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Servizi educativi offresi

da Anzolanotizie 176

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La Giunta Comunale con delibera n.104 del 25.07.17 ha definito le modalità per la concessione gratuita di locali presso il plesso scolastico G. Pascoli (scuole medie) per l’istituzione di un doposcuola in orario pomeridiano.
Quale è il vero scopo che ha portato l’Amministrazione Comunale a predisporre in tutta fretta e nel periodo estivo questa delibera? Sembrerebbe evidente: favorire l’associazionismo locale, come peraltro lascerebbe intendere il coinvolgimento della Consulta del Volontariato che con specifica mail ne rendeva edotte le Associazioni locali. Ma allora perché in questi modi e tempi? Per quel che ne sappiamo in sede di Consulta del Volontariato questo argomento non è mai stato affrontato, né ci risulta alcuna azione volta a cogliere anticipatamente una generica manifestazione di interesse presso le Associazioni locali potenzialmente in grado di attuare un doposcuola; così come non ci risulta alcun sondaggio effettuato dall’Amministrazione Comunale (né da altri) presso le famiglie potenzialmente interessate ad un servizio di doposcuola per le medie. Le due delibere sono quindi apparse come un fulmine a ciel sereno … dovuto probabilmente alla calura estiva. E’ opportuno premettere che tutti i locali scolastici statali sono di proprietà dell’Amministrazione Comunale che li assegna all’Istituzione scolastica mantenendone gli oneri di gestione (es. manutenzione) e chiedendo poi al Consiglio di Istituto la concessione d’uso per eventuali attività svolte ad di fuori dall’orario scolastico (es. prepost infanzia ed elementari – campo estivo); concessione che nel nostro caso è regolata da specifici accordi approvati in C.C. nell’aprile 2017. Rileviamo anche che il regolamento dell’Istituto scolastico prevede già la possibilità di concedere gratuitamente l’uso di locali (per es. ad associazioni che svolgono attività connesse al POF – Piano dell’offerta Formativa – dell’Istituto), ma a quanto ci consta non è mai stata avanzata alcuna richiesta per attività di doposcuola. Non può infine sfuggire la presenza sul territorio anzolese di ben due realtà rivolte ai ragazzi delle scuole secondarie: “La Saletta” e il dopo scuola presso la scuola “Vaccari”.
Così il testo dell’avviso pubblico: «al fine di facilitare la realizzazione sul territorio di una attività di “doposcuola”, garantendo contestualmente il calmieramento dei costi a carico delle famiglie, l’amministrazione comunale […], mette a disposizione di realtà associative del territorio, che manifestino il proprio interesse alla gestione della stessa, gli spazi necessari allo svolgimento dell’attività per gli anni scolastici 2017/18 e 2018/19, individuati presso la Scuola Secondaria di primo grado “G. Pascoli”….L’attività consiste nell’organizzazione e gestione, presso i locali messi a disposizione nel plesso scolastico individuato, dopo l’orario scolastico, tramite personale educativo e materiale idoneo, di:
1) Accompagnamento allo svolgimento dei compiti pomeridiani assegnati dalla scuola; 2) Acquisizione e miglioramento dei metodi di studio; […] 3) Attività motorie e ludico-ricreative; 4) Laboratori motori
– manuali – espressivi ». Tornando alla domanda iniziale, perché l’Amministrazione Comunale promuove un servizio di doposcuola PRIVATO E A PAGAMENTO calmierato a 120 €/mese quando sul territorio è già presente un identico servizio dell’Istituzione “Vaccari” (con la quale il Comune ha peraltro una convenzione in essere) che costa 90 €/mese e dà anche la possibilità ai ragazzi di pranzare? Non può inoltre sfuggire il fatto che la “Vaccari” riesce ad accogliere tutte le domande di adesione. Se l’Amministrazione Comunale ritiene che le famiglie anzolesi abbiano bisogno (?) di un servizio di doposcuola diverso o ulteriore rispetto a quello che il Comune ha già predisposto attraverso il centro
aggregativo giovanile “La Saletta” (che di fatto fa esattamente ciò che prevede la delibera) perché non ha provveduto esso stesso a realizzarlo inserendolo nel bando triennale per i servizi educativi che ha predisposto a giugno?
E se un’Associazione locale di volontariato voleva organizzare un servizio PRIVATO di doposcuola, perché non ha richiesto gli spazi al Consiglio d’Istituto invocando un regolamento che già prevede
questa possibilità? Che bisogno c’era di una delibera di Giunta? Troppe volte siamo stati tacciati di interpretare maliziosamente gli intenti del Sindaco e della sua Amministrazione. Oggi ci limitiamo a porre alcune domande senza dare risposte; vogliamo che sia la cittadinanza ad interrogarsi e ad interrogare cercando risposte vere e concrete. Apprezziamo anche il fatto che il Sindaco, rispetto alle modalità recentemente seguite per l’assegnazione del servizio di gestione della ludoteca, ha fatto un piccolo passo avanti cercando almeno di salvare le apparenze. Ma ci aspettiamo ben altro perché la forma non è certamente più importante della sostanza; se intende (meritevolmente) coinvolgere il volontariato in progetti dell’Amministrazione, che lo faccia nei modi e nei tempi opportuni e non con una mail inviata a luglio e tempi di risposta impossibili.
In questa mancanza di chiarezza ci inquieta solo il timore di trovarci, davanti ad un semplice diversivo. E se lo scopo finale dell’Amministrazione fosse liberarsi pian piano, senza che la cittadinanza se ne accorga, dei servizi educativi privatizzandoli? La storia insegna: Mitridate si assuefò al veleno.

