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Chi può far parte della Polisportiva?

da Anzolanotizie 172

logo movimentoIn quest’ultimo periodo dobbiamo senz’altro ringraziare il Sindaco per la quantità mai vista prima di spunti di riflessione offerti. Siamo al punto che per trattare tutti gli argomenti meritevoli avremmo bisogno di un giornalino a settimana. Ma tant’è. In questa occasione vogliamo soffermarci sul modo con il quale viene gestito l’associazionismo sportivo anzolese stigmatizzando l’esclusione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica EDUBIKE dalla Polisportiva Anzolese. Riassumendo velocemente la vicenda, Edubike è una A.S.D. che attraverso lo studio e la ricerca tecnologica promuove progetti di educazione ambientale volti a favorire la cultura del ciclismo (sia come fattore salutistico che come stile di vita sostenibile), lo sviluppo umano ed il patrimonio culturale nel territorio che ci circonda (ognuno può farsi una propria idea dell’Associazione consultando il sito internet http://www.edubike.it). Quindi la sua attività non è tanto rivolta alla disciplina agonistico-sportiva con atleti impegnati in competizioni sportive, ma è indirizzata all’aspetto socio-culturale del ciclismo avendo come riferimento e beneficiari la popolazione in senso lato, cioè i bambini, gli adulti e gli anziani.
Nei mesi scorsi Edubike ha presentato domanda di affiliazione alla Polisportiva Anzolese, sia per essere considerata nell’alveo proprio delle associazioni sportive locali, sia per poter accedere agli impianti di via lunga ritenuti funzionali alla sua attività, con particolare riferimento alla pista d’atletica utilizzabile per i corsi di educazione al ciclismo rivolti ai bambini. Tale domanda è stata respinta dal Consiglio Direttivo della Polisportiva <<a causa della particolare conformazione della pista, sia per il particolare stato di usura del manto, che tende a sfaldarsi e che, già in passato, come confermato dalla società ciclistica, ha mietuto parecchie vittime>>.
Motivazione talmente pretestuosa (probabilmente volta a celare le vere ragioni a noi ignote) da costringerci ad interpellare il Sindaco in merito. Ed è proprio la risposta che, lasciandoci perplessi, si presta ad alcune considerazioni. Innanzi tutto riteniamo la motivazione pretestuosa perché, smentendo quanto affermato dal Presidente, non esiste alcuna documentazione statistica e tantomeno medica attestante alcun infortunio accaduto durante l’uso della pista, sia in generale che in riferimento all’usura del manto che tende a sfaldarsi. Inoltre il manto della pista, essendo stato rifatto nel 2012, risulta oggi in eccellenti condizioni come ciascun frequentatore dell’impianto può constatare direttamente. D’altra parte se un manto rifatto solo quattro anni fa fosse già in cattivo stato e dovesse tendere a sfaldarsi bisognerebbe senz’altro arrestare qualcuno. Possiamo inoltre ritenere che fare attività di educazione al ciclismo a bambini e ragazzini non configuri livelli di sollecitazione del manto tali da renderlo inutilizzabile, e comunque se ci fossero aspetti amministrativi (ad esempio la copertura assicurativa) o tecnici che ponessero vincoli all’uso dell’anello, ci saremmo aspettati dalla Polisportiva sia una motivazione di merito sia la disponibilità alla ricerca di una soluzione anziché la pregiudizievole chiusura totale.
Dobbiamo poi considerare che una associazione sportiva del territorio che faccia richiesta di ammissione alla Polisportiva DEVE esserne ammessa. Escludere un’associazione significa precludere ad essa la possibilità di utilizzare gli impianti sportivi che, duole ricordarlo, sono della collettività tutta e non della Polisportiva che li ha in mera gestione in virtù di una convenzione con il comune (affermare poi che non è necessario appartenere alla Polisportiva per accedere agli impianti da essa gestiti è una presa in giro quasi offensiva). Escludere una associazione significa precludere ad essa la possibilità di svolgere la sua missione decretandone la “morte” (infatti Edubike ha cessato l’attività) con un innegabile impoverimento dell’offerta sul territorio a danno della collettività tutta; ma al contempo significa anche agevolare le organizzazioni che svolgono attività dello stesso tipo dando adito a dubbi e sospetti (chi  sono le organizzazioni che operano nello stesso settore della Edubike? Da chi sono promosse le iniziative che potrebbero subire l’attività di Edubike? Perché chi pratica ciclismo è invitato ad andare a Calcara?). Dubbi di certo inopportuni per chi gestisce la cosa pubblica.
In definitiva impedire che un’associazione possa far parte della Polisportiva è un atto autoritario di libero arbitrio che lede pesantemente quei principi di libertà e democrazia che tutti condividiamo ed a cui i nostri amministratori dichiarano di ispirarsi; principi che ricorrono in tutti gli atti pubblici inerenti, primo fra tutti la convenzione in essere tra Comune e Polisportiva. E che il Sindaco ritenga non opportuno un suo intervento in merito lascia intendere una precisa volontà politica di gestire l’associazionismo sportivo nel modo personalistico (è sintomatico che documenti ufficiali dell’Amministrazione Comunale siano firmati dall’ “Avv. Giampiero Veronesi” anziché da “Il Sindaco”), clientelare e propagandistico che abbiamo appena palesato, con una ambiguità inaccettabile per chi crede che i principi di libertà e democrazia debbano trovare riscontro soprattutto nei fatti prima ancora che nei documenti.

