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Demagogia…

da Anzolanotizie 171

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Demagogia e antipolitica sono concetti che ricorrono spesso tra i critici del Movimento, critici che però, per primi, hanno parlato di rottamazione, scagliandosi contro i privilegi della casta, che poi hanno completamente sposato buttando alle ortiche una possibilità concreta per ridurli. Nessuno ha mai sostenuto che una legge a favore del dimezzamento dell’indennità dei parlamentari non potesse essere migliorabile o emendabile, ma il nostro premier ha preferito fare controproposte davanti agli schermi televisivi piuttosto che in parlamento, dove appunto la questione è entrata nel dimenticatoio della commissione apposita. Siamo sinceri, davvero si può pensare che un politico che vive del suo incarico possa mettere in discussione i propri privilegi e con consapevolezza porne un argine? Il parlamento dovrebbe essere luogo di discussione senza pregiudizi, ma si è subito alzato un muro: si poteva senz’altro legare il compenso dei singoli senatori e deputati alla loro presenza in aula e nelle commissioni, si è preferito, invece, accennare questo tema in una sede informale con la sicurezza che non ne sarebbe scaturito nulla. Dunque alla presunta demagogia, che avrebbe comunque potuto sfociare in qualcosa di concreto, una legge reale sull’argomento, si è opposta la vera demagogia, fatta davanti alle telecamere. E se la discussione su questa legge si arenerà in commissione, come tutti credono, a chi darà la colpa il nostro premier? A maggior ragione se dovessero passare le riforme costituzionali? Renzi è dotato se non altro di fantasia e faccia tosta e sicuramente sarà in grado di stupirci.

Venendo ai temi locali, ci siamo occupati di recente del mondo dell’associazionismo, da un lato perché lo riteniamo importante per la crescita culturale e civile del nostro paese, dall’altro abbiamo il sospetto che il desiderio della nostra amministrazione di coprire con un velo onnicomprensivo tutto ciò che ne scaturisce, sia molto simile al panem et circenses degli antichi Romani, o per usare un esempio più accessibile “vi diamo una crescentina, ma ci aspettiamo una crocettina” ovviamente su un logo a caso della scheda elettorale. Abbiamo, quindi, presentato due interpellanze di argomento diverso, ma strettamente legate: la prima riguarda la Ludoteca, che è stata riaperta grazie all’associazione di promozione sociale “We4family”, associazione nata nel 2014 e di cui molti ignoravano pure l’esistenza. Nell’altra interpellanza abbiamo chiesto ragione all’amministrazione dell’esclusione, dalla Polisportiva di Anzola, dell’associazione Edubike, esclusione di cui ignoriamo la reale motivazione. Non avendo, al momento della redazione di questo intervento, conosciuto l’esito della seconda interpellanza, ci soffermeremo sulla prima. Premesso che anche il Movimento 5 stelle di Anzola era favorevole in linea di principio alla riapertura della Ludoteca, anche se crediamo che sarebbe stato più economicamente proponibile pensare a una gestione in comune con più enti, nell’ottica di privilegiare l’accesso a un servizio e non il possesso della struttura che lo offre; ci siamo domandati la ragione dell’affidamento della stessa a questa misteriosa associazione“We4family”, che non fa nemmeno parte della Consulta delle associazioni di Anzola. L’amministrazione si è in pratica nascosta dietro l’aspetto sperimentale del progetto, ammettendo che non erano stati interpellati altri soggetti per garantire il medesimo servizio. Non ci rassicura nemmeno il fatto che il personale che ci lavorerà sarà sottoposto al contratto nazionale del lavoro degli operatori sanitari: chi non conosce la realtà di certe cooperative dovrebbe informarsi, del resto anche i dipendenti dei call center, soggetti pure loro al proprio contratto nazionale, sono tutt’altro che soddisfatti. Chiudiamo con una affermazione molto antidemagogica: ci auguriamo che questo nuovo servizio sia interpretato dai genitori come uno strumento nuovo per interagire con i propri figli, come era in passato, e non come una specie di parcheggio dove posizionarli per fare altro.

Veniamo, dunque, a parlare di Virgilio, sempre Virgilio: ci vogliamo una buona volta mettere una pietra tombale sopra? Vorremmo al più presto abbinare questa parola solo all’ottimo poeta dell’Eneide e non a certe tariffe ingiustamente richieste e ai nostri trascurati cimiteri (le macchie di umidità nella facciata di quello di S. Maria in Strada sono un esempio evidente).

Caro sindaco, noi abbiamo apprezzato il tuo impegno di uscirne, ma ti aspettiamo al varco… o la tua era demagogia? Lo si vuole capire che questo tipo di gestione della cosa pubblica porta un sacco di problemi, senza che i cittadini ne abbiano alcun risparmio?