https://anzola5stelle.wordpress.com/
Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Anzola

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Chi può far parte della Polisportiva?

da Anzolanotizie 172

logo movimentoIn quest’ultimo periodo dobbiamo senz’altro ringraziare il Sindaco per la quantità mai vista prima di spunti di riflessione offerti. Siamo al punto che per trattare tutti gli argomenti meritevoli avremmo bisogno di un giornalino a settimana. Ma tant’è. In questa occasione vogliamo soffermarci sul modo con il quale viene gestito l’associazionismo sportivo anzolese stigmatizzando l’esclusione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica EDUBIKE dalla Polisportiva Anzolese. Riassumendo velocemente la vicenda, Edubike è una A.S.D. che attraverso lo studio e la ricerca tecnologica promuove progetti di educazione ambientale volti a favorire la cultura del ciclismo (sia come fattore salutistico che come stile di vita sostenibile), lo sviluppo umano ed il patrimonio culturale nel territorio che ci circonda (ognuno può farsi una propria idea dell’Associazione consultando il sito internet http://www.edubike.it). Quindi la sua attività non è tanto rivolta alla disciplina agonistico-sportiva con atleti impegnati in competizioni sportive, ma è indirizzata all’aspetto socio-culturale del ciclismo avendo come riferimento e beneficiari la popolazione in senso lato, cioè i bambini, gli adulti e gli anziani.
Nei mesi scorsi Edubike ha presentato domanda di affiliazione alla Polisportiva Anzolese, sia per essere considerata nell’alveo proprio delle associazioni sportive locali, sia per poter accedere agli impianti di via lunga ritenuti funzionali alla sua attività, con particolare riferimento alla pista d’atletica utilizzabile per i corsi di educazione al ciclismo rivolti ai bambini. Tale domanda è stata respinta dal Consiglio Direttivo della Polisportiva <<a causa della particolare conformazione della pista, sia per il particolare stato di usura del manto, che tende a sfaldarsi e che, già in passato, come confermato dalla società ciclistica, ha mietuto parecchie vittime>>.
Motivazione talmente pretestuosa (probabilmente volta a celare le vere ragioni a noi ignote) da costringerci ad interpellare il Sindaco in merito. Ed è proprio la risposta che, lasciandoci perplessi, si presta ad alcune considerazioni. Innanzi tutto riteniamo la motivazione pretestuosa perché, smentendo quanto affermato dal Presidente, non esiste alcuna documentazione statistica e tantomeno medica attestante alcun infortunio accaduto durante l’uso della pista, sia in generale che in riferimento all’usura del manto che tende a sfaldarsi. Inoltre il manto della pista, essendo stato rifatto nel 2012, risulta oggi in eccellenti condizioni come ciascun frequentatore dell’impianto può constatare direttamente. D’altra parte se un manto rifatto solo quattro anni fa fosse già in cattivo stato e dovesse tendere a sfaldarsi bisognerebbe senz’altro arrestare qualcuno. Possiamo inoltre ritenere che fare attività di educazione al ciclismo a bambini e ragazzini non configuri livelli di sollecitazione del manto tali da renderlo inutilizzabile, e comunque se ci fossero aspetti amministrativi (ad esempio la copertura assicurativa) o tecnici che ponessero vincoli all’uso dell’anello, ci saremmo aspettati dalla Polisportiva sia una motivazione di merito sia la disponibilità alla ricerca di una soluzione anziché la pregiudizievole chiusura totale.
Dobbiamo poi considerare che una associazione sportiva del territorio che faccia richiesta di ammissione alla Polisportiva DEVE esserne ammessa. Escludere un’associazione significa precludere ad essa la possibilità di utilizzare gli impianti sportivi che, duole ricordarlo, sono della collettività tutta e non della Polisportiva che li ha in mera gestione in virtù di una convenzione con il comune (affermare poi che non è necessario appartenere alla Polisportiva per accedere agli impianti da essa gestiti è una presa in giro quasi offensiva). Escludere una associazione significa precludere ad essa la possibilità di svolgere la sua missione decretandone la “morte” (infatti Edubike ha cessato l’attività) con un innegabile impoverimento dell’offerta sul territorio a danno della collettività tutta; ma al contempo significa anche agevolare le organizzazioni che svolgono attività dello stesso tipo dando adito a dubbi e sospetti (chi  sono le organizzazioni che operano nello stesso settore della Edubike? Da chi sono promosse le iniziative che potrebbero subire l’attività di Edubike? Perché chi pratica ciclismo è invitato ad andare a Calcara?). Dubbi di certo inopportuni per chi gestisce la cosa pubblica.
In definitiva impedire che un’associazione possa far parte della Polisportiva è un atto autoritario di libero arbitrio che lede pesantemente quei principi di libertà e democrazia che tutti condividiamo ed a cui i nostri amministratori dichiarano di ispirarsi; principi che ricorrono in tutti gli atti pubblici inerenti, primo fra tutti la convenzione in essere tra Comune e Polisportiva. E che il Sindaco ritenga non opportuno un suo intervento in merito lascia intendere una precisa volontà politica di gestire l’associazionismo sportivo nel modo personalistico (è sintomatico che documenti ufficiali dell’Amministrazione Comunale siano firmati dall’ “Avv. Giampiero Veronesi” anziché da “Il Sindaco”), clientelare e propagandistico che abbiamo appena palesato, con una ambiguità inaccettabile per chi crede che i principi di libertà e democrazia debbano trovare riscontro soprattutto nei fatti prima ancora che nei documenti.

https://anzola5stelle.wordpress.com/

Il gruppo del Movimento 5 stelle di Anzola

Ps: Speriamo di non trovarci anche noi in prima pagina, chissà se il consigliere Gallerani potrà rispondere… in prima pagina

Un volontariato libero dalla politica

Questo articolo ci è stato sollecitato da un giornalista: non essendo stato pubblicato provvediamo noi…

logo movimentoMolti ci definiscono ideologizzati e ignoranti, ma nel Movimento non c’è ideologia e come cittadini ci occupiamo d’altro. Noi non abbiamo la spudoratezza di fare il terzo grado al prossimo, mentre questo è successo al presidente di Edubike, da poco ad Anzola e con la sola colpa di voler donare al nostro paese un’associazione ciclistica, senza i “necessari” contatti personali.

Non sappiamo quali siano le sue simpatie politiche, ma vistosi escludere dalla Polisportiva, si è rivolto al Movimento 5 Stelle con fiducia e vorremmo davvero conoscere, da parte della nostra amministrazione, le motivazioni reali di questo ostracismo e non quelle enunciate pubblicamente. Anzi, rincareremo la dose, l’associazione è stata oggetto di continui controlli da parte della PM e dell’Ufficio Tecnico senza che venisse riscontrato nulla. Nella risposta alla nostra interpellanza si invita addirittura Edubike a trasferirsi a Calcara, ma perché allora non invitare i genitori anzolesi a frequentare la ludoteca di quel paese?

Non capiamo, del resto, perché l’amministrazione, nella gestione del servizio ludoteca, abbia favorito un’associazione sconosciuta senza invitare altri soggetti. Trattandosi di bambini ci saremmo aspettati un altro comportamento: le motivazioni addotte in risposta alla nostra interpellanza, infatti, non ci hanno convinto e alcuni interrogativi sono rimasti inevasi.

Che l’associazionismo sia spesso inteso come strumento di consenso è noto e crediamo che nessuno abbia la disonestà intellettuale di negarlo, ma riteniamo che si possa ancora fare volontariato senza doppi fini. Siamo convinti, anzi, che su questo atteggiamento si debba cambiare registro e chiamiamo alle loro responsabilità chi opera nel mondo delle associazioni.  “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo” diceva un famoso tragediografo antico: permetteteci, dunque, di fare del bene senza che il tempo e le opere donate liberamente vadano a maggior gloria del PD, che qualcuno continua a confondere con l’istituzione Comune.

Nel frattempo noi ideologizzati e ignoranti continueremo, con i nostri pochi voti, a fare opposizione: un “male” indispensabile della democrazia.