo del territorio, fare un parziale passo indietro tornando ai presidi territoriali. Il momento è difficile e chi si occupa di questioni sociali deve affrontare in prima linea tutta una serie di difficoltà sempre nuove, non ultime le impegnative sfide provenienti da una immigrazione crescente. Non abbiamo capito, e forse è colpa nostra, in che modo l’accentramento possa comportare un miglioramento qualitativo del servizio: siamo stati messi di fronte a slides di stile renziano, belle a vedersi, ma che davano ben poche risposte concrete. Questa soluzione, che permetterebbe comunque di conservare il servizio in ambito pubblico, potrebbe anche al limite andarci bene: rimarrebbe sempre l’Unione come referente istituzionale sia per chi garantisce il servizio, che conserverebbe lo status di dipendente pubblico, sia per la cittadinanza bisognosa. L’idea di una parziale privatizzazione, delegando il servizio ad ASP Seneca ci trova, invece, del tutto dissenzienti. L’esternalizzazione, in qualsiasi forma venga attuata, serve in primis a deresponsabilizzare l’ente pubblico. Ci sono problemi con i cimiteri? Rivolgetevi a Virgilio. E per i rifiuti? Dovete lamentarvi con Geovest… I nostri amministratori ci parlano dell’impossibilità di assumere a causa del blocco delle assunzioni,ma questo blocco chi l’ha preparato,di grazia? Chi ha bloccato le assunzioni negli enti locali nella speranza, risultata in gran parte vana, che i dipendenti provinciali in esubero si accasassero nei singoli comuni rinunciando a qualche privilegio economico? O i nostri amici del Pd sono entrati a far parte degli esuli del DP quasi senza accorgersene, o stanno disconoscendo i (de)meriti del loro ex segretario e attuale premier ombra. Asp Seneca potrebbe assumere liberamente e non soggiacere al blocco delle assunzioni, a quali condizioni per chi presta il servizio e lo riceve non è dato sapersi, né è dato sapersi quale sarà il ruolo di certe cooperative ben note, a cui temiamo verranno delegate con ancor più facilità mansioni di base. Nel frattempo in Italia gli scandali legati alle cooperative sono all’ordine del giorno, ma pur in un contesto di correttezza, bisogna pur chiedersi come e dove esse traggano un guadagno dall’esercizio di un servizio pubblico. Vogliamo tralasciare, in questa sede, considerazioni già fatte in passato sui politici che svernano nelle partecipate, ma ricordiamoci delle parole chiavi che dovrebbero guidare questa rivoluzione, “efficienza” e “competenza” e riflettiamo… Finalmente, dopo anni e svariate amministrazioni, verrà realizzata la tanto agognata ciclabile “Anzola-P.Samoggia”: il gruppo del M5S di Anzola, coerentemente agli obiettivi del suo programma, ha votato a favore dell’accordo fra le parti, ma abbiamo espresso le nostre perplessità sul tracciato, che ora sarebbe previsto lungo la Ferrovia Milano-Bologna, mentre l’originale percorso prevedeva, in continuità con l’analoga direttrice Lavino-Anzola, che la ciclabile costeggiasse la via Emilia. L’amministrazione, a tal proposito, ha evidenziato da un lato la contrarietà del Comune di Valsamoggia a ospitare nel proprio territorio una simile opera con relativi oneri di manutenzione, e qui ci chiediamo come mai il sindaco Veronesi sia stato così arrendevole nei confronti di un impegno mancato da parte di un collega; dall’altro ha messo l’accento sull’inquinamento provocato dal transito dei camion, che renderebbe insalubre il tracciato. L’amministrazione, del resto, ritiene questa direttrice più un’attrazione per i cicloturisti, che uno strumento di collegamento per utilizzatori comuni come semplici cittadini, lavoratori e pensionati. Lo ammettiamo, quello dell’inquinamento è un’obiezione sensata, ma riteniamo sia un problema analogo ad altre realtà: la famosa, “Tangenziale delle Biciclette”, per intenderci quella all’interno dei viali di Bologna, sconta i medesimi problemi di smog, mentre riteniamo che soprattutto di sera sia più fattibile una pedalata lungo la via Emilia, piuttosto che costeggiare il buio, desolato e frondoso margine della ferrovia. A questo proposito noi del Movimento 5 Stelle vogliamo fare un appello ai cittadini: noi non ci rivolgeremo ad anonimi e forse inesistenti cicloturisti, ma tramite i nostri canali, la nostra Pagina Facebook e il nostro Blog, vogliamo che esprimiate le vostre preferenze così da poterle portare poi in discussione in consiglio. L’opinione di tutti è gradita, quindi approfittatene!

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LASCEREMO I COMMENTI APERTI PER PERMETTERE A TUTTI DI ESPRIMERE UN’OPINIONE, QUALE CHE SIA, SUL TRACCIATO DELLA CICLABILE. VI INVITIAMO A RISPETTARE L’ARGOMENTO DEL NOSTRO PICCOLO SONDAGGIO.

GRAZIE

Chi può far parte della Polisportiva?

da Anzolanotizie 172

logo movimentoIn quest’ultimo periodo dobbiamo senz’altro ringraziare il Sindaco per la quantità mai vista prima di spunti di riflessione offerti. Siamo al punto che per trattare tutti gli argomenti meritevoli avremmo bisogno di un giornalino a settimana. Ma tant’è. In questa occasione vogliamo soffermarci sul modo con il quale viene gestito l’associazionismo sportivo anzolese stigmatizzando l’esclusione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica EDUBIKE dalla Polisportiva Anzolese. Riassumendo velocemente la vicenda, Edubike è una A.S.D. che attraverso lo studio e la ricerca tecnologica promuove progetti di educazione ambientale volti a favorire la cultura del ciclismo (sia come fattore salutistico che come stile di vita sostenibile), lo sviluppo umano ed il patrimonio culturale nel territorio che ci circonda (ognuno può farsi una propria idea dell’Associazione consultando il sito internet http://www.edubike.it). Quindi la sua attività non è tanto rivolta alla disciplina agonistico-sportiva con atleti impegnati in competizioni sportive, ma è indirizzata all’aspetto socio-culturale del ciclismo avendo come riferimento e beneficiari la popolazione in senso lato, cioè i bambini, gli adulti e gli anziani.
Nei mesi scorsi Edubike ha presentato domanda di affiliazione alla Polisportiva Anzolese, sia per essere considerata nell’alveo proprio delle associazioni sportive locali, sia per poter accedere agli impianti di via lunga ritenuti funzionali alla sua attività, con particolare riferimento alla pista d’atletica utilizzabile per i corsi di educazione al ciclismo rivolti ai bambini. Tale domanda è stata respinta dal Consiglio Direttivo della Polisportiva <<a causa della particolare conformazione della pista, sia per il particolare stato di usura del manto, che tende a sfaldarsi e che, già in passato, come confermato dalla società ciclistica, ha mietuto parecchie vittime>>.
Motivazione talmente pretestuosa (probabilmente volta a celare le vere ragioni a noi ignote) da costringerci ad interpellare il Sindaco in merito. Ed è proprio la risposta che, lasciandoci perplessi, si presta ad alcune considerazioni. Innanzi tutto riteniamo la motivazione pretestuosa perché, smentendo quanto affermato dal Presidente, non esiste alcuna documentazione statistica e tantomeno medica attestante alcun infortunio accaduto durante l’uso della pista, sia in generale che in riferimento all’usura del manto che tende a sfaldarsi. Inoltre il manto della pista, essendo stato rifatto nel 2012, risulta oggi in eccellenti condizioni come ciascun frequentatore dell’impianto può constatare direttamente. D’altra parte se un manto rifatto solo quattro anni fa fosse già in cattivo stato e dovesse tendere a sfaldarsi bisognerebbe senz’altro arrestare qualcuno. Possiamo inoltre ritenere che fare attività di educazione al ciclismo a bambini e ragazzini non configuri livelli di sollecitazione del manto tali da renderlo inutilizzabile, e comunque se ci fossero aspetti amministrativi (ad esempio la copertura assicurativa) o tecnici che ponessero vincoli all’uso dell’anello, ci saremmo aspettati dalla Polisportiva sia una motivazione di merito sia la disponibilità alla ricerca di una soluzione anziché la pregiudizievole chiusura totale.
Dobbiamo poi considerare che una associazione sportiva del territorio che faccia richiesta di ammissione alla Polisportiva DEVE esserne ammessa. Escludere un’associazione significa precludere ad essa la possibilità di utilizzare gli impianti sportivi che, duole ricordarlo, sono della collettività tutta e non della Polisportiva che li ha in mera gestione in virtù di una convenzione con il comune (affermare poi che non è necessario appartenere alla Polisportiva per accedere agli impianti da essa gestiti è una presa in giro quasi offensiva). Escludere una associazione significa precludere ad essa la possibilità di svolgere la sua missione decretandone la “morte” (infatti Edubike ha cessato l’attività) con un innegabile impoverimento dell’offerta sul territorio a danno della collettività tutta; ma al contempo significa anche agevolare le organizzazioni che svolgono attività dello stesso tipo dando adito a dubbi e sospetti (chi  sono le organizzazioni che operano nello stesso settore della Edubike? Da chi sono promosse le iniziative che potrebbero subire l’attività di Edubike? Perché chi pratica ciclismo è invitato ad andare a Calcara?). Dubbi di certo inopportuni per chi gestisce la cosa pubblica.
In definitiva impedire che un’associazione possa far parte della Polisportiva è un atto autoritario di libero arbitrio che lede pesantemente quei principi di libertà e democrazia che tutti condividiamo ed a cui i nostri amministratori dichiarano di ispirarsi; principi che ricorrono in tutti gli atti pubblici inerenti, primo fra tutti la convenzione in essere tra Comune e Polisportiva. E che il Sindaco ritenga non opportuno un suo intervento in merito lascia intendere una precisa volontà politica di gestire l’associazionismo sportivo nel modo personalistico (è sintomatico che documenti ufficiali dell’Amministrazione Comunale siano firmati dall’ “Avv. Giampiero Veronesi” anziché da “Il Sindaco”), clientelare e propagandistico che abbiamo appena palesato, con una ambiguità inaccettabile per chi crede che i principi di libertà e democrazia debbano trovare riscontro soprattutto nei fatti prima ancora che nei documenti.

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Ps: Speriamo di non trovarci anche noi in prima pagina, chissà se il consigliere Gallerani potrà rispondere… in prima pagina

Demagogia…

da Anzolanotizie 171

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Demagogia e antipolitica sono concetti che ricorrono spesso tra i critici del Movimento, critici che però, per primi, hanno parlato di rottamazione, scagliandosi contro i privilegi della casta, che poi hanno completamente sposato buttando alle ortiche una possibilità concreta per ridurli. Nessuno ha mai sostenuto che una legge a favore del dimezzamento dell’indennità dei parlamentari non potesse essere migliorabile o emendabile, ma il nostro premier ha preferito fare controproposte davanti agli schermi televisivi piuttosto che in parlamento, dove appunto la questione è entrata nel dimenticatoio della commissione apposita. Siamo sinceri, davvero si può pensare che un politico che vive del suo incarico possa mettere in discussione i propri privilegi e con consapevolezza porne un argine? Il parlamento dovrebbe essere luogo di discussione senza pregiudizi, ma si è subito alzato un muro: si poteva senz’altro legare il compenso dei singoli senatori e deputati alla loro presenza in aula e nelle commissioni, si è preferito, invece, accennare questo tema in una sede informale con la sicurezza che non ne sarebbe scaturito nulla. Dunque alla presunta demagogia, che avrebbe comunque potuto sfociare in qualcosa di concreto, una legge reale sull’argomento, si è opposta la vera demagogia, fatta davanti alle telecamere. E se la discussione su questa legge si arenerà in commissione, come tutti credono, a chi darà la colpa il nostro premier? A maggior ragione se dovessero passare le riforme costituzionali? Renzi è dotato se non altro di fantasia e faccia tosta e sicuramente sarà in grado di stupirci.

Venendo ai temi locali, ci siamo occupati di recente del mondo dell’associazionismo, da un lato perché lo riteniamo importante per la crescita culturale e civile del nostro paese, dall’altro abbiamo il sospetto che il desiderio della nostra amministrazione di coprire con un velo onnicomprensivo tutto ciò che ne scaturisce, sia molto simile al panem et circenses degli antichi Romani, o per usare un esempio più accessibile “vi diamo una crescentina, ma ci aspettiamo una crocettina” ovviamente su un logo a caso della scheda elettorale. Abbiamo, quindi, presentato due interpellanze di argomento diverso, ma strettamente legate: la prima riguarda la Ludoteca, che è stata riaperta grazie all’associazione di promozione sociale “We4family”, associazione nata nel 2014 e di cui molti ignoravano pure l’esistenza. Nell’altra interpellanza abbiamo chiesto ragione all’amministrazione dell’esclusione, dalla Polisportiva di Anzola, dell’associazione Edubike, esclusione di cui ignoriamo la reale motivazione. Non avendo, al momento della redazione di questo intervento, conosciuto l’esito della seconda interpellanza, ci soffermeremo sulla prima. Premesso che anche il Movimento 5 stelle di Anzola era favorevole in linea di principio alla riapertura della Ludoteca, anche se crediamo che sarebbe stato più economicamente proponibile pensare a una gestione in comune con più enti, nell’ottica di privilegiare l’accesso a un servizio e non il possesso della struttura che lo offre; ci siamo domandati la ragione dell’affidamento della stessa a questa misteriosa associazione“We4family”, che non fa nemmeno parte della Consulta delle associazioni di Anzola. L’amministrazione si è in pratica nascosta dietro l’aspetto sperimentale del progetto, ammettendo che non erano stati interpellati altri soggetti per garantire il medesimo servizio. Non ci rassicura nemmeno il fatto che il personale che ci lavorerà sarà sottoposto al contratto nazionale del lavoro degli operatori sanitari: chi non conosce la realtà di certe cooperative dovrebbe informarsi, del resto anche i dipendenti dei call center, soggetti pure loro al proprio contratto nazionale, sono tutt’altro che soddisfatti. Chiudiamo con una affermazione molto antidemagogica: ci auguriamo che questo nuovo servizio sia interpretato dai genitori come uno strumento nuovo per interagire con i propri figli, come era in passato, e non come una specie di parcheggio dove posizionarli per fare altro.

Veniamo, dunque, a parlare di Virgilio, sempre Virgilio: ci vogliamo una buona volta mettere una pietra tombale sopra? Vorremmo al più presto abbinare questa parola solo all’ottimo poeta dell’Eneide e non a certe tariffe ingiustamente richieste e ai nostri trascurati cimiteri (le macchie di umidità nella facciata di quello di S. Maria in Strada sono un esempio evidente).

Caro sindaco, noi abbiamo apprezzato il tuo impegno di uscirne, ma ti aspettiamo al varco… o la tua era demagogia? Lo si vuole capire che questo tipo di gestione della cosa pubblica porta un sacco di problemi, senza che i cittadini ne abbiano alcun risparmio?

Vorremmo concludere, dedicando un pensiero alla gentile signora che urlando a un banchetto ci ha invitato a “imparare a stare al mondo” per le imperdonabili colpe della Raggi, come aver dato buca al Papa (falso) e aver fatto attendere quel gentiluomo di Malagò (quale ignominia!). Ecco, ci piacerebbe rassicurarla: nei prossimi anni dovremo certamente imparare a starci a questo mondo, con un lavoro sempre più precario, senza pensione, senza i diritti a cui siamo abituati e forse senza risparmi. Ebbene, speriamo possa vederci, non sarà un bello spettacolo, ma sicuramente sarà qualcosa di educativo, perché anche con il suo voto passato avrà contribuito a costruire il nostro futuro.

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Referendum: perché NO!

da Anzolanotizie 170

logo movimentoA novembre, non sappiamo ancora con precisione quando, voteremo per un referendum che cambierà il modo di fare politica per i prossimi anni. Di fronte allo sfascio del paese un mutamento è certo necessario, ma la domanda che dobbiamo porci è: vogliamo un simile cambiamento? Prima di addentrarci nello specifico della riforma, che pur contiene qualche elemento apprezzabile, facciamo presente che ciascuno di noi dovrà misurare ogni provvedimento con la bilancia, perché non sarà possibile valutare le singole modifiche votando di conseguenza, ma dovremo accettare o rifiutare l’intero pacchetto. Entriamo dunque nel merito: chi dice che grazie alla riforma verrà superato il bicameralismo perfetto dice una bugia, il senato, infatti, non scomparirà, ma diverrà una camera minore, composta di amministratori locali privi di indennità economiche per questo ruolo, anche se detentori di tutti i privilegi di un parlamentare, come l’immunità. Vogliamo davvero dare l’immunità agli amministratori locali? La memoria storica dovrebbe esserci di aiuto: nel 2012 abbiamo lo scandalo dei rimborsi ai gruppi consiliari della regione Lazio, con milioni finiti nelle tasche del consigliere Fiorito. Di seguito tangenti in Provincia di Catania e al Comune di Milano, voto di scambio favorito dall’Ndrangheta in Lombardia e altri scandali culminati con le dimissioni di Formigoni. In breve la magistratura ha indagato a tappeto per valutare la congruità delle richieste di rimborso esercitate da numerosi consiglieri in vari enti locali e ne è emersa una realtà desolante: gente che firmava per partecipare a una commissione consiliare per poi andare altrove, cene e pranzi per non parlare di matrimoni a spese dei contribuenti, false residenze per intascare generosi rimborsi benzina ecc … Più di recente abbiamo poi assistito allo scandalo Mose a Venezia, a quello di Expo e infine all’immane intrigo di Roma Capitale che ha portato alla caduta del sindaco Marino. Un amministratore, esposto più di altri a un certo tipo di tentazioni, merita tutele ulteriori di natura parlamentare? E perché poi beneficarne solo alcuni? Lasciamo a voi la risposta. Chi, tra i fautori della riforma, mette l’accento sui risparmi prodotti dalla riduzione del numero dei senatori, dice una cosa corretta, ma dimentica che la gran parte degli sprechi prodotti dal Parlamento non provengono dalle indennità dei suoi componenti, ma dagli emolumenti dei funzionari, tra cui quegli assistenti parlamentari le cui misteriose funzioni – noi li vediamo spesso dirimere le risse tra i nostri rappresentanti – sembrano così meritevoli di alti compensi. Molti costituzionalisti, capeggiati da Valerio Onida, hanno poi osservato come la riforma sia ben lungi da semplificare il processo di costituzione delle leggi, introducendo ben sette procedimenti diversi, inoltre la persistenza di un Senato rischia di produrre conflitti di competenza tra le due camere. Il Movimento 5 Stelle vede con favore l’introduzione del referendum propositivo, ma giudica negativamente la non abolizione del quorum referendario, come l’innalzamento delle firme necessarie per presentare un disegno di legge a iniziativa popolare. Il contentino di un abbassamento del quorum, a fronte di 800.000 firme appare assai improbabile e quanto sia difficile raccogliere sottoscrizioni per chi non abbia dalla propria parte i grandi media si è visto chiaramente nel faticoso lavoro dei Comitati del No; del resto, lo stesso il Pd nega all’ANPI la possibilità di esprimersi sulla contrarietà alle riforme costituzionali all’interno delle proprie feste. Nulla, invece, è stato fatto per diminuire il numero dei deputati, che rimangono 630, una vera e propria folla, il cui numero continua a non avere paragoni in altre democrazie, come nulla è stato fatto per ridurne compensi e privilegi, mentre, grazie all’Italicum chi governerà avrà una maggioranza schiacciante alla Camera. Questi i punti salienti della Riforma Boschi che siamo in procinto di votare: ci chiediamo se non fosse più semplice abolire del tutto il senato, ridurre il numero dei deputati e abolire il quorum referendario, ma forse si sarebbero intaccate troppo le statistiche dei disoccupati o si sarebbe dato troppo spazio a quegli “operai” sbeffeggiati con disprezzo dall’Onorevole Sannicandro di Sel, che in quanto deputato, avrà probabilmente un’occupazione anche nella prossima legislatura e i suoi privilegi intatti, avendo votato contro la riduzione dell’indennità parlamentare.

Una finestra anzolese: abbiamo ricevuto risposta dal Difensore Civico a proposito del vagheggiato pre parere positivo del Ministero dei Trasporti sulla Ztl, che pilatescamente, non entra in merito sulla sua esistenza, ma invita l’amministrazione anzolese a farlo visionare, se ne esiste qualche traccia. Il sindaco insiste sulla forma “orale” del documento e a tale affermazione dobbiamo necessariamente fermarci. Nel frattempo, con nostra sorpresa, è arrivato pure il parere positivo, quello vero e per iscritto, del Ministero sulla Ztl: lo stiamo visionando con attenzione. Sul Postrino apprezziamo il fatto che il nostro sindaco abbia preso tempo, ma siamo un po’ delusi dall’arrendevolezza che sentiamo filtrare sul progetto da parte degli amministratori anzolesi e dei nostri vicini dell’Unione: con la collaborazione della Consigliera Regionale Silvia Piccinini stiamo esplorando tutte le possibilità per opporci.

 

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Non si può ritornare al passato?

da Anzolanotizie 169

logo movimentoSe internet può essere, nella sua limitatezza, specchio della realtà locale, registriamo le lamentele dei cittadini sul tema della raccolta dei rifiuti. Lamentele, ci sembrano, a tutto tondo: da un lato i soliti bollettini trionfalistici riportano una diminuzione della TARI a seguito del comportamento virtuoso dei nostri cittadini, e non si capisce di cosa si debba gioire se nei tre anni precedenti si sono aumentate le tariffe e ora, pur in deflazione, i risibili risparmi sono ben lungi da ristabilire la situazione precedente. Altro aspetto rilevante che emerge dalle stesse discussioni è la percezione del disagio di chi questi rifiuti li raccoglie: si lamenta un lavoro trascurato, ci si meraviglia quando questi lavoratori protestano e ci si indigna del fatto che non ci siano informazioni, senza magari approfondire le cause che hanno generato simili comportamenti. I servizi ormai si danno per scontati, li si pretende in ragione delle tasse altissime a cui siamo sottoposti e non ci si preoccupa di chi questi servizi li offre ogni giorno.

Non vuol essere un’accusa, è un comportamento normale, del tutto giustificabile, ed è il prodotto di un processo iniziato da lontano, con tangentopoli negli anni 90, dove le indagini della magistratura hanno tolto il velo a un mondo pubblico fortemente corrotto dalla partitocrazia. Abbiamo visto, quindi, il trionfo dell’antipolitica, con una sequela di personaggi più o meno illustri “entrare in campo” per difendere quegli stessi interessi a cui prima ci si affidava ai partiti. E ora, naufragato il Berlusconismo, senza che l’opposizione della “ditta” di sinistra potesse fare alcunché, se non cambiare sigla, ci troviamo circondati da municipalizzate, partecipate e istituzioni: i vecchi servizi, nati per “servire” i cittadini, sono diventati fonti di introiti per potentati piccoli e grandi e ovviamente la corruzione e la mala gestione impazzano ieri come oggi o forse ancora di più.

Guardando vicino a noi, senza evocare reati, ci mancherebbe, ricordiamo i disservizi più volte denunciati a proposito di Virgilio, le tariffe molto alte di Matilde, fino ad arrivare alla raccolta dei rifiuti: fare imprenditoria, tuttavia, implica la ricerca del guadagno, ma è giusto cercare un guadagno quando si offre un servizio? E chi ci rimette se non i lavoratori e i cittadini in questo processo? Eravamo dei Gufi noi del M5S quando paventavamo la chiusura dell’Ospedale di S. Giovanni, osservando proprio la realtà che ci circonda come Bazzano e Castelfranco? Infine permetteteci questa considerazione: quale professionalità potranno mai garantire personaggi provenienti dalla politica in una azienda pubblica? Ma poi pensando alle retribuzioni del management di Hera a fronte dei risultati, c’è quasi da invocare l’incompetenza dei politici, che pur spiaggiati nelle loro ambizioni, almeno costano meno.

Potremmo dedicare un paragrafo anche ad altri servizi esternalizzati garantiti da cooperative esterne, come alle decine di lavoratori che non godono del medesimo trattamento economico e professionale di un dipendente pubblico, ma non ne abbiamo lo spazio.  E allora, ci chiediamo, se i cittadini sono scontenti dei servizi per costo e qualità, i lavoratori sempre più sottopagati e i dirigenti, per converso, sempre più grassi ed esosi, non si può tornare al passato? Certo che no, avrebbero detto i discepoli di Berlusconi alcuni anni fa, e in maniera analoga risponderebbe la claque renziana che porta avanti la pur legittima lotta contro i mali del pubblico impiego, ma con misure propagandistiche. Perché vogliamo chiarirlo, anche noi siamo contrari ai “fannulloni”, ma siamo ben lungi da considerare tutti i dipendenti pubblici tali. Noi vorremmo, però, una pubblica amministrazione senza raccomandazioni, concorsi discutibili e incarichi politici. Vorremmo dipendenti competenti e formati a cui sostituire le solite e costose consulenze e non personaggi raffazzonati, presi da altri servizi per coprire dei buchi perché tanto non si può assumere. Vorremmo anche dirigenti pubblici diversi, responsabili in prima persona di certi comportamenti. Un’ illusione? Crediamo di no.

Il nostro sindaco lo sa, non siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda, ma condividiamo i suoi dubbi, espressi in Commissione, a proposito della questione del Postrino. Di cosa stiamo parlando? Vi chiederete. È presto detto. La Città Metropolitana, che ha sostituito la Provincia per ruolo e competenze, ha identificato nell’area denominata “Postrino”, situata alle porte del comune di San Giovanni, a ridosso della Trasversale di Pianura, un Polo funzionale a scopi commerciali, in altre parole un’area dove sorgerà un grande centro commerciale. A parziale compensazione degli inevitabili danni ai piccoli commercianti è stata promessa da un fantomatico gruppo “Persicus”, immobiliare responsabile dell’area commerciale, la cifra di 300.000€. Ma quale sarà la ripartizione di questi fondi? E che senso ha, dopo il fallimento del progetto Outlet, insistere ancora su iniziative simili? Vedremo l’evoluzione degli eventi e vi terremo informati. Per concludere vogliamo congratularci con tutti i sindaci del Movimento eletti a queste recenti amministrative, a cui auguriamo buon lavoro: l’occasione di cambiare il nostro paese non va sprecata e l’onestà deve tornare di moda.

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Alcune questioni di attualità

da Anzolanotizie 168

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No, cari amici Anzolesi, non parleremo della ZTL, aspettiamo che gli atti amministrativi relativi vengano revocati prima di fare un bilancio di tutta questa vicenda: perché ci sono sedi istituzionali per fare questo, che non sono certo le pagine di un quotidiano. Chiamiamo, però, le cose con il loro nome: non è stato un “processo partecipativo”: nessuno ha votato, infatti, e la raccolta di firme non è stata un’iniziativa del Pd. Infine, soltanto alcuni hanno avuto la possibilità di parlare, i più arrabbiati, per usare le parole di qualche esponente della maggioranza, quindi definiamolo tranquillamente un “processo di convincimento” fallito miseramente, di cui non ci prendiamo nessun merito: il buon senso non ha bandiere di sorta. Ci venga almeno riconosciuto di aver espresso il nostro parere, a voce o con un click, in maniera leale, affrontando a viso aperto i fautori della ZTL senza evocare le arcane influenze di qualche maggiorente anzolese parcheggiato (a pagamento) altrove, o sussurrando in silenzio la propria contrarietà dietro le spalle del primo cittadino.
Cambiando argomento, nell’ormai lontano gennaio 2015 abbiamo richiesto, con una mozione all’amministrazione comunale di Anzola, un impianto semaforico all’incrocio tra via Barbieri e via Terramare, a poca distanza dal supermercato della Coop, giudicando quell’incrocio assai pericoloso e ci fa piacere constatare che, unica tra le tante proposte da noi presentate, il Comune ha deciso di procedere in questo senso. Aspettiamo, dunque, fiduciosi, sperando che il Pd locale non faccia un passo indietro.
Per noi tutto questo, oltre alla valenza pratica, ha un significato importante: è una testimonianza del nostro contributo, seppur piccolo (soprattutto per colpe non nostre) all’attività amministrativa del nostro paese. Ancora non ci è chiara, invece, l’utilità del Gattile: sembra che in questi mesi si stia cercando disperatamente inquilini dall’esterno, essendo assai poco popolato, ma nel frattempo le spese aumentano e sono spese che sono difficili da giustificare. Il nostro Papa di recente ha sostenuto che ci sono persone che amano cani e gatti, ma non si adoperano per i loro vicini. Ecco, noi siamo ben lungi da voler sfrattare queste povere bestiole, ma ci chiediamo se non esistano altre necessità più impellenti per investire le sempre fin troppo magre risorse locali.
A Ottobre, infine, saremo chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale: un’occasione importante a cui vi invitiamo a partecipare massicciamente. Il Movimento si schiererà per il no: il parlamento attuale è in primo luogo il prodotto di una legge incostituzionale e se l’allora presidente Napolitano l’avesse permesso, si sarebbero dovute indire nuove elezioni. Abbiamo avuto ben due governi frutto di bizantinismi e non scelti dai cittadini, quest’ultimo è infine riuscito, a colpi di fiducia e con l’appoggio del discusso Verdini, ad approvare modifiche alla costituzione sulle quali nutriamo molte riserve: la riforma del senato depotenzia questo consesso, lasciando integri i privilegi dei deputati, in larga parte appartenenti a un solo partito grazie al generoso premio di maggioranza
garantito dall’Italicum. Un senato depotenziato, tuttavia, garantirà a consiglieri regionali e sindaci che ne fanno parte l’immunità parlamentare, e gli scandali attuali sono lì a ricordarci quanto questa soluzione sia pericolosa. Il Movimento ha quindi iniziato la raccolta firme per tre referendum, i primi due abrogativi, finalizzati all’abolizione del premio di maggioranza e dei capilista bloccati, innovazioni prodotte dall’Italicum (A CUI CHIEDIAMO DI VOTARE SÌ) e infine un referendum confermativo per la “Modifica della forma di governo, del Senato e dei rapporti Stato-Regioni. Abolizione del CNEL” che fa riferimento alle principali innovazioni costituzionali della riforma Renzi-Boschi che abbiamo menzionato (A CUI CHIEDIAMO DI VOTARE NO). Facciamo osservare, infine, che soprattutto il primo quesito potrebbe andare anche contro i nostri stessi interessi elettorali a breve termine: ormai tutti i sondaggi danno il Pd in caduta libera e la vittoria elettorale di un centrosinistra a guida Renzi è tutt’altro che scontata. Andate dunque a votare tutti, è importante che lo facciate ed è anche importante che firmiate a favore dei nostri referendum… come premio aggiuntivo ci saranno forse le dimissioni di Renzi e della Boschi, ma temiamo che siano parole vuote, simili a quelle pronunciate diversi anni fa da Veltroni su una sua fantomatica residenza in Africa a fine carriera.
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Terrorismo e Convivenza

da Anzolanotizie n. 165

logo movimentoCari lettori, vogliamo specificare che il titolo “TERRORISMO E CONVENIENZA” apparso sul giornalino è erroneo. Quello originale è “TERRORISMO E CONVIVENZA”… forse per l’avvenire dovremmo spedire i nostri articoli in pdf, e come un simile errore sia potuto accadere, trasformando, oltretutto, il titolo in qualcosa di poco gradevole lo ignoriamo. Ci siamo rimasti, però, molto male e abbiamo chiesto formali scuse da parte di chi cura il giornalino comunale all’autrice di questo testo. Il Gruppo del Movimento 5 Stelle di Anzola, pur non avendo                                                                     nessuna colpa, si unisce alle scuse… buona lettura

Con negli occhi ancora le immagini dei recenti attentati terroristici, riceviamo e volentieri pubblichiamo il pensiero di una cittadina appartenente alla comunità islamica anzolese che con noi rivendica il diritto ad una pacifica convivenza. << Sono Souaad ho 24 anni e da 11 anni vivo in Italia ad Anzola dell’Emilia, città a cui mi sono affezionata ed in cui ho vissuto i migliori momenti della mia vita. Anzola è la città che mi ha accolto, la città che mi ha dato tanto. Sono molto addolorata dalle notizie sugli attacchi terroristici che in questi ultimi tempi si verificano in diverse parti del mondo, da ultime Bruxelles e Lahore. Oggi scrivo ai miei concittadini anzolesi per assicurarli che questi attacchi terroristici non hanno nulla a che fare con la nostra religione e con le moschee. Le moschee sono pericolose per chi vuole cavalcare la paura e seminare il sospetto, sono pericolose per chi ignora il diverso e diffida del vicino, sono pericolose per chi vuole assicurarsi un futuro oscurandolo a tutti quelli che paradossalmente glielo garantiranno. Come sapete le persone che hanno fatto attentati a Parigi, Turchia, Tunisia, Bruxelles, Mali ecc. non frequentano moschee né ambienti islamici; esse travisano il significato della parola ISLAM e dei suoi valori. Come sapete benissimo costoro sono persone che operano nel mondo della criminalità e che hanno precedenti penali come lo spaccio di droga ecc.. Questa conoscenza, falsa e vuota dei valori religiosi, ha permesso ad ideologie perverse di trovare terreno fertile. Non si può chiamare una persona musulmana solo perché ha citato un versetto del corano. L’ISLAM NON E’ TERRORISMO, E IL TERRORISMO NON E’ ISLAM. L’islam è una religione di pace e misericordia perché ogni preghiera, ogni recitazione, inizia invocando il Misericordioso. Il corano dice:

Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità

Il Nobile Corano, 5:32

L’Isis è una organizzazione criminale che si è autoproclamata califfato, ma nessuna scuola giuridica islamica e nessuna comunità islamica al mondo l’ha mai riconosciuta. La comunità islamica si dissocia da questi delinquenti che non ci rappresentano; essi non rappresentano la nostra religione né i suoi valori. Per noi costoro non sono Musulmani ma sono dei vandali, dei terroristi che non hanno nulla a che fare con la nostra comunità e con i valori dell’Islam. La gente è confusa e disorientata perché guarda le cose da una prospettiva sbagliata; la gente non vede che il male non sta nella religione bensì nell’individuo. Come ha detto anche Papa Francesco questi terroristi profanano il messaggio di una religione che nulla ha a che fare con la violenza. Giornali e televisione parlano di una guerra di religione. Questa non è una guerra di religione, ma una guerra contro l’umanità, perché l’obiettivo primario di questi delinquenti è il genere umano, inteso come chiunque non accetti la loro autorità imposta con la scusa della dottrina. Infatti queste persone non colpiscono solo l’occidente, ma colpiscono anche i paesi musulmani. Le vittime di questo terrorismo sono principalmente tanti musulmani, anche se i media danno maggior risalto agli attacchi contro le comunità occidentali e cristiane in particolare. Anche noi abbiamo paura di loro; queste persone ci hanno creato e ci stanno creando tanti problemi perché diffondono tanta insicurezza nel nostro paese natale e generano ostilità verso di noi nel paese dove oggi viviamo. La nostra vita quotidiana registra molti segnali in tal senso; ad esempio quando siamo in autobus, per il solo semplice fatto di avere un fazzoletto sulla testa o portare un qualsiasi altro segno religioso, la gente manifesta diffidenza nei nostri confronti ed evita di sedersi accanto a noi; oppure quando ci avviciniamo a delle persone per chiedere informazioni veniamo guardati male ed evitati, senza ricevere alcuna forma di considerazione. A volte mi viene da guardarli negli occhi per rassicurarli e dirgli: “io non centro nulla, non ho bombe addosso, non sono una di loro, io sono una di voi, sono contro di loro anch’io… anch’io ho paura di loro… non mi rappresentano e non rappresentano la mia religione, fanno tutto ciò per spaventarci, e per metterci l’uno contro l’altro. Questi sono contro tutti noi e vogliono dividerci, vogliono farci credere che non si può vivere in una società multietnica composta da persone di diversa cultura e religione”. Anzola è un esempio di città multiculturale in cui la comunità musulmana è una delle prime ad essersi formata. Ad Anzola si è sempre convissuto bene insieme, si sono condivisi momenti belli ma anche brutti. Il messaggio che voglio far arrivare ai miei concittadini anzolesi è questo: non arrendiamoci a questi violenti che ci vogliono dividere seminando odio tra di noi. Per alcuni Anzola è la prima casa, per altri è la seconda ma tutti dobbiamo proteggerla e l’unico modo che abbiamo è quello di prenderci per mano ed insieme farci forza per combattere contro coloro che con la violenza vogliono dividerci creando intolleranza reciproca per poi sfruttare queste situazioni a loro vantaggio per fini a noi ignoti e comunque lontani dal nostro modello di civile e rispettosa convivenza >>.

Souaad

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Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Anzola dell’Emilia

Botti di propaganda

da Anzolanotizie n. 165

logo movimentoAnche quest’anno, con l’ormai tradizionale ordinanza di fine anno (nr. 109 del 11.12.15), il sindaco ha sancito il “Divieto di esplosione di fuochi d’artificio, sparo di petardi, scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici nelle vie, nelle piazze o aree pubbliche del territorio comunale dal 24/12/2015 al 06/01/2016 compresi”. Benché le motivazioni addotte siano sostanzialmente condivisibili (i botti spaventano gli animali domestici, compromettono la sicurezza delle persone e causano reazioni nervose nei soggetti affetti da particolari disabilità), riteniamo questo provvedimento inadeguato e inutile (come i fatti hanno poi dimostrato) in quanto è applicabile alle sole aree pubbliche (sono escluse quelle private), eccessivamente restrittivo e non distingue tra botti legali ed illegali, oltre a essere praticamente impossibile da far rispettare. Se vogliamo essere una comunità civilmente attenta alle esigenze altrui, dove sensibilità e buonsenso siano i motori del reciproco rispetto, è necessario contrastare sul piano della coscienza collettiva e individuale quei comportamenti prevaricanti, aggressivi e di sostanziale inciviltà che si manifestano con l’uso incauto e inopportuno dei prodotti pirotecnici. E poiché educare è senz’altro più efficace che vietare, suggeriamo per il prossimo anno alcune (tra le tante) possibili iniziative indirizzate alla cittadinanza e tratte dal web: Il sindaco di San Giorgio a Cremano, vietando l’uso di prodotti pirotecnici, ha contestualmente tappezzato la città di manifesti raffiguranti un bambino e la scritta “Il Futuro è nelle tue mani, non bruciare la tua vita”. “FareAmbiente” suggerisce di individuare siti idonei dove permettere spettacoli pirotecnici, salvaguardando così anche le libertà costituzionali dei cittadini nonché la legittima attività commerciale dei prodotti leciti. Promuovere una campagna informativa rivolta agli esercenti del nostro territorio per contrastare l’eventuale immissione sul mercato di prodotti non conformi ai rigorosi standard normativi, con controlli della Polizia Municipale volti a scoraggiare la circolazione illegale di prodotti contraffatti. Attuare progetti educativi di sensibilizzazione all’uso consapevole e civilmente corretto dei materiali pirotecnici “leciti” presso gli studenti delle nostre scuole medie; a tal proposito rammentiamo che il comune spende già più di 400.000 euro/anno in progetti per la scuola. Ovviamente queste sono solo alcune iniziative che riteniamo possano fare la differenza tra una cittadinanza proattiva e una cittadinanza vittima di sciocchi divieti.

LA DEMOCRAZIA DEL PARTITO DEMOCRATICO

Nella giornata di lunedì 7 dicembre, con contestuale convocazione dell’apposita commissione per il giorno 9, i membri del Gruppo consiliare del PD di Anzola ci hanno presentato una bozza del nuovo Regolamento per il Consiglio Comunale, fattaci pervenire ovviamente ben sapendo che l’8 dicembre era una festività. Naturalmente il documento è stato consegnato nella nuova stesura definitiva, senza alcun raffronto con la versione precedente o qualche commento critico ed esplicativo sulle modifiche apportate. Risulta, quindi, evidente l’azione antidemocratica volta a impedire alle opposizioni una qualunque valutazione di merito, mortificandone peraltro il ruolo. Ricordiamo, infatti, che i nostri consiglieri sono soltanto due e, dunque, sulle loro esili spalle, ricade un lavoro che in altri gruppi può venire utilmente ripartito tra più componenti del consiglio. Con grandi sforzi, tuttavia, non solo siamo riusciti a confrontare la nuova versione con la vecchia portando in commissione le nostre osservazioni e lasciando, ne siamo certi, stupefatti anche diversi consiglieri con esperienze giuridiche alle spalle, ma abbiamo pure intrapreso una strada che ci sta molto a cuore: nel nostro sito abbiamo offerto a tutti i cittadini anzolesi la possibilità di scaricare la proposta di regolamento, permettendo loro di fornire un contributo commentando il testo. L’esperimento ha avuto successo, e intendiamo ripeterlo tutte le volte che ci troveremo in una simile eventualità: per quanto il regolamento consiliare possa sembrare qualcosa di remoto sono, infatti, emerse molte indicazioni interessanti, purtroppo non accolte, come le così dette “sedute aperte” ove un qualsiasi cittadino possa intervenire, senza diritto di voto, facendo proposte o portando istanze ai consiglieri comunali. Avremmo voluto, per esempio, dare in questo modo anche un senso alle “Consulte territoriali” che pur non essendo degli organi istituzionali all’interno del Comune, avrebbero avuto la possibilità di fornire in una sede ufficiale come quella del Consiglio le loro indicazioni. Se il nostro sindaco, che rispettiamo, ma di cui spesso non condividiamo l’operato, ama rivolgere i propri messaggi anche dal pulpito di una chiesa senza possibilità di un contraddittorio e approfittando della folla dei fedeli in periodo natalizio, noi vorremmo che i nostri concittadini riempissero le sedute del consiglio e ci aiutassero nel nostro lavoro con i loro contributi. Un tipo di comunicazione bidirezionale, come dovrebbe essere in democrazia e non unidirezionale. Per questo vi invitiamo nuovamente a consultare il nostro sito, per essere informati sulle nostre attività e partecipare al governo della comunità di Anzola: https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle

La polizia municipale e il sindaco

da Anzolanotizie n. 164

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Dell’ennesima polemica che ha visto protagonista il sindaco Veronesi, stavolta riferita all’operato degli agenti della PM, gli organi di stampa hanno riportato soltanto la sua replica ad un comunicato del sindacato di categoria UIL-FPL della PM di Terre d’Acqua (vedi Il Resto del Carlino del 11/10/15) omettendo però di pubblicare le ragioni dalle quali quella replica traeva spunto. “Lavori e ti tirano le pietre” – Bologna, 9/10/ 2015 “Gentile Sig. Sindaco Giampiero Veronesi, abbiamo letto, come molti, sulla pagina Facebook del Comune di Anzola dell’Emilia, il suo personale commento sulla “vicenda” delle sanzioni emesse da un agente di Polizia Municipale nei confronti di una associazione di volontariato del territorio. Dobbiamo ammettere con stupore che mai ci è capitato (e speriamo mai ci ricapiti in futuro) di vedere un Sindaco commentare negativamente l’operato di un dipendente pubblico “reo” di aver doverosamente applicato le norme e i regolamenti. Infatti caro Sindaco lei scrive: Partiamo dal presupposto che l’agente di polizia municipale che ha fatto quella sanzione a mio avviso HA SBAGLIATO e non doveva farla. Se infatti la sanzione in sé e per sé poteva essere formalmente corretta, esistono però anche ragionevolezza e buon senso che qui sono mancati. Quindi secondo lei il dipendente pubblico che applica le norme con imparzialità sbaglia? Doveva forse girare la testa dall’altra parte? Doveva “interpretare” il codice della strada? Continuando lei scrive: Detto questo è importante però che si sappia che quell’agente era del corpo intercomunale di polizia di Terre d’Acqua, quindi non era un agente di Anzola (come è stato erroneamente detto) perché non esiste nemmeno la Polizia Municipale di Anzola, facendo noi parte dell’Unione dei comuni di Terre d‘acqua. Questo è importante saperlo e capirlo perché altrimenti non si capisce un’altra cosa fondamentale. Io sono il sindaco di Anzola e non ho il potere di annullare sanzioni irrogate dalla polizia intercomunale di Terre d’Acqua. Questo passaggio è per noi di oscura interpretazione, Anzola fa parte dell’Unione Terre d’Acqua che ha creato il Corpo Unico di Polizia Municipale (nella cui Giunta lei ha tale delega) che però allo stesso momento non è corpo di polizia municipale del SUO Comune? Quindi cosa sarebbe giuridicamente: un corpo di occupazione? Inoltre, sempre cercando di interpretare il suo scritto, lei afferma di non poter annullare sanzioni irrogate dal corpo intercomunale, ma quindi se fosse un servizio di polizia municipale non intercomunale ma solo anzolese lei potrebbe annullare sanzioni. A noi non risulta… In seguito scorrendo il suo commento: il giorno stesso in cui è stata fatta quella sanzione ho subito chiamato il comandante facendogli presente che io, come avvocato e non come sindaco, farò ricorso gratuito per i ragazzi affinché venga annullata la sanzione. Questo passaggio ci è molto chiaro rispetto al precedente, ma quanto meno lei in tal modo prospetta un atto inusuale (ma legittimo), ovvero come avvocato farà ricorso verso una sanzione emessa da un servizio facente parte di un Ente di cui lei stesso è l’Amministratore? Continuando e concludendo lei scrive: Confido comunque ancora nella ragionevolezza del corpo di polizia municipale affinché, ove possibile, la annullino direttamente loro in via diretta. Tutto questo per dirti che come sindaco non ho nessuna responsabilità e nonostante questo ho fatto davvero tutto il possibile per risolvere il problema (e nella sostanza l’ho pure probabilmente risolto). Poi concordo con chi ha detto che ci sono singoli agenti di polizia municipale che davvero dovrebbero ripensare sia ai loro comportamenti sia ai loro rapporti con i cittadini anzolesi. Ci tengo però anche a dirti che questi singoli atteggiamenti non rendono giustizia alla quasi totalità degli altri agenti che sono persone corrette e fanno in modo giusto ed equo il loro lavoro. Sono sempre a disposizione per qualunque chiarimento. Non avrei risposto se non mi fosse stato richiesto in modo diretto ed ho voluto solo chiarire il contesto, in modo che eventuali osservazioni siano fatte conoscendo la situazione. Grazie. Anche in questo caso abbiamo delle domande: quindi emettere una sanzione crea un “problema”? Pensavamo che in tale momento storico i problemi degli Amministratori locali fossero ben altri, inoltre ci chiediamo anche a comprendere in cosa consiste la SUA differenziazione tra agenti che “sono persone corrette” e… gli altri che a questo punto e seguendo il suo ragionamento, sono persone scorrette? Vede signor Sindaco, noi pensiamo che le persone corrette siano coloro che ogni giorno fanno coscienziosamente il proprio lavoro nell’unica maniera possibile che esiste: applicando la legge, perché nell’applicarla la rispettiamo e non crediamo che d’ora in poi nel fare ciò dobbiamo prima pensare se ciò “aggrada” al Sindaco o ad altri, infatti i suoi doveri di Amministratore pubblico sarebbero quelli di indirizzo, quindi pro-attivi e non votati a spingere verso comportamenti omissivi. Riteniamo inoltre che se un lavoratore fa semplicemente il proprio lavoro non debba per questo essere messo alla berlina su social network o in altri pubblici modi, posto in tal modo quale agnello sacrificale di un populistico malcontento.” Nella speranza di avere una sua risposta le porgiamo i nostri saluti.” Sperando di esserci resi utili nell’informare tutti lasciamo a voi, cittadini Anzolesi, le dovute riflessioni.

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