Vorremmo concludere, dedicando un pensiero alla gentile signora che urlando a un banchetto ci ha invitato a “imparare a stare al mondo” per le imperdonabili colpe della Raggi, come aver dato buca al Papa (falso) e aver fatto attendere quel gentiluomo di Malagò (quale ignominia!). Ecco, ci piacerebbe rassicurarla: nei prossimi anni dovremo certamente imparare a starci a questo mondo, con un lavoro sempre più precario, senza pensione, senza i diritti a cui siamo abituati e forse senza risparmi. Ebbene, speriamo possa vederci, non sarà un bello spettacolo, ma sicuramente sarà qualcosa di educativo, perché anche con il suo voto passato avrà contribuito a costruire il nostro futuro.

https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

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Non si può ritornare al passato?

da Anzolanotizie 169

logo movimentoSe internet può essere, nella sua limitatezza, specchio della realtà locale, registriamo le lamentele dei cittadini sul tema della raccolta dei rifiuti. Lamentele, ci sembrano, a tutto tondo: da un lato i soliti bollettini trionfalistici riportano una diminuzione della TARI a seguito del comportamento virtuoso dei nostri cittadini, e non si capisce di cosa si debba gioire se nei tre anni precedenti si sono aumentate le tariffe e ora, pur in deflazione, i risibili risparmi sono ben lungi da ristabilire la situazione precedente. Altro aspetto rilevante che emerge dalle stesse discussioni è la percezione del disagio di chi questi rifiuti li raccoglie: si lamenta un lavoro trascurato, ci si meraviglia quando questi lavoratori protestano e ci si indigna del fatto che non ci siano informazioni, senza magari approfondire le cause che hanno generato simili comportamenti. I servizi ormai si danno per scontati, li si pretende in ragione delle tasse altissime a cui siamo sottoposti e non ci si preoccupa di chi questi servizi li offre ogni giorno.

Non vuol essere un’accusa, è un comportamento normale, del tutto giustificabile, ed è il prodotto di un processo iniziato da lontano, con tangentopoli negli anni 90, dove le indagini della magistratura hanno tolto il velo a un mondo pubblico fortemente corrotto dalla partitocrazia. Abbiamo visto, quindi, il trionfo dell’antipolitica, con una sequela di personaggi più o meno illustri “entrare in campo” per difendere quegli stessi interessi a cui prima ci si affidava ai partiti. E ora, naufragato il Berlusconismo, senza che l’opposizione della “ditta” di sinistra potesse fare alcunché, se non cambiare sigla, ci troviamo circondati da municipalizzate, partecipate e istituzioni: i vecchi servizi, nati per “servire” i cittadini, sono diventati fonti di introiti per potentati piccoli e grandi e ovviamente la corruzione e la mala gestione impazzano ieri come oggi o forse ancora di più.

Guardando vicino a noi, senza evocare reati, ci mancherebbe, ricordiamo i disservizi più volte denunciati a proposito di Virgilio, le tariffe molto alte di Matilde, fino ad arrivare alla raccolta dei rifiuti: fare imprenditoria, tuttavia, implica la ricerca del guadagno, ma è giusto cercare un guadagno quando si offre un servizio? E chi ci rimette se non i lavoratori e i cittadini in questo processo? Eravamo dei Gufi noi del M5S quando paventavamo la chiusura dell’Ospedale di S. Giovanni, osservando proprio la realtà che ci circonda come Bazzano e Castelfranco? Infine permetteteci questa considerazione: quale professionalità potranno mai garantire personaggi provenienti dalla politica in una azienda pubblica? Ma poi pensando alle retribuzioni del management di Hera a fronte dei risultati, c’è quasi da invocare l’incompetenza dei politici, che pur spiaggiati nelle loro ambizioni, almeno costano meno.

Potremmo dedicare un paragrafo anche ad altri servizi esternalizzati garantiti da cooperative esterne, come alle decine di lavoratori che non godono del medesimo trattamento economico e professionale di un dipendente pubblico, ma non ne abbiamo lo spazio.  E allora, ci chiediamo, se i cittadini sono scontenti dei servizi per costo e qualità, i lavoratori sempre più sottopagati e i dirigenti, per converso, sempre più grassi ed esosi, non si può tornare al passato? Certo che no, avrebbero detto i discepoli di Berlusconi alcuni anni fa, e in maniera analoga risponderebbe la claque renziana che porta avanti la pur legittima lotta contro i mali del pubblico impiego, ma con misure propagandistiche. Perché vogliamo chiarirlo, anche noi siamo contrari ai “fannulloni”, ma siamo ben lungi da considerare tutti i dipendenti pubblici tali. Noi vorremmo, però, una pubblica amministrazione senza raccomandazioni, concorsi discutibili e incarichi politici. Vorremmo dipendenti competenti e formati a cui sostituire le solite e costose consulenze e non personaggi raffazzonati, presi da altri servizi per coprire dei buchi perché tanto non si può assumere. Vorremmo anche dirigenti pubblici diversi, responsabili in prima persona di certi comportamenti. Un’ illusione? Crediamo di no.

Il nostro sindaco lo sa, non siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda, ma condividiamo i suoi dubbi, espressi in Commissione, a proposito della questione del Postrino. Di cosa stiamo parlando? Vi chiederete. È presto detto. La Città Metropolitana, che ha sostituito la Provincia per ruolo e competenze, ha identificato nell’area denominata “Postrino”, situata alle porte del comune di San Giovanni, a ridosso della Trasversale di Pianura, un Polo funzionale a scopi commerciali, in altre parole un’area dove sorgerà un grande centro commerciale. A parziale compensazione degli inevitabili danni ai piccoli commercianti è stata promessa da un fantomatico gruppo “Persicus”, immobiliare responsabile dell’area commerciale, la cifra di 300.000€. Ma quale sarà la ripartizione di questi fondi? E che senso ha, dopo il fallimento del progetto Outlet, insistere ancora su iniziative simili? Vedremo l’evoluzione degli eventi e vi terremo informati. Per concludere vogliamo congratularci con tutti i sindaci del Movimento eletti a queste recenti amministrative, a cui auguriamo buon lavoro: l’occasione di cambiare il nostro paese non va sprecata e l’onestà deve tornare di moda.

https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola