Sul Terremoto

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Il Movimento 5 stelle di Anzola ha deciso di non attivarsi per raccolte di generi alimentari in favore dei terremotati, perché la Protezione Civile ha fatto sapere più volte che ormai in questa fase non sono più necessari.

La stessa Protezione Civile segnala il numero di sms 45500, di cui si fa garante, dove è possibile donare 2 euro in favore delle popolazioni colpite.

Ci sembra giusto ricordare, tra la gran mole di iniziative attivate anche localmente, che diversi comuni interessati dal sisma hanno pubblicato nei loro siti le coordinate bancarie dove è possibile fare un versamento per aiutare direttamente le vittime del terremoto.

Cogliamo l’occasione per fare le condoglianze alla nostra concittadina Fausta Petrucci Rendina che nel terremoto ha perso la figlia Pierina e la nipote Lucrezia.

 Il Movimento 5 stelle di Anzola

Non si può ritornare al passato?

da Anzolanotizie 169

logo movimentoSe internet può essere, nella sua limitatezza, specchio della realtà locale, registriamo le lamentele dei cittadini sul tema della raccolta dei rifiuti. Lamentele, ci sembrano, a tutto tondo: da un lato i soliti bollettini trionfalistici riportano una diminuzione della TARI a seguito del comportamento virtuoso dei nostri cittadini, e non si capisce di cosa si debba gioire se nei tre anni precedenti si sono aumentate le tariffe e ora, pur in deflazione, i risibili risparmi sono ben lungi da ristabilire la situazione precedente. Altro aspetto rilevante che emerge dalle stesse discussioni è la percezione del disagio di chi questi rifiuti li raccoglie: si lamenta un lavoro trascurato, ci si meraviglia quando questi lavoratori protestano e ci si indigna del fatto che non ci siano informazioni, senza magari approfondire le cause che hanno generato simili comportamenti. I servizi ormai si danno per scontati, li si pretende in ragione delle tasse altissime a cui siamo sottoposti e non ci si preoccupa di chi questi servizi li offre ogni giorno.

Non vuol essere un’accusa, è un comportamento normale, del tutto giustificabile, ed è il prodotto di un processo iniziato da lontano, con tangentopoli negli anni 90, dove le indagini della magistratura hanno tolto il velo a un mondo pubblico fortemente corrotto dalla partitocrazia. Abbiamo visto, quindi, il trionfo dell’antipolitica, con una sequela di personaggi più o meno illustri “entrare in campo” per difendere quegli stessi interessi a cui prima ci si affidava ai partiti. E ora, naufragato il Berlusconismo, senza che l’opposizione della “ditta” di sinistra potesse fare alcunché, se non cambiare sigla, ci troviamo circondati da municipalizzate, partecipate e istituzioni: i vecchi servizi, nati per “servire” i cittadini, sono diventati fonti di introiti per potentati piccoli e grandi e ovviamente la corruzione e la mala gestione impazzano ieri come oggi o forse ancora di più.

Guardando vicino a noi, senza evocare reati, ci mancherebbe, ricordiamo i disservizi più volte denunciati a proposito di Virgilio, le tariffe molto alte di Matilde, fino ad arrivare alla raccolta dei rifiuti: fare imprenditoria, tuttavia, implica la ricerca del guadagno, ma è giusto cercare un guadagno quando si offre un servizio? E chi ci rimette se non i lavoratori e i cittadini in questo processo? Eravamo dei Gufi noi del M5S quando paventavamo la chiusura dell’Ospedale di S. Giovanni, osservando proprio la realtà che ci circonda come Bazzano e Castelfranco? Infine permetteteci questa considerazione: quale professionalità potranno mai garantire personaggi provenienti dalla politica in una azienda pubblica? Ma poi pensando alle retribuzioni del management di Hera a fronte dei risultati, c’è quasi da invocare l’incompetenza dei politici, che pur spiaggiati nelle loro ambizioni, almeno costano meno.

Potremmo dedicare un paragrafo anche ad altri servizi esternalizzati garantiti da cooperative esterne, come alle decine di lavoratori che non godono del medesimo trattamento economico e professionale di un dipendente pubblico, ma non ne abbiamo lo spazio.  E allora, ci chiediamo, se i cittadini sono scontenti dei servizi per costo e qualità, i lavoratori sempre più sottopagati e i dirigenti, per converso, sempre più grassi ed esosi, non si può tornare al passato? Certo che no, avrebbero detto i discepoli di Berlusconi alcuni anni fa, e in maniera analoga risponderebbe la claque renziana che porta avanti la pur legittima lotta contro i mali del pubblico impiego, ma con misure propagandistiche. Perché vogliamo chiarirlo, anche noi siamo contrari ai “fannulloni”, ma siamo ben lungi da considerare tutti i dipendenti pubblici tali. Noi vorremmo, però, una pubblica amministrazione senza raccomandazioni, concorsi discutibili e incarichi politici. Vorremmo dipendenti competenti e formati a cui sostituire le solite e costose consulenze e non personaggi raffazzonati, presi da altri servizi per coprire dei buchi perché tanto non si può assumere. Vorremmo anche dirigenti pubblici diversi, responsabili in prima persona di certi comportamenti. Un’ illusione? Crediamo di no.

Il nostro sindaco lo sa, non siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda, ma condividiamo i suoi dubbi, espressi in Commissione, a proposito della questione del Postrino. Di cosa stiamo parlando? Vi chiederete. È presto detto. La Città Metropolitana, che ha sostituito la Provincia per ruolo e competenze, ha identificato nell’area denominata “Postrino”, situata alle porte del comune di San Giovanni, a ridosso della Trasversale di Pianura, un Polo funzionale a scopi commerciali, in altre parole un’area dove sorgerà un grande centro commerciale. A parziale compensazione degli inevitabili danni ai piccoli commercianti è stata promessa da un fantomatico gruppo “Persicus”, immobiliare responsabile dell’area commerciale, la cifra di 300.000€. Ma quale sarà la ripartizione di questi fondi? E che senso ha, dopo il fallimento del progetto Outlet, insistere ancora su iniziative simili? Vedremo l’evoluzione degli eventi e vi terremo informati. Per concludere vogliamo congratularci con tutti i sindaci del Movimento eletti a queste recenti amministrative, a cui auguriamo buon lavoro: l’occasione di cambiare il nostro paese non va sprecata e l’onestà deve tornare di moda.

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Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

NO AL PROGETTO POSTRINO

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La nostra posizione sul Postrino

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Il Movimento 5 Stelle di Anzola è fermamente contrario alla creazione di un Polo Commerciale nella zona denominata “Postrino” presso il Comune di S. Giovanni in Persiceto. Ci chiediamo per quale ragione si voglia perseverare con questi dispendiosi progetti, spesso oggetto di infiltrazioni poco limpide, che oltre a non rivestire alcuna necessità, danneggiano le attività locali dei centri storici di tutti i comuni limitrofi, tra cui il nostro. Già in passato era emersa la volontà di creare un Outlet in territorio persicetano, e la proposta era stata accantonata per la ferma opposizione della comunità locale. Chiediamo al nostro sindaco Giampiero Veronesi di opporsi in consiglio comunale e all’interno dell’Unione all’attuazione di una simile iniziativa. Non si possono anteporre gli interessi di un gruppo immobiliare, dal nome assai incoraggiante peraltro, Persicus, a quello dei cittadini. Noi del Movimento, sentendoci più di altri investiti nel compito di rappresentarli, avverseremo la realizzazione dell’area commerciale in ogni maniera possibile. In questo chiediamo la collaborazione di tutti, senza barriere ideologiche: vorremmo che il sindaco del PD Conti di S. Lazzaro rappresentasse un modello da seguire per gli altri amministratori locali del nostro territorio e non una mosca bianca.

Alcune questioni di attualità

da Anzolanotizie 168

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No, cari amici Anzolesi, non parleremo della ZTL, aspettiamo che gli atti amministrativi relativi vengano revocati prima di fare un bilancio di tutta questa vicenda: perché ci sono sedi istituzionali per fare questo, che non sono certo le pagine di un quotidiano. Chiamiamo, però, le cose con il loro nome: non è stato un “processo partecipativo”: nessuno ha votato, infatti, e la raccolta di firme non è stata un’iniziativa del Pd. Infine, soltanto alcuni hanno avuto la possibilità di parlare, i più arrabbiati, per usare le parole di qualche esponente della maggioranza, quindi definiamolo tranquillamente un “processo di convincimento” fallito miseramente, di cui non ci prendiamo nessun merito: il buon senso non ha bandiere di sorta. Ci venga almeno riconosciuto di aver espresso il nostro parere, a voce o con un click, in maniera leale, affrontando a viso aperto i fautori della ZTL senza evocare le arcane influenze di qualche maggiorente anzolese parcheggiato (a pagamento) altrove, o sussurrando in silenzio la propria contrarietà dietro le spalle del primo cittadino.
Cambiando argomento, nell’ormai lontano gennaio 2015 abbiamo richiesto, con una mozione all’amministrazione comunale di Anzola, un impianto semaforico all’incrocio tra via Barbieri e via Terramare, a poca distanza dal supermercato della Coop, giudicando quell’incrocio assai pericoloso e ci fa piacere constatare che, unica tra le tante proposte da noi presentate, il Comune ha deciso di procedere in questo senso. Aspettiamo, dunque, fiduciosi, sperando che il Pd locale non faccia un passo indietro.
Per noi tutto questo, oltre alla valenza pratica, ha un significato importante: è una testimonianza del nostro contributo, seppur piccolo (soprattutto per colpe non nostre) all’attività amministrativa del nostro paese. Ancora non ci è chiara, invece, l’utilità del Gattile: sembra che in questi mesi si stia cercando disperatamente inquilini dall’esterno, essendo assai poco popolato, ma nel frattempo le spese aumentano e sono spese che sono difficili da giustificare. Il nostro Papa di recente ha sostenuto che ci sono persone che amano cani e gatti, ma non si adoperano per i loro vicini. Ecco, noi siamo ben lungi da voler sfrattare queste povere bestiole, ma ci chiediamo se non esistano altre necessità più impellenti per investire le sempre fin troppo magre risorse locali.
A Ottobre, infine, saremo chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale: un’occasione importante a cui vi invitiamo a partecipare massicciamente. Il Movimento si schiererà per il no: il parlamento attuale è in primo luogo il prodotto di una legge incostituzionale e se l’allora presidente Napolitano l’avesse permesso, si sarebbero dovute indire nuove elezioni. Abbiamo avuto ben due governi frutto di bizantinismi e non scelti dai cittadini, quest’ultimo è infine riuscito, a colpi di fiducia e con l’appoggio del discusso Verdini, ad approvare modifiche alla costituzione sulle quali nutriamo molte riserve: la riforma del senato depotenzia questo consesso, lasciando integri i privilegi dei deputati, in larga parte appartenenti a un solo partito grazie al generoso premio di maggioranza
garantito dall’Italicum. Un senato depotenziato, tuttavia, garantirà a consiglieri regionali e sindaci che ne fanno parte l’immunità parlamentare, e gli scandali attuali sono lì a ricordarci quanto questa soluzione sia pericolosa. Il Movimento ha quindi iniziato la raccolta firme per tre referendum, i primi due abrogativi, finalizzati all’abolizione del premio di maggioranza e dei capilista bloccati, innovazioni prodotte dall’Italicum (A CUI CHIEDIAMO DI VOTARE SÌ) e infine un referendum confermativo per la “Modifica della forma di governo, del Senato e dei rapporti Stato-Regioni. Abolizione del CNEL” che fa riferimento alle principali innovazioni costituzionali della riforma Renzi-Boschi che abbiamo menzionato (A CUI CHIEDIAMO DI VOTARE NO). Facciamo osservare, infine, che soprattutto il primo quesito potrebbe andare anche contro i nostri stessi interessi elettorali a breve termine: ormai tutti i sondaggi danno il Pd in caduta libera e la vittoria elettorale di un centrosinistra a guida Renzi è tutt’altro che scontata. Andate dunque a votare tutti, è importante che lo facciate ed è anche importante che firmiate a favore dei nostri referendum… come premio aggiuntivo ci saranno forse le dimissioni di Renzi e della Boschi, ma temiamo che siano parole vuote, simili a quelle pronunciate diversi anni fa da Veltroni su una sua fantomatica residenza in Africa a fine carriera.
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Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

 

Ztl: le bugie del sindaco sul ruolo delle opposizioni (in specifico, la nostra)

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Il verbale della 3^ Commissione del “Pianificazione Territoriale, Ambiente,  Attività Produttive, Opere Pubbliche e Mobilità” del 13 Aprile 2016

I passi che riguardano le nostre proposte:

Max 1

Max 2

Max 3

Insomma “carta canta”, i pre pareri verbali da noi non hanno casa…

Il nuovo ISEE e i suoi problemi

iseeQuesto breve contributo era anch’esso in previsione, poi altri problemi (ZTL) sono sopraggiunti… La risposta del sindaco all’interrogazione è visibile nella sezione “Attività istituzionale”

Tra le tante riforme che dovrebbero rivoltare questo paese come un calzino, c’è anche il nuovo calcolo dell’Isee, introdotto con il D.P.C. del 5 dicembre 2013 n. 159 e operativo dal primo gennaio del 2015. Molti, bontà loro, ignorano cosa sia e cosa comporti un cambiamento nel calcolo dei suoi parametri, per questo motivo la riforma è passata più o meno sotto silenzio.

L’Indicatore della situazione economica equivalente, ISEE appunto, nasce nel 1998 per definire la situazione economica di un cittadino e del suo nucleo familiare. Tale indicatore è utilizzato dalla PA per riconoscere il diritto a godere di prestazioni sociali o assistenziali agevolate di varia natura. Il nuovo calcolo dell’ ISEE considera reddito qualsiasi supporto in denaro che lo Stato eroga, inclusi quelli per la rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale” (art. 3 della Costituzione). Parliamo, per intenderci, di tutte le somme fino ad ora fiscalmente esenti, come le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, l’assistenza domiciliare, gli assegni di cura, le agevolazioni economiche per il trasporto di disabili, le pensioni sociali e di guerra, gli assegni di mantenimento, le borse di studio corrisposte a studenti universitari ecc… In somma sintesi, ogni contributo che dovrebbe portare ad appianare le diseguaglianze sociali ed economiche verrà valutato dall’ente preposto a fornire un servizio o una prestazione sociale, e rappresenterà spesso una discriminante per goderne in futuro. Una riforma nel solco di chi in passato affermava di difendere le classi sociali deboli? Lasciamo giudicare al lettore.

Come succede spesso in questo paese, le lacune della politica sono state colmate, almeno parzialmente, dalla magistratura: a seguito di alcuni ricorsi, il “Nuovo ISEE” è stato annullato, in alcune parti, dal TAR del Lazio, con tre sentenze dell’11 febbraio 2015 (Sez. I, n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15); in particolare sono state cassate varie norme che modificavano la base di calcolo dell’ISEE per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria.

Il Governo ha fatto ricorso, rigettato, però, dal Consiglio di Stato, che ha ricordato il senso che l’articolo 3 della Costituzione attribuisce a certi vantaggi economici, i quali non possono, quindi, essere considerati negativamente per godere di qualsivoglia ulteriore facilitazione.

Alla luce di tutto questo, il Movimento 5 Stelle, in diversi ambiti territoriali, tra i quali il nostro, ha voluto, tramite una serie di interpellanze, invitare alla prudenza. Vogliamo sperare che per affrontare il disagio sociale crescente di molte famiglie, non si giochi sulla pelle di chi in passato ha goduto di aiuti ed agevolazioni.

Nello stesso Partito Democratico non tutti sono convinti della bontà di questa riforma: ad esempio vogliamo citare una mozione del 16 marzo 2016 presentata dal Consigliere del Comune di Genova Cristina Lodi, volta a rimandare l’applicazione della nuova disciplina per la determinazione dell’ISEE e a impegnare l’amministrazione a dare l’avvio a una fase transitoria, in attesa di indicazioni da parte del Governo. Speriamo tutti in nuove indicazioni… speriamo.

Ancora sulla ZTL: una risposta alle dichiarazioni del sindaco Veronesi

logo movimentoIl Movimento 5 Stelle di Anzola è molto soddisfatto del passo indietro del sindaco Veronesi e della sua giunta. Una vittoria, crediamo, della maggior parte degli anzolesi, che si sono espressi civilmente, ma con fermezza, contro questo progetto miope e controproducente. Siamo rimasti davvero stupefatti della reazione della nostra cittadinanza e fieri di farne parte: nell’era del web 2.0, chi era abituato a considerare i social come una bacheca per vantare i propri successi presunti, ha potuto constatare che la comunicazione viaggia in due direzioni e in molti hanno espresso con forza e fierezza la propria opinione contraria non fidandosi, a ragione, di un progetto sbagliato sia nella sua impostazione ideologica e sia nella sostanza. Si è poi formato spontaneamente un comitato civico che ha dato voce ai cittadini che discutevano nelle piazze e nei bar. Un ringraziamento bisogna farlo soprattutto a loro, per l’impegno profuso sul territorio e la raccolta di firme. Ci piace pensare che sia stato proprio questo movimento dal basso il motivo del ravvedimento del sindaco e non un ordine dall’alto.

Al nostro primo cittadino vogliamo soltanto dire che noi del M5S, da tempo, siamo “pervenuti”, che non c’è bisogno di scaricare i fallimenti di progettualità e immagine sulle opposizioni. Le soluzioni che adesso vanta con orgoglio, appena ce le ha chieste in 3^ Commissione, luogo preposto per le consultazioni dei gruppi politici, siamo stati ben lieti di esprimerle. Comprendiamo il disagio umano per la colossale figuraccia di fronte all’intera cittadinanza e ci rendiamo conto che le telecamere non possono sostituire le persone nel controllo del territorio, ma nessuno ha mai preteso, noi per primi, che il sindaco risolvesse magicamente i problemi della prostituzione, problemi, peraltro, non dissimili da quelli dei paesi vicini e risolvibili solo a livello nazionale. Siamo stati propositivi, anzi diremo di più, le soluzioni da parte nostra sono state ben due: in prima battuta, quando Veronesi ci ha comunicato che la ZTL avrebbe avuto un periodo di prova, abbiamo richiesto di testarne l’efficacia più a lungo e se effettivamente il numero di prostitute fosse diminuito, abbandonare il progetto e restare a una semplice videosorveglianza. In seguito, nuovamente sollecitati dal primo cittadino, abbiamo ribadito che avremmo voluto sin dall’inizio una videosorveglianza h24, senza forzature che obbligassero i cittadini a giustificare la presenza dei propri parenti e ospiti non residenti. Tutto è, ovviamente, verificabile e verbalizzato per iscritto agli atti della commissione: la trasparenza amministrativa a noi non fa certo difetto.

Chi parla di referendum adesso, il referendum ha rischiato di subirlo, dopo aver contestato con forza il presidente della Consulta di Anzola Monti per aver osato richiedere un voto di gradimento in una delle riunioni informative. Se abbiamo deciso di rimanere in disparte nelle sedute con i cittadini, l’abbiamo fatto perché questa era una questione che travalicava le normali divisioni politiche e non volevamo strumentalizzare la vicenda, né essere strumentalizzati: siamo tutti cittadini di Anzola, e pur nelle diversità di vedute, ci siamo trovati concordi nel rifiutare l’idea folle di multare i forestieri in entrata di notte.

Sullo sfondo rimane poi un annoso mistero: il pre parere dato alla ZTL da un qualche Ministero: secondo alcuni sarebbe un documento scritto, secondo altri, e sembra l’ipotesi maggiormente diffusa, dovrebbe trattarsi soltanto di un parere dato oralmente… Oralmente? Esistono documenti amministrativi in forma orale? A maggior ragione quando possano far intraprendere scelte cosi invasive per una piccola comunità di persone? Ci sembra che ciò leda un principio fondamentale del diritto amministrativo, quello della trasparenza, perché le cose dette a voce rimangono tali… “Verba volant, scripta manent” dicevano i latini. Nel frattempo abbiamo fatto accesso agli atti, magari rimarremo stupiti e apprenderemo nuove nozioni di diritto dal nostro primo cittadino. In caso contrario la ZTL, e tutte le polemiche conseguenti, hanno avuto come pietra di volta una colossale menzogna. E se era una bugia questa, ce ne saranno altre?

Il gruppo del Movimento 5 Stelle di Anzola

 

Terrorismo e Convivenza

da Anzolanotizie n. 165

logo movimentoCari lettori, vogliamo specificare che il titolo “TERRORISMO E CONVENIENZA” apparso sul giornalino è erroneo. Quello originale è “TERRORISMO E CONVIVENZA”… forse per l’avvenire dovremmo spedire i nostri articoli in pdf, e come un simile errore sia potuto accadere, trasformando, oltretutto, il titolo in qualcosa di poco gradevole lo ignoriamo. Ci siamo rimasti, però, molto male e abbiamo chiesto formali scuse da parte di chi cura il giornalino comunale all’autrice di questo testo. Il Gruppo del Movimento 5 Stelle di Anzola, pur non avendo                                                                     nessuna colpa, si unisce alle scuse… buona lettura

Con negli occhi ancora le immagini dei recenti attentati terroristici, riceviamo e volentieri pubblichiamo il pensiero di una cittadina appartenente alla comunità islamica anzolese che con noi rivendica il diritto ad una pacifica convivenza. << Sono Souaad ho 24 anni e da 11 anni vivo in Italia ad Anzola dell’Emilia, città a cui mi sono affezionata ed in cui ho vissuto i migliori momenti della mia vita. Anzola è la città che mi ha accolto, la città che mi ha dato tanto. Sono molto addolorata dalle notizie sugli attacchi terroristici che in questi ultimi tempi si verificano in diverse parti del mondo, da ultime Bruxelles e Lahore. Oggi scrivo ai miei concittadini anzolesi per assicurarli che questi attacchi terroristici non hanno nulla a che fare con la nostra religione e con le moschee. Le moschee sono pericolose per chi vuole cavalcare la paura e seminare il sospetto, sono pericolose per chi ignora il diverso e diffida del vicino, sono pericolose per chi vuole assicurarsi un futuro oscurandolo a tutti quelli che paradossalmente glielo garantiranno. Come sapete le persone che hanno fatto attentati a Parigi, Turchia, Tunisia, Bruxelles, Mali ecc. non frequentano moschee né ambienti islamici; esse travisano il significato della parola ISLAM e dei suoi valori. Come sapete benissimo costoro sono persone che operano nel mondo della criminalità e che hanno precedenti penali come lo spaccio di droga ecc.. Questa conoscenza, falsa e vuota dei valori religiosi, ha permesso ad ideologie perverse di trovare terreno fertile. Non si può chiamare una persona musulmana solo perché ha citato un versetto del corano. L’ISLAM NON E’ TERRORISMO, E IL TERRORISMO NON E’ ISLAM. L’islam è una religione di pace e misericordia perché ogni preghiera, ogni recitazione, inizia invocando il Misericordioso. Il corano dice:

Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità

Il Nobile Corano, 5:32

L’Isis è una organizzazione criminale che si è autoproclamata califfato, ma nessuna scuola giuridica islamica e nessuna comunità islamica al mondo l’ha mai riconosciuta. La comunità islamica si dissocia da questi delinquenti che non ci rappresentano; essi non rappresentano la nostra religione né i suoi valori. Per noi costoro non sono Musulmani ma sono dei vandali, dei terroristi che non hanno nulla a che fare con la nostra comunità e con i valori dell’Islam. La gente è confusa e disorientata perché guarda le cose da una prospettiva sbagliata; la gente non vede che il male non sta nella religione bensì nell’individuo. Come ha detto anche Papa Francesco questi terroristi profanano il messaggio di una religione che nulla ha a che fare con la violenza. Giornali e televisione parlano di una guerra di religione. Questa non è una guerra di religione, ma una guerra contro l’umanità, perché l’obiettivo primario di questi delinquenti è il genere umano, inteso come chiunque non accetti la loro autorità imposta con la scusa della dottrina. Infatti queste persone non colpiscono solo l’occidente, ma colpiscono anche i paesi musulmani. Le vittime di questo terrorismo sono principalmente tanti musulmani, anche se i media danno maggior risalto agli attacchi contro le comunità occidentali e cristiane in particolare. Anche noi abbiamo paura di loro; queste persone ci hanno creato e ci stanno creando tanti problemi perché diffondono tanta insicurezza nel nostro paese natale e generano ostilità verso di noi nel paese dove oggi viviamo. La nostra vita quotidiana registra molti segnali in tal senso; ad esempio quando siamo in autobus, per il solo semplice fatto di avere un fazzoletto sulla testa o portare un qualsiasi altro segno religioso, la gente manifesta diffidenza nei nostri confronti ed evita di sedersi accanto a noi; oppure quando ci avviciniamo a delle persone per chiedere informazioni veniamo guardati male ed evitati, senza ricevere alcuna forma di considerazione. A volte mi viene da guardarli negli occhi per rassicurarli e dirgli: “io non centro nulla, non ho bombe addosso, non sono una di loro, io sono una di voi, sono contro di loro anch’io… anch’io ho paura di loro… non mi rappresentano e non rappresentano la mia religione, fanno tutto ciò per spaventarci, e per metterci l’uno contro l’altro. Questi sono contro tutti noi e vogliono dividerci, vogliono farci credere che non si può vivere in una società multietnica composta da persone di diversa cultura e religione”. Anzola è un esempio di città multiculturale in cui la comunità musulmana è una delle prime ad essersi formata. Ad Anzola si è sempre convissuto bene insieme, si sono condivisi momenti belli ma anche brutti. Il messaggio che voglio far arrivare ai miei concittadini anzolesi è questo: non arrendiamoci a questi violenti che ci vogliono dividere seminando odio tra di noi. Per alcuni Anzola è la prima casa, per altri è la seconda ma tutti dobbiamo proteggerla e l’unico modo che abbiamo è quello di prenderci per mano ed insieme farci forza per combattere contro coloro che con la violenza vogliono dividerci creando intolleranza reciproca per poi sfruttare queste situazioni a loro vantaggio per fini a noi ignoti e comunque lontani dal nostro modello di civile e rispettosa convivenza >>.

Souaad

Per seguire la nostra attività potete consultate il sito https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Anzola dell’Emilia

La nostra posizione sulla ZTL

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Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Anzola non è stato in alcun modo informato, né coinvolto nel progetto ZTL. Certo, eravamo a conoscenza dello stanziamento a bilancio per le telecamere e abbiamo visto la delibera di Giunta essendo pubblicata nell’albo pretorio, ma il Pd ha preferito muoversi da solo, senza metterci a conoscenza della cosa nell’apposita commissione. È questo difetto di procedura, a nostro avviso, il male maggiore: cittadinanza e opposizioni dovrebbero essere interpellate prima e non informate dopo, a cose fatte. Forse un preventivo confronto avrebbe portato a utili indicazioni per un progetto che, da come lo conosciamo tramite la stampa, definire tragicomico è quasi un eufemismo. Da un lato, se il provvedimento è volto ad affrontare il dilagare della prostituzione, ci pare un’implicita ammissione del fallimento dell’ordinanza di cui il sindaco Veronesi va tanto fiero, sulla cui efficacia non ci sono peraltro riscontri oggettivi, se non la parola dello stesso primo cittadino. In secondo luogo, osserviamo che la residenza non è una patente di moralità e trasformare il nostro comune, nell’era di Schengen, in un castello medievale, dove di sera si chiudono i portoni e si alzano ponti levatoi, è un modo poco innovativo ed efficace per affrontare il problema. Anzola viene spesso rappresentata come un paese dormitorio: con questo provvedimento le strade saranno ancor più desolate, sarà questa una garanzia? Davvero è auspicabile limitare la libertà dei cittadini in nome della sicurezza? Ed è giusto danneggiare gli esercizi commerciali che onestamente e con impegno da anni contribuiscono ad animarla, anche come sponsor in iniziative pubbliche? Speriamo sia solo un brutto scherzo… di un sindaco che ama apparire sui giornali, speriamo…

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Anzola