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Varie ed eventuali

da Anzolanotizie 174

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Abbiamo letto con meraviglia le dimissioni dei sindaci Bassi e Priolo dai vertici dell’Unione Terre d’Acqua. Che sta succedendo dunque?
Molti potrebbero pensare a contrasti innescati dalla presenza di amministratori non appartenenti al Pd all’interno dell’ente, ma crediamo che siano piuttosto i dissidi più o meno conosciuti tra i primi cittadini del Partito Democratico ad aver generato un disagio, sfociato poi nell’abbandono di entrambi. Certo, è un compito ingrato avere incarichi all’Unione: si lavora gratis perché per legge non è prevista alcuna indennità e si è lontani dalle luci della ribalta: meglio per esempio avere deleghe alla Città Metropolitana,
anche se in questo caso non ci stiamo riferendo al sindaco Bassi o un Assessorato al Comune di Bologna e questa volta il riferimento a Irene Priolo è voluto e urlato, dal momento che si tratta di una assegnazione senza precedenti che ha fatto discutere in molti. E si hanno soprattutto grane… lo sa bene il sindaco di Sala Bolognese, che persa la causa con un agente della PM, dovrà sborsare migliaia di euro e non disponendo di quella cifra chi dovrà pagare secondo voi? Probabilmente “Pantalone”, nelle
vesti, possiamo proprio dirlo, dell’Unione di cui fa parte anche il nostro comune.
Rincuoriamoci dell’avanzo di bilancio denunciato dalla nostra consigliera Silvia Piccinini, che di solito non è certo indice di buona amministrazione, visto che si è chiesto ai cittadini più di
quello che si è preventivato di spendere. Saranno state le multe? Chissà… Detto questo dobbiamo sforzarci di riflettere sull’efficacia di questo ente locale, che forse non è in grado di reggere a un eccesso di personalismi tra i sindaci membri, per non parlare dell’inedito proliferare di democrazia che, (grazie a Dio!), ha reso un po’ più variegato il panorama politico locale.
Invitiamo la nostra amministrazione a porre maggiore attenzione alla manutenzione delle strade. Certo le nostre potranno essere interpretate come accuse faziose, visto che di solito non denunciamo cespugli sfrondati o punture di ape, su quello che ormai è diventato il nuovo Urp telematico, il Gruppo Facebook
di Anzola, ma vorremmo provarci, anche se non possiamo allegare alcun corredo fotografico. Alcuni nomi: via Alvisi, via Magenta, via Guido Rossa, via Lunga, in alcuni tratti hanno il manto stradale assai rovinato, sembrano un po’ le strade di Roma, le cui buche sono così gradite ai media nostrani, ma lì c’è la Raggi, fonte di ogni malvagità.
Non ne facciamo una colpa al Vice Sindaco Loris Marchesini, che oltre a doversi sbracciare per rispondere alle occorrenze ridicole di cui sopra, rappresenta ormai il vero frontman dell’amministrazione anzolese e di questo bisogna dargliene onestamente atto, ma la realtà impietosa è questa.
Rileviamo con tristezza l’abbandono della nostra proposta per un semaforo a chiamata in via Terramare, mentre alla luce dell’istallazione di nuove telecamere dopo il fallimento del progetto Ztl, che sono peraltro da circa quattro mesi ancora inattive per verifiche tecniche delle forze dell’ordine, rimangono inutilizzate e temiamo, per lo più superate e non funzionanti quelle messe in opera dal precedente sindaco Loris Ropa. Forse intese come una sorta di monumento dell’era industriale più belle a vedersi
della famigerata “Porta del Cuore”, hanno almeno il pregio di essere presenti anche al di fuori di Anzola. Perché in fondo la sicurezza è un diritto di tutti, anche degli abitanti delle frazioni, che erano già destinate a trasformarsi in un ghetto per prostitute, trovandosi fuori dal tracciato della Ztl.
Di questi tempi, non ci sono buone notizie per i risparmiatori: le banche traballano, trasmissioni molto note mettono in dubbio il Credito Postale, su cui peraltro si fonda il finanziamento dei nostri enti locali. Nessuno o ben pochi parlano, però, del prestito sociale offerto dalle Coop. Lo faremo noi, non direttamente, ma consigliandovi un buon libro di Antonio Amorosi “Coop Connection” che alcuni del nostro gruppo di attivi hanno letto e molto gradito. Sarà presente in Biblioteca? Speriamo di sì. Antonio Amorosi è un ex assessore della Giunta Cofferati, noto anche come giornalista per una serie di inchieste, tra cui la straordinaria impresa di aver indovinato diversi vincitori di concorso presso il Comune di Bologna prima che l’esito fosse pubblicato.
Buon profeta delle fortune altrui allora, speriamo che questa volta Amorosi si stia sbagliando. Buona lettura.
https://anzola5stelle.wordpress.com/
Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Anzola

In difesa dell’Ospedale di S. Giovanni in Persiceto

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Chi ha dovuto usufruire dei servizi degli ospedali cittadini, tra attese infinite e difficoltà logistiche (anche determinate dalle gang dei parcheggiatori abusivi al Maggiore) concorderà con noi sull’importanza della nostra lotta. Basta desertificare la periferia dai servizi essenziali, basta affidarsi ai privati quando la stessa sanità statunitense sta intraprendendo una strada opposta. Il diritto alla salute è di tutti e noi temiamo che la parziale chiusura dell’Ospedale di S. Giovanni in Persiceto sia il prodromo di una chiusura definitiva. Il Pd locale che dice? Perché questo sarebbe uno di quei temi in cui crediamo di trovare ampia condivisione con i militanti del Pd, ma forse non con i suoi maggiorenti. Il Movimento 5 Stelle di Anzola è al fianco dei ragazzi che ora protestano e hanno il nostro stesso timore.

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Biblioteca: luogo di cultura senza politica

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Abbiamo molto rispetto per l’attività culturale che la Biblioteca Comunale di Anzola offre alla cittadinanza e chi scrive ha avuto modo di conoscere bene e apprezzare le qualità personali e lavorative dell’attuale responsabile del servizio biblioteca, Paolo Toccarelli. Vorremmo però ricordare che la biblioteca è un ufficio pubblico, dove non dovrebbe essere presente propaganda di parte. E’ pur vero che dalle nostre parti le feste dell’Unità hanno l’apparenza di sagre di paese, ed è anche vero che tortellini e crescentine non hanno tessera, ma crediamo che in una biblioteca pubblica non possa essere presente propaganda politica, pur mitigata dalla prospettiva di una cena in compagnia.
La biblioteca sia sempre una casa accogliente per tutti e invitiamo con forza i Giovani Democratici di Terre d’Acqua a ricordare questo concetto: d’altra parte il “fotografo” si è ben guardato dal buttare quei manifestini, per rispetto delle idee altrui.