https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

Ps: Speriamo di non trovarci anche noi in prima pagina, chissà se il consigliere Gallerani potrà rispondere… in prima pagina

Un volontariato libero dalla politica

Questo articolo ci è stato sollecitato da un giornalista: non essendo stato pubblicato provvediamo noi…

logo movimentoMolti ci definiscono ideologizzati e ignoranti, ma nel Movimento non c’è ideologia e come cittadini ci occupiamo d’altro. Noi non abbiamo la spudoratezza di fare il terzo grado al prossimo, mentre questo è successo al presidente di Edubike, da poco ad Anzola e con la sola colpa di voler donare al nostro paese un’associazione ciclistica, senza i “necessari” contatti personali.

Non sappiamo quali siano le sue simpatie politiche, ma vistosi escludere dalla Polisportiva, si è rivolto al Movimento 5 Stelle con fiducia e vorremmo davvero conoscere, da parte della nostra amministrazione, le motivazioni reali di questo ostracismo e non quelle enunciate pubblicamente. Anzi, rincareremo la dose, l’associazione è stata oggetto di continui controlli da parte della PM e dell’Ufficio Tecnico senza che venisse riscontrato nulla. Nella risposta alla nostra interpellanza si invita addirittura Edubike a trasferirsi a Calcara, ma perché allora non invitare i genitori anzolesi a frequentare la ludoteca di quel paese?

Non capiamo, del resto, perché l’amministrazione, nella gestione del servizio ludoteca, abbia favorito un’associazione sconosciuta senza invitare altri soggetti. Trattandosi di bambini ci saremmo aspettati un altro comportamento: le motivazioni addotte in risposta alla nostra interpellanza, infatti, non ci hanno convinto e alcuni interrogativi sono rimasti inevasi.

Che l’associazionismo sia spesso inteso come strumento di consenso è noto e crediamo che nessuno abbia la disonestà intellettuale di negarlo, ma riteniamo che si possa ancora fare volontariato senza doppi fini. Siamo convinti, anzi, che su questo atteggiamento si debba cambiare registro e chiamiamo alle loro responsabilità chi opera nel mondo delle associazioni.  “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo” diceva un famoso tragediografo antico: permetteteci, dunque, di fare del bene senza che il tempo e le opere donate liberamente vadano a maggior gloria del PD, che qualcuno continua a confondere con l’istituzione Comune.

Nel frattempo noi ideologizzati e ignoranti continueremo, con i nostri pochi voti, a fare opposizione: un “male” indispensabile della democrazia.

Demagogia…

da Anzolanotizie 171

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Demagogia e antipolitica sono concetti che ricorrono spesso tra i critici del Movimento, critici che però, per primi, hanno parlato di rottamazione, scagliandosi contro i privilegi della casta, che poi hanno completamente sposato buttando alle ortiche una possibilità concreta per ridurli. Nessuno ha mai sostenuto che una legge a favore del dimezzamento dell’indennità dei parlamentari non potesse essere migliorabile o emendabile, ma il nostro premier ha preferito fare controproposte davanti agli schermi televisivi piuttosto che in parlamento, dove appunto la questione è entrata nel dimenticatoio della commissione apposita. Siamo sinceri, davvero si può pensare che un politico che vive del suo incarico possa mettere in discussione i propri privilegi e con consapevolezza porne un argine? Il parlamento dovrebbe essere luogo di discussione senza pregiudizi, ma si è subito alzato un muro: si poteva senz’altro legare il compenso dei singoli senatori e deputati alla loro presenza in aula e nelle commissioni, si è preferito, invece, accennare questo tema in una sede informale con la sicurezza che non ne sarebbe scaturito nulla. Dunque alla presunta demagogia, che avrebbe comunque potuto sfociare in qualcosa di concreto, una legge reale sull’argomento, si è opposta la vera demagogia, fatta davanti alle telecamere. E se la discussione su questa legge si arenerà in commissione, come tutti credono, a chi darà la colpa il nostro premier? A maggior ragione se dovessero passare le riforme costituzionali? Renzi è dotato se non altro di fantasia e faccia tosta e sicuramente sarà in grado di stupirci.

Venendo ai temi locali, ci siamo occupati di recente del mondo dell’associazionismo, da un lato perché lo riteniamo importante per la crescita culturale e civile del nostro paese, dall’altro abbiamo il sospetto che il desiderio della nostra amministrazione di coprire con un velo onnicomprensivo tutto ciò che ne scaturisce, sia molto simile al panem et circenses degli antichi Romani, o per usare un esempio più accessibile “vi diamo una crescentina, ma ci aspettiamo una crocettina” ovviamente su un logo a caso della scheda elettorale. Abbiamo, quindi, presentato due interpellanze di argomento diverso, ma strettamente legate: la prima riguarda la Ludoteca, che è stata riaperta grazie all’associazione di promozione sociale “We4family”, associazione nata nel 2014 e di cui molti ignoravano pure l’esistenza. Nell’altra interpellanza abbiamo chiesto ragione all’amministrazione dell’esclusione, dalla Polisportiva di Anzola, dell’associazione Edubike, esclusione di cui ignoriamo la reale motivazione. Non avendo, al momento della redazione di questo intervento, conosciuto l’esito della seconda interpellanza, ci soffermeremo sulla prima. Premesso che anche il Movimento 5 stelle di Anzola era favorevole in linea di principio alla riapertura della Ludoteca, anche se crediamo che sarebbe stato più economicamente proponibile pensare a una gestione in comune con più enti, nell’ottica di privilegiare l’accesso a un servizio e non il possesso della struttura che lo offre; ci siamo domandati la ragione dell’affidamento della stessa a questa misteriosa associazione“We4family”, che non fa nemmeno parte della Consulta delle associazioni di Anzola. L’amministrazione si è in pratica nascosta dietro l’aspetto sperimentale del progetto, ammettendo che non erano stati interpellati altri soggetti per garantire il medesimo servizio. Non ci rassicura nemmeno il fatto che il personale che ci lavorerà sarà sottoposto al contratto nazionale del lavoro degli operatori sanitari: chi non conosce la realtà di certe cooperative dovrebbe informarsi, del resto anche i dipendenti dei call center, soggetti pure loro al proprio contratto nazionale, sono tutt’altro che soddisfatti. Chiudiamo con una affermazione molto antidemagogica: ci auguriamo che questo nuovo servizio sia interpretato dai genitori come uno strumento nuovo per interagire con i propri figli, come era in passato, e non come una specie di parcheggio dove posizionarli per fare altro.

Veniamo, dunque, a parlare di Virgilio, sempre Virgilio: ci vogliamo una buona volta mettere una pietra tombale sopra? Vorremmo al più presto abbinare questa parola solo all’ottimo poeta dell’Eneide e non a certe tariffe ingiustamente richieste e ai nostri trascurati cimiteri (le macchie di umidità nella facciata di quello di S. Maria in Strada sono un esempio evidente).

Caro sindaco, noi abbiamo apprezzato il tuo impegno di uscirne, ma ti aspettiamo al varco… o la tua era demagogia? Lo si vuole capire che questo tipo di gestione della cosa pubblica porta un sacco di problemi, senza che i cittadini ne abbiano alcun risparmio?

Vorremmo concludere, dedicando un pensiero alla gentile signora che urlando a un banchetto ci ha invitato a “imparare a stare al mondo” per le imperdonabili colpe della Raggi, come aver dato buca al Papa (falso) e aver fatto attendere quel gentiluomo di Malagò (quale ignominia!). Ecco, ci piacerebbe rassicurarla: nei prossimi anni dovremo certamente imparare a starci a questo mondo, con un lavoro sempre più precario, senza pensione, senza i diritti a cui siamo abituati e forse senza risparmi. Ebbene, speriamo possa vederci, non sarà un bello spettacolo, ma sicuramente sarà qualcosa di educativo, perché anche con il suo voto passato avrà contribuito a costruire il nostro futuro.

https